sabato 30 dicembre 2023

«Un vero modello di vita» - 31 dic. 2023 -1° e 6 gen. 2024

 31 dicembre 2023
1° gennaio 2024
6 gennaio 2024
 

domenica della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

Gesù il «Dio con noi» si svela  all’interno di una famiglia umana


Incredibile! Gesù, la sorgente di vita, il Redentore, la luce dei non credenti, l’onore di Israele, è destinato ad essere un segno di contraddizione; egli che è chiamato a portare la redenzione dovrà, nello stesso tempo, essere la spina che provocherà la perdita di molti uomini. E colei che ha dato alla luce il Redentore, che ha unito in sé l’amore di Dio e quello dell’uomo, è destinata a sopportare il dolore della spada che trapassa il cuore!
Tutto ciò sembra strano, eppure è stato proprio così: l’incredibile è successo.
La profezia di Simeone si compie nella sua totalità nei secoli.
Il cuore di Maria ha conosciuto il dolore di sette spade che lo trapassavano quando lei tremava per la vita del Bambino durante la fuga in Egitto; quando lo vedeva sfinito, non compreso, umiliato nel suo apostolato; quando venne arrestato, processato, torturato, e quando lo accompagnò nella via della croce, vedendolo soffrire e morire sulla croce. Ancora oggi Maria continua a soffrire con noi quando pone il suo sguardo sulle nostre pene e sulle nostre sofferenze, continua a soffrire con noi che rischiamo, coi nostri peccati, di perderci.
È raro vedere un ritratto o una statua della Madonna sorridente, mentre quasi in ogni chiesa vediamo rappresentata Maria addolorata.
Gesù è venuto dai suoi, ma i suoi non l’hanno accolto (Gv 1,6); ha portato la luce, ma il mondo è rimasto nelle tenebre. 
Gesù cercava la redenzione di tutti, ma molti l’hanno respinto, hanno lottato contro di lui. Per costoro è divenuto un segno di condanna. Per questo è segno di divisione: ognuno di noi porta in cuore delle contraddizioni e si scontra con degli ostacoli per seguire Gesù. 
Dobbiamo imparare ad accogliere il suo amore.
Noi tutti abbiamo nostalgia dell’amore. 
Ma la nostalgia non basta. Occorre che i raggi dell’amore ci raggiungano e si infiammino per divenire un grande fuoco che ci scaldi e che ci dia il coraggio di vivere e di sacrificarci in nome di Cristo, affinché la Madre di Dio possa guardarci non più con le lacrime agli occhi, ma col sorriso
 

                                     Intenzioni Sante Messe

SABATO  30         Ore 18.30:  Salmaso Virginio e Reffo Ermida.

DOMENICA  31      Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe. Ore 9.30: Badan Bruno; Scapin Bruno (anniv,); Secondo l’intenzione di Noemi. Ore 11.00: Pro Populo. Messa di Ringraziamento Ore 18.30. Secondo l’intenzione dell’offerente.

Lunedì  01.01 Maria Santissima Madre di Dio. Ore 11.00: Beghin Regina e Narciso; Bedin Assunta, Ferdinando, Tecla e Santa. Ore 15.00: Secondo l’intenzione dell’offerente.

MARTEDì  02 Ore  15.00:  Braghetto Odino.

MERCOLEDì   03 Ore 8.00:  Agostini Elio;  Libralon Bruna (anniversario).

GIOVEDì  04 Ore 15.00:  Secondo  l’intenzione dell’offerente.

VENERDì  05 Ore 18.30:  Agostini Elio; Callegaro Lucia.

SABATO  06 Epifania del Signore. Ore 9.30: Pezzin Marilena; Rizzato Remigio e Gallo Irene; Ore 11.00: Dalle Fratte Raffaele, Elena, Gino e Fam. Def..; Ore 18.30:  Virgis Elio e Pasquali Ada.

DOMENICA 07 Battesimo del Signore. Ore 9.30: Sato Paolo (anniv.); Bellon Orfenio; Tonello Lina; Bertapelle Armando, Maria e Luca. Ore 11.00: Pro Populo.

Incontri

Martedì ore 21.00 Incontro-prove per  il gruppo della Corale parrocchiale.

Avvisi.

· Oggi domenica della Santa Famiglia, celebriamo gli anniversari dei matrimoni delle famiglie della nostra comunità parrocchiale. A tutte le famiglie della nostra parrocchia gli auguri più sinceri perché regni in esse la concordia e la pace.

· Questa sera, alle ore 18.30, la Santa messa di ringraziamento col ‘Te Deum’ finale. Invito a partecipare!

· Venerdì 5 gennaio è il primo venerdì del mese, nella mattinata, coi ministri straordinari porteremo la Comunione agli ammalati.

· Venerdì una sola santa messa nella serata è messa della  festa dell’Epifania.

· Sabato Giorno dell’Epifania, celebriamo la Giornata dell’Infanzia Missionaria, troverete tra i banchi la busta per la vostra offerta che potrete depositare nell’apposito cesto uscendo.

· Domenica 7 gennaio è la festa del Battesimo di Gesù; alla messa delle ore 11.00, accoglieremo nella nostra comunità parrocchiale col Battesimo: Beatrice Sarzo di Elia e Natalia Rasca, e Ricardo e Ilenia Mesias, di Ricardo Antonio e Denada Melanori; a questi bambini/ragazzi e ai loro genitori i nostri più sinceri auguri di ogni bene.

 

A tutti, soprattutto a coloro che non potranno, per motivi i più diversi, essere presenti alle celebrazioni di oggi e domani

 i miei più sinceri auguri

di Buon Anno Nuovo.

 

«Un vero modello di vita»


La liturgia odierna offre alla nostra considerazione la Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, «un vero modello di vita» per ogni famiglia cristiana, chiamata a seguirne fedelmente gli esempi, perché in essa saldo e fiorente sia l’amore, oggi offuscato e insidiato da ideologie alienanti. 
La famiglia ravviva il dono e il mistero della vita là dove le evidenze umane ed etiche sono mortificate, e nelle prove quotidiane percorre le vie serene della pace e della speranza ancorate in Dio (Orazioni).
È bello pensare che Gesù abbia scelto di svelarsi «Dio con noi» all’interno di una famiglia umana, con le comuni gioie e pene. 
Come accadde nel tempio di Gerusalemme (Vangelo), quando Maria e Giuseppe – presentando il bambino al Signore con l’offerta del dono proprio dei poveri – udirono Simeone profetizzare che quel figlio amato sarebbe divenuto segno di contraddizione. 
Parole inquietanti, che mutarono in angoscia lo stupore gioioso di poc’anzi, e che tuttavia li disposero ad abitare il mistero.
 Anche la fede di Abramo e Sara fu messa a dura prova (II Lettura) finché Dio, fedele alla sua promessa, allietò la loro unione coniugale con il sorriso del piccolo Isacco (I Lettura).

Contempliamo la santa Famiglia di Nazareth, specchiamoci in essa, confidiamo nel Figlio di Dio e imitiamo la mitezza e la fede di Maria e Giuseppe. 
Con il loro aiuto  le nostre famiglie potranno affrontare vittoriose l’onda distruttiva che le minaccia, per servire sempre e unicamente il Signore.


Prima lettura      Gen 15,1-6; 21,1-3
Uno nato da te sarà tuo erede.
 
Dal libro della Gènesi
 
In quei giorni, fu rivolta ad Abram, in visione, questa parola del Signore: «Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande». Rispose Abram: «Signore Dio, che cosa mi darai? Io me ne vado senza figli e l’erede della mia casa è Elièzer di Damasco». Soggiunse Abram: «Ecco, a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede». Ed ecco, gli fu rivolta questa parola dal Signore: «Non sarà costui il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede».
Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle» e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza».
Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia.
Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece a Sara come aveva promesso. Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato. Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito.
Parola di Dio
 
 
Salmo responsoriale    Sal 104
 
Il Signore è fedele al suo patto.
 
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere.
A lui cantate, a lui inneggiate,
meditate tutte le sue meraviglie.
 
Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
ricercate sempre il suo volto.
 
Ricordate le meraviglie che ha compiuto,
i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca,
voi, stirpe di Abramo, suo servo,
figli di Giacobbe, suo eletto.
 
Si è sempre ricordato della sua alleanza,
parola data per mille generazioni,
dell’alleanza stabilita con Abramo
e del suo giuramento a Isacco.
 
 
Seconda lettura    Eb 11,8.11-12.17-19
La fede di Abramo, di Sara e di Isacco.
 
Dalla lettera agli Ebrei
 
Fratelli, per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava.
Per fede, anche Sara, sebbene fuori dell’età, ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne degno di fede colui che glielo aveva promesso. Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia che si trova lungo la spiaggia del mare e non si può contare.
Per fede, Abramo, messo alla prova, offrì Isacco, e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito figlio, del quale era stato detto: «Mediante Isacco avrai una tua discendenza». Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe anche come simbolo.
Parola di Dio
 
Canto al Vangelo (Eb 1,1.2)
 
Alleluia, alleluia.
Molte volte e in diversi modi nei tempi antichi
Dio ha parlato ai padri per mezzo dei profeti,
ultimamente, in questi giorni,
ha parlato a noi per mezzo del Figlio. Alleluia
.
 
Vangelo    Lc 2,22-40
Il bambino cresceva, pieno di sapienza.
 
+ Dal Vangelo secondo Luca
 
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.
Parola del Signore.
 
 

 Maria fu definita madre di Dio, “theotokos”

Il brano del vangelo ci narra un episodio della vita di una famiglia ebrea, ma l’ambientazione è inusuale per una nascita. Si tratta di una famiglia emarginata socialmente. Eppure il bambino è Dio e la giovane donna l’ha concepito e partorito nella verginità. Alcuni pastori si affrettano, in risposta a un messaggio dal cielo, per riconoscerlo e glorificarlo a loro modo.

Vi è difficile considerarlo vostro Dio?
Volgete il pensiero per un attimo al fascino persistente esercitato da sua madre su uomini e donne di ogni ambiente e classe, su persone che hanno conosciuto successi o fallimenti di ogni tipo, su uomini di genio, su emarginati, su soldati angosciati e destinati a morire sul campo di battaglia, su persone che passano attraverso dure prove spirituali.
Il genio artistico si è spesso consacrato alla sua lode: pensate alla “Pietà” di Michelangelo, al gran numero di Madonne medievali e rinascimentali, alle vetrate incantevoli della cattedrale di Chartres e alla più bella di tutte le icone: la Madonna di Vladimir, che aspetta con pazienza, nel Museo Tretiakov di Mosca, giorni migliori.
Perché la Madonna ispira tanta umanità?
Forse perché è, come dicono gli ortodossi, un’icona (= immagine) di Dio?
Forse perché Dio parla per suo tramite anche se Maria resta sempre una sua creatura, sia pure una creatura unica grazie ai doni ricevuti dal Padre?
Tutto ciò è stato oggetto di discussioni, spesso accese, quando spiriti grandi cercarono di esprimere in termini umani il mistero di Dio fatto uomo.
Maria fu definita madre di Dio, “theotokos”, e ciò contribuì a calmare dispute intellettuali. Questo appellativo è particolarmente caro ai cristiani dell’Est, ai nostri fratelli del mondo ortodosso, ed è profondamente radicato nella loro teologia, ripetuto spesso nelle loro belle liturgie, specialmente nella liturgia bizantina, che è stata considerata la “più perfetta” proprio per via delle sue preghiere ufficiali dedicate al culto di Maria.
Cominciamo l’anno nel segno di questo grande mistero.
Cerchiamo allora di approfondire la nostra devozione a Maria, Madre di Dio e nostra, eliminandone, però, ogni traccia di sentimentalismo spicciolo.
Tentiamo di convincere i giovani che si tratta qui di un idealismo rispondente, certo, alle aspirazioni più profonde dello spirito umano, ma che richiede impegno e molto coraggio.
 
 

Iniziamo il nuovo anno confidando nella protezione della Vergine Maria, la Madre di Dio e celebrando la 57^ Giornata mondiale della pace.

L’intercessione materna di Maria ci sostenga sempre nel nostro cammino alla sequela del suo Figlio, nostra salvezza e nostra pace vera.

Prima lettura      Nm 6, 22-27
Porranno il mio nome sugli Israeliti, e io li benedirò.
 
Dal libro dei Numeri
 
Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: “Così benedirete gli Israeliti: direte loro:
Ti benedica il Signore
e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto
e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto
e ti conceda pace”.
Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò».
Parola di Dio
 
 
Salmo responsoriale    Sal 66
 
Dio abbia pietà di noi e ci benedica.
 
Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.
 
Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra.
 
Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra.
 
 
Seconda lettura    Gal 4,4-7
Dio mandò il suo Figlio, nato da donna.
 
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
 
Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli.
E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: Abbà! Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio.
Parola di Dio
 
Canto al Vangelo (Ebr 1,1.2)

Alleluia, alleluia.

Molte volte e in diversi modi nei tempi antichi
Dio ha parlato ai padri per mezzo dei profeti;
ultimamente, in questi giorni,
ha parlato a noi per mezzo del Figlio. Alleluia.
 
 
Vangelo     Lc 2,16-21
I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino. Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù.
 
+ Dal Vangelo secondo Luca
 
In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.
Parola del Signore


6 gennaio 2024      EPIGANIA DEL SIGNORE 

Una stella ha guidato i Magi fino a Betlemme perché là scoprissero “il re dei Giudei che è nato” e lo adorassero.
Matteo aggiunge nel suo Vangelo: “Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono”.
Il viaggio dall’Oriente, la ricerca, la stella apparsa ai Magi, la vista del Salvatore e la sua adorazione costituiscono le tappe che i popoli e gli individui dovevano percorrere nel loro andare incontro al Salvatore del mondo. La luce e il suo richiamo non sono cose passate, poiché ad esse si richiama la storia della fede di ognuno di noi.
Perché potessero provare la gioia del vedere Cristo, dell’adorarlo e dell’offrirgli i loro doni, i Magi sono passati per situazioni in cui hanno dovuto sempre chiedere, sempre seguire il segno inviato loro da Dio.
La fermezza, la costanza, soprattutto nella fede, è impossibile senza sacrifici, ma è proprio da qui che nasce la gioia indicibile della contemplazione di Dio che si rivela a noi, così come la gioia di dare o di darsi a Dio. “Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia”.
Noi possiamo vedere la stella nella dottrina e nei sacramenti della Chiesa, nei segni dei tempi, nelle parole sagge e nei buoni consigli che, insieme, costituiscono la risposta alle nostre domande sulla salvezza e sul Salvatore.
Rallegriamoci, anche noi, per il fatto che Dio, vegliando sempre, nella sua misericordia, su chi cammina guidato da una stella ci rivela in tanti modi la vera luce, il Cristo, il Re Salvatore.
 
 
Prima lettura    Is 60,1-6
La gloria del Signore brilla sopra di te.
 
Dal libro del profeta Isaìa
 
Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce,
la gloria del Signore brilla sopra di te.
Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra,
nebbia fitta avvolge i popoli;
ma su di te risplende il Signore,
la sua gloria appare su di te.
Cammineranno le genti alla tua luce,
i re allo splendore del tuo sorgere.
Alza gli occhi intorno e guarda:
tutti costoro si sono radunati, vengono a te.
I tuoi figli vengono da lontano,
le tue figlie sono portate in braccio.
Allora guarderai e sarai raggiante,
palpiterà e si dilaterà il tuo cuore,
perché l’abbondanza del mare si riverserà su di te,
verrà a te la ricchezza delle genti.
Uno stuolo di cammelli ti invaderà,
dromedari di Màdian e di Efa,
tutti verranno da Saba, portando oro e incenso
e proclamando le glorie del Signore.
Parola di Dio
 
 
Salmo responsoriale   Sal 71
 
Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.
 
O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto.
 
Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra.
 
I re di Tarsis e delle isole portino tributi,
i re di Saba e di Seba offrano doni.
Tutti i re si prostrino a lui,
lo servano tutte le genti.
 
Perché egli libererà il misero che invoca
e il povero che non trova aiuto.
Abbia pietà del debole e del misero
e salvi la vita dei miseri.
 
 
Seconda lettura    Ef 3,2-3.5-6
Ora è stato rivelato che tutte le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità.
 
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
 
Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero.
Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo.
Parola di Dio
 
Sequenza       ANNUNZIO DEL GIORNO DELLA PASQUA

Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno.
Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza.
Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua il 31 marzo.
In ogni domenica, Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.
Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi:
Le Ceneri, inizio della Quaresima, il 14 febbraio.
L’Ascensione del Signore, il 12 maggio.
La Pentecoste, il 19 maggio.
La prima domenica di Avvento, il 1° dicembre.
Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli apostoli, dei santi e nella commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore.
A Cristo che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia, lode perenne nei secoli dei secoli.
 
Vangelo   Mt 2,1-12
Siamo venuti dall'oriente per adorare il re.
 
+ Dal Vangelo secondo Matteo
 
Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.
Parola del Signore


  
Giuseppe operaio e sognatore

Rimaniamo a Betlemme, assorti nell’adorazione del Bambino Gesù. Si è costituita, nella vita sociale del villaggio della Giudea, la Santa Famiglia: Maria, Giuseppe e il piccolo Gesù. A Giuseppe il ruolo e la responsabilità di dar voce, unità e vita a tutto il piccolo gruppo familiare. Ma i momenti cominciano ad essere difficili e per il mite Giuseppe star dietro a tutti gli imprevisti sembra un peso insopportabile, oltre le sue abituali forze: «Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: Àlzati prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto…».

Poi in un secondo momento: «Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nel paese d’Israele…».
Sembra risplendere in questi primi anni della vita di Gesù la stella di san Giuseppe: sogno, amore e solitudine. Così tratteggia la sua figura il grande scrittore fiorentino Ferruccio Ulivi nel suo romanzo: Come il tragitto di una stella, Giuseppe di Nazareth. Lo apriamo a conclusione di questo nostro viaggio evangelico-letterario, proiettando sullo sfondo l’immagine di Giuseppe operaio e sognatore.
«L’uomo che una mattina d’incerta primavera, in un paese del Medio Oriente vicino al confine siriaco, spingeva un asino carico di legname di attrezzi su una strada locale, non aveva nulla in grado di attirare l’attenzione. Di mezza età, con spalle robuste di operaio, lasciava scorgere in testa un ciuffo di capelli fulvi e, sotto la fronte, occhi chiari assorti tra raccoglimento e stupore: intrisi, si sarebbe detto, di silenzio. Stava trasportando il lavoro per un committente. Preso dai suoi impegni, usciva di rado. Il giorno festivo, da ebreo osservante, andava alla sinagoga».
don Vincenzo Arnone


Calendario liturgico: (1-7 gennaio 2024)

1 L Maria SS. Madre di Dio (s, bianco). Dio abbia pietà di noi e ci benedica. Maria accoglie e genera la Vita: Gesù è l’incarnazione del Figlio unigenito del Padre, il Primogenito della nuova umanità. S. Fulgenzio. Nm 6,22-27; Sal 66; Gal 4,4-7; Lc 2,16-21.


2 M Ss. Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno (m, bianco). Tutta la terra ha veduto la salvezza del Signore. Come il Battista dobbiamo scoprire che Dio ci chiama a essere la voce del suo Figlio che viene. 1Gv 2,22-28; Sal 97; Gv 1,19-28.

3 M Tutta la terra ha veduto la salvezza del Signore. Giovanni indica Gesù, l’Agnello di Dio, ed è pronto a scomparire per lasciare spazio a lui che è l’Atteso. SS. Nome di Gesù (mf); S. Fiorenzo; S. Genoveffa. 1Gv 2,29–3,6; Sal 97; Gv 1,29-34.

4 G Tutta la terra ha veduto la salvezza del Signore. Come Andrea e Simone, dobbiamo essere pronti all’incontro con Gesù che cambia la nostra vita. Ss. Ermete e Caio; S. Angela da Foligno; S. Elisabetta A. Seton. 1Gv 3,7-10; Sal 97; Gv 1,35-42.

5 V Acclamate il Signore, voi tutti della terra. L’esperienza vera dell’incontro con il Signore non può non suscitare il desiderio dell’annuncio. S. Edoardo Confessore; S. Giovanni N. Neumann. 1Gv 3,11-21; Sal 99; Gv 1,43-51.

6 S Epifania del Signore (s, bianco). Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra. Come i Magi, camminiamo scrutando con gli occhi della fede i segni della presenza di Dio. S. Carlo da Sezze. Is 60,1-6; Sal 71; Ef 3,2-3a.5-6; Mt 2,1-12.

7 D Battesimo del Signore / B (f, bianco). Ufficio della festa. Termina il Tempo di Natale. S. Raimondo da Penyafort. Is 55,1-11; Cant. Is 12,2-6; 1Gv 5,1-9; Mc 1,7-11.

Nessun commento:

Posta un commento