sabato 31 dicembre 2022

Il foglietto 2023: 1° e 6 gennaio

 1°  gennaio 2023

MARIA  madre di DIO:  “theotokos”

 
Il brano del vangelo ci narra un episodio della vita di una famiglia ebrea, ma l’ambientazione è inusuale per una nascita. 
Si tratta di una famiglia emarginata socialmente.
Eppure il bambino è Dio e la giovane donna l’ha concepito e partorito nella verginità. Alcuni pastori si affrettano, in risposta a un messaggio dal cielo, per riconoscerlo e glorificarlo a loro modo.
Vi è difficile considerarlo vostro Dio?
Volgete il pensiero per un attimo al fascino persistente esercitato da sua madre su uomini e donne di ogni ambiente e classe, su persone che hanno conosciuto successi o fallimenti di ogni tipo, su uomini di genio, su emarginati, su soldati angosciati e destinati a morire sul campo di battaglia, su persone che passano attraverso dure prove spirituali.
Il genio artistico si è spesso consacrato alla sua lode: pensate alla “Pietà” di Michelangelo, al gran numero di Madonne medievali e rinascimentali, alle vetrate incantevoli della cattedrale di Chartres e alla più bella di tutte le icone: la Madonna di Vladimir, che aspetta con pazienza, nel Museo Tretiakov di Mosca, giorni migliori.
Perché la Madonna ispira tanta umanità?
Forse perché è, come dicono gli ortodossi, un’icona (= immagine) di Dio?
Forse perché Dio parla per suo tramite anche se Maria resta sempre una sua creatura, sia pure una creatura unica grazie ai doni ricevuti dal Padre?
Tutto ciò è stato oggetto di discussioni, spesso accese, quando spiriti grandi cercarono di esprimere in termini umani il mistero di Dio fatto uomo.
Maria fu definita madre di Dio, “theotokos”, e ciò contribuì a calmare dispute intellettuali. Questo appellativo è particolarmente caro ai cristiani dell’Est, ai nostri fratelli del mondo ortodosso, ed è profondamente radicato nella loro teologia, ripetuto spesso nelle loro belle liturgie, specialmente nella liturgia bizantina, che è stata considerata la “più perfetta” proprio per via delle sue preghiere ufficiali dedicate al culto di Maria.
Cominciamo l’anno nel segno di questo grande mistero.
Cerchiamo allora di approfondire la nostra devozione a Maria, Madre di Dio e nostra, eliminandone, però, ogni traccia di sentimentalismo spicciolo.
Tentiamo di convincere i giovani che si tratta qui di un idealismo rispondente, certo, alle aspirazioni più profonde dello spirito umano, ma che richiede impegno e molto coraggio
 


Intenzioni Sante Messe

DOMENICA 01.01  Maria Santissima Madre di DioOre 11.00. Bedin Assunta, Luigi, Ferdinando e Tecla; Spanesi Elio e Fam. Def; Beghin Regina e Narciso; Tonello Irma (trigesimo). Ore 17.00: Pro Populo.

Lunedì  02  Ore 8.00:  .

MARTEDì  03 Ore 15.00:  Libralon Bruna (anniversario).

MERCOLEDì  04 Ore 8.00:  .

GIOVEDì  05 Ore 18.30:  Mazzon Tiziano.

VENERDì  06 Epifania  del Signore. Ore 9.30:  .

SABATO  07 Ore  18.30:  Virgis Elio e Pasquali Ada; Favaro Luigi e Fam. Def. ; Sato Paolo (anniv.); Rizzolo Elvio; Pedron Sergio, Filippo, Veneranda e Fam. Def..

DOMENICA  08 Battesimo del Signore. Ore 9.30. Agostini Sereno e Dorina; Scapin Samuele e Arino; Fabian Adriano; Pezzin Marilena. Ore 11.00: Pro Populo.

Incontri

Martedì ore 21.00 Incontro-prove per  il gruppo della Corale parrocchiale.

Avvisi

· Oggi, primo giorno dell’anno; come sapete bene è dedicato a Maria Santissima, la madre di Dio, avremo due sante messe una alle ore 11.00 e l’altra nel pomeriggio alle ore 17.00; due celebrazioni per dare a tutti la possibilità di iniziare il nuovo anno dicendo insieme a Gesù il nostro Grazie al Padre per il nuovo anno che inizia.

· Venerdì 6 gennaio è il primo venerdì del mese ma è anche la festa dell’Epifania del Signore, per questo abbiamo pensato di sospendere il servizio della Comunione agli ammalati. La Comunione sarà portata agli ammalati  nelle domeniche 8 e 22 gennaio.

· Venerdì 6 gennaio, festa dell’Epifania, celebriamo la Giornata  dell’infanzia missionaria: troverete tra i banchi le buste che potrete deporre negli appositi cesti uscendo dalla chiesa.

· Domenica 8 gennaio ci saranno due sante messe nella mattinata .

· Domenica 8 Gennaio, festa del Battesimo di Gesù, accoglieremo nella nostra comunità parrocchiale col Battesimo, Caterina Merlo di Claudio e Mariangela Cavinato; a questa bambina e ai suoi familiari i nostri più sinceri auguri di ogni bene. 

· Domenica 8 gennaio, alle ore 15.00, in centro parrocchiale, ci sarà l’incontro per i genitori dei ragazzi del Primo Discepolato 3^ tappa ( ragazzi di 5^ elementare).

 


CON LA MADRE DI DIO NEL TEMPO E NELLA STORIA

La presenza materna di Maria, che segna l’inizio del nuovo anno, sembra quasi volerci rilanciare nel tempo, nel “nostro” tempo e nel tempo della storia umana: quel «tempo» che ha raggiunto la sua «pienezza» quando «Dio mandò il suo Figlio, nato da donna» (II Lettura). 
Da allora ogni istante è gravido di eternità. Ci è dato di guardare a Maria come alla Madre che ha generato il Figlio dell’Eterno. Da lei impariamo ad abitare la storia e a scrutare il senso nascosto delle cose, da lei che «custodiva tutte queste cose – parole ed eventi – meditandole nel suo cuore» (Vangelo). 
È la via del silenzio che genera la Parola, è l’ascolto umile della realtà che la feconda “dal di dentro”. Maria ha continuato a custodire il Figlio di Dio là dove prima lo aveva accolto, “nel grembo del suo cuore”. E, come Madre, lo genera anche “nei nostri cuori”, perché risuoni la voce del suo Spirito che grida: «Abbà! Padre!». 
È il canto dei figli di Dio amati, custoditi, da cui traspare lo splendore luminoso del suo volto, promessa di pace e benedizione (I Lettura) per tutta l’umanità.
Sorelle Clarisse, Monastero Immacolata Concezione - Albano L. (RM)


In questo primo giorno dell’anno civile la Chiesa volge lo sguardo a Maria santissima, la Madre di Dio. 
In lei siamo invitati a contemplare il mistero di Cristo, luce del mondo, salvatore dell’umanità peccatrice, principe della pace in un mondo ancora lacerato e diviso dall’odio e dalla guerra.

Oggi ricorre la 56a Giornata della pace

 
Prima lettura      Nm 6, 22-27
Porranno il mio nome sugli Israeliti, e io li benedirò.
 
Dal libro dei Numeri
 
Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: “Così benedirete gli Israeliti: direte loro:
Ti benedica il Signore
e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto
e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto
e ti conceda pace”.
Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò».
Parola di Dio
 
 
Salmo responsoriale    Sal 66
 
Dio abbia pietà di noi e ci benedica.
 
Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.
 
Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra.
 
Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra.
  

Seconda lettura     Gal 4,4-7
Dio mandò il suo Figlio, nato da donna.
 
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
 
Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli.
E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: Abbà! Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio.
Parola di Dio
 
Canto al Vangelo (Ebr 1,1.2) 

Alleluia, alleluia.
Molte volte e in diversi modi nei tempi antichi
Dio ha parlato ai padri per mezzo dei profeti;
ultimamente, in questi giorni,
ha parlato a noi per mezzo del Figlio.
 
Vangelo    Lc 2,16-21
I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino. Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù.
 
+ Dal Vangelo secondo Luca
 
In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.
Parola del Signore





“Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia”.

Una stella ha guidato i Magi fino a Betlemme perché là scoprissero “il re dei Giudei che è nato” e lo adorassero.
Matteo aggiunge nel suo Vangelo: “Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono”.
Il viaggio dall’Oriente, la ricerca, la stella apparsa ai Magi, la vista del Salvatore e la sua adorazione costituiscono le tappe che i popoli e gli individui dovevano percorrere nel loro andare incontro al Salvatore del mondo. La luce e il suo richiamo non sono cose passate, poiché ad esse si richiama la storia della fede di ognuno di noi.
Perché potessero provare la gioia del vedere Cristo, dell’adorarlo e dell’offrirgli i loro doni, i Magi sono passati per situazioni in cui hanno dovuto sempre chiedere, sempre seguire il segno inviato loro da Dio.
La fermezza, la costanza, soprattutto nella fede, è impossibile senza sacrifici, ma è proprio da qui che nasce la gioia indicibile della contemplazione di Dio che si rivela a noi, così come la gioia di dare o di darsi a Dio. 
Noi possiamo vedere la stella nella dottrina e nei sacramenti della Chiesa, nei segni dei tempi, nelle parole sagge e nei buoni consigli che, insieme, costituiscono la risposta alle nostre domande sulla salvezza e sul Salvatore.
Rallegriamoci, anche noi, per il fatto che Dio, vegliando sempre, nella sua misericordia, su chi cammina guidato da una stella ci rivela in tanti modi la vera luce, il Cristo, il Re Salvatore.
 

Prima lettura    Is 60,1-6
La gloria del Signore brilla sopra di te.
 
Dal libro del profeta Isaìa
 
Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce,
la gloria del Signore brilla sopra di te.
Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra,
nebbia fitta avvolge i popoli;
ma su di te risplende il Signore,
la sua gloria appare su di te.
Cammineranno le genti alla tua luce,
i re allo splendore del tuo sorgere.
Alza gli occhi intorno e guarda:
tutti costoro si sono radunati, vengono a te.
I tuoi figli vengono da lontano,
le tue figlie sono portate in braccio.
Allora guarderai e sarai raggiante,
palpiterà e si dilaterà il tuo cuore,
perché l’abbondanza del mare si riverserà su di te,
verrà a te la ricchezza delle genti.
Uno stuolo di cammelli ti invaderà,
dromedari di Màdian e di Efa,
tutti verranno da Saba, portando oro e incenso
e proclamando le glorie del Signore.
Parola di Dio
 
 
Salmo responsoriale    Sal 71
 
Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.
 
O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto.
 
Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra.
 
I re di Tarsis e delle isole portino tributi,
i re di Saba e di Seba offrano doni.
Tutti i re si prostrino a lui,
lo servano tutte le genti.
 
Perché egli libererà il misero che invoca
e il povero che non trova aiuto.
Abbia pietà del debole e del misero
e salvi la vita dei miseri.
 
 
Seconda lettura   Ef 3,2-3.5-6
Ora è stato rivelato che tutte le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità.
 
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
 
Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero.
Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo.
Parola di Dio
 
Sequenza
ANNUNZIO DEL GIORNO DELLA PASQUA
Dopo la lettura del Vangelo, il diacono o un cantore può dare l’annunzio del giorno della Pasqua.
 
Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno.
Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza.
Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua il 9 aprile.
In ogni domenica, Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.
Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi:
Le Ceneri, inizio della Quaresima, il 22 febbraio.
L’Ascensione del Signore, il 21 maggio.
La Pentecoste, il 28 maggio.
La prima domenica di Avvento, il 3 dicembre.
Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli apostoli, dei santi e nella commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore.
A Cristo che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia, lode perenne nei secoli dei secoli.
Amen.
 
Canto al Vangelo (Mt 2,2)

Alleluia, alleluia.
Abbiamo visto la sua stella in oriente
e siamo venuti per adorare il Signore.
.
 
 
Vangelo       Mt 2,1-12
Siamo venuti dall'oriente per adorare il re.
 
+ Dal Vangelo secondo Matteo
 
Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.
Parola del Signore


56^  GIORNATA MONDIALE DELLA PACE

1° GENNAIO 2023

Nessuno può salvarsi da solo.
Ripartire dal Covid-19 per tracciare insieme sentieri di pace
 

«Riguardo poi ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; infatti sapete bene che il giorno del Signore verrà come un ladro di notte» (Prima Lettera di San Paolo ai Tessalonicesi 5,1-2).

1. Con queste parole, l’Apostolo Paolo invitava la comunità di Tessalonica perché, nell’attesa dell’incontro con il Signore, restasse salda, con i piedi e il cuore ben piantati sulla terra, capace di uno sguardo attento sulla realtà e sulle vicende della storia. Perciò, anche se gli eventi della nostra esistenza appaiono così tragici e ci sentiamo spinti nel tunnel oscuro e difficile dell’ingiustizia e della sofferenza, siamo chiamati a tenere il cuore aperto alla speranza, fiduciosi in Dio che si fa presente, ci accompagna con tenerezza, ci sostiene nella fatica e, soprattutto, orienta il nostro cammino. Per questo San Paolo esorta costantemente la Comunità a vigilare, cercando il bene, la giustizia e la verità: «Non dormiamo dunque come gli altri, ma vigiliamo e siamo sobri» (5,6). È un invito a restare svegli, a non rinchiuderci nella paura, nel dolore o nella rassegnazione, a non cedere alla distrazione, a non scoraggiarci ma ad essere invece come sentinelle capaci di vegliare e di cogliere le prime luci dell’alba, soprattutto nelle ore più buie.

2. Il Covid-19 ci ha fatto piombare nel cuore della notte, destabilizzando la nostra vita ordinaria, mettendo a soqquadro i nostri piani e le nostre abitudini, ribaltando l’apparente tranquillità anche delle società più privilegiate, generando disorientamento e sofferenza, causando la morte di tanti nostri fratelli e sorelle.

Spinti nel vortice di sfide improvvise e in una situazione che non era del tutto chiara neanche dal punto di vista scientifico, il mondo della sanità si è mobilitato per lenire il dolore di tanti e per cercare di porvi rimedio; così come le Autorità politiche, che hanno dovuto adottare notevoli misure in termini di organizzazione e gestione dell’emergenza.

Assieme alle manifestazioni fisiche, il Covid-19 ha provocato, anche con effetti a lungo termine, un malessere generale che si è concentrato nel cuore di tante persone e famiglie, con risvolti non trascurabili, alimentati dai lunghi periodi di isolamento e da diverse limitazioni di libertà.

Inoltre, non possiamo dimenticare come la pandemia abbia toccato alcuni nervi scoperti dell’assetto sociale ed economico, facendo emergere contraddizioni e disuguaglianze. Ha minacciato la sicurezza lavorativa di tanti e aggravato la solitudine sempre più diffusa nelle nostre società, in particolare quella dei più deboli e dei poveri. Pensiamo, ad esempio, ai milioni di lavoratori informali in molte parti del mondo, rimasti senza impiego e senza alcun supporto durante tutto il periodo di confinamento.

Raramente gli individui e la società progrediscono in situazioni che generano un tale senso di sconfitta e amarezza: esso infatti indebolisce gli sforzi spesi per la pace e provoca conflitti sociali, frustrazioni e violenze di vario genere. In questo senso, la pandemia sembra aver sconvolto anche le zone più pacifiche del nostro mondo, facendo emergere innumerevoli fragilità.

3. Dopo tre anni, è ora di prendere un tempo per interrogarci, imparare, crescere e lasciarci trasformare, come singoli e come comunità; un tempo privilegiato per prepararsi al “giorno del Signore”. Ho già avuto modo di ripetere più volte che dai momenti di crisi non si esce mai uguali: se ne esce o migliori o peggiori. Oggi siamo chiamati a chiederci: che cosa abbiamo imparato da questa situazione di pandemia? Quali nuovi cammini dovremo intraprendere per abbandonare le catene delle nostre vecchie abitudini, per essere meglio preparati, per osare la novità? Quali segni di vita e di speranza possiamo cogliere per andare avanti e cercare di rendere migliore il nostro mondo?

Di certo, avendo toccato con mano la fragilità che contraddistingue la realtà umana e la nostra esistenza personale, possiamo dire che la più grande lezione che il Covid-19 ci lascia in eredità è la consapevolezza che abbiamo tutti bisogno gli uni degli altri, che il nostro tesoro più grande, seppure anche più fragile, è la fratellanza umana, fondata sulla comune figliolanza divina, e che nessuno può salvarsi da solo. È urgente dunque ricercare e promuovere insieme i valori universali che tracciano il cammino di questa fratellanza umana. Abbiamo anche imparato che la fiducia riposta nel progresso, nella tecnologia e negli effetti della globalizzazione non solo è stata eccessiva, ma si è trasformata in una intossicazione individualistica e idolatrica, compromettendo la garanzia auspicata di giustizia, di concordia e di pace. Nel nostro mondo che corre a grande velocità, molto spesso i diffusi problemi di squilibri, ingiustizie, povertà ed emarginazioni alimentano malesseri e conflitti, e generano violenze e anche guerre.

Mentre, da una parte, la pandemia ha fatto emergere tutto questo, abbiamo potuto, dall’altra, fare scoperte positive: un benefico ritorno all’umiltà; un ridimensionamento di certe pretese consumistiche; un senso rinnovato di solidarietà che ci incoraggia a uscire dal nostro egoismo per aprirci alla sofferenza degli altri e ai loro bisogni; nonché un impegno, in certi casi veramente eroico, di tante persone che si sono spese perché tutti potessero superare al meglio il dramma dell’emergenza.

Da tale esperienza è derivata più forte la consapevolezza che invita tutti, popoli e nazioni, a rimettere al centro la parola “insieme”. Infatti, è insieme, nella fraternità e nella solidarietà, che costruiamo la pace, garantiamo la giustizia, superiamo gli eventi più dolorosi. Le risposte più efficaci alla pandemia sono state, in effetti, quelle che hanno visto gruppi sociali, istituzioni pubbliche e private, organizzazioni internazionali uniti per rispondere alla sfida, lasciando da parte interessi particolari. Solo la pace che nasce dall’amore fraterno e disinteressato può aiutarci a superare le crisi personali, sociali e mondiali.

4. Al tempo stesso, nel momento in cui abbiamo osato sperare che il peggio della notte della pandemia da Covid-19 fosse stato superato, una nuova terribile sciagura si è abbattuta sull’umanità. Abbiamo assistito all’insorgere di un altro flagello: un’ulteriore guerra, in parte paragonabile al Covid-19, ma tuttavia guidata da scelte umane colpevoli. La guerra in Ucraina miete vittime innocenti e diffonde incertezza, non solo per chi ne viene direttamente colpito, ma in modo diffuso e indiscriminato per tutti, anche per quanti, a migliaia di chilometri di distanza, ne soffrono gli effetti collaterali – basti solo pensare ai problemi del grano e ai prezzi del carburante.

Di certo, non è questa l’era post-Covid che speravamo o ci aspettavamo. Infatti, questa guerra, insieme a tutti gli altri conflitti sparsi per il globo, rappresenta una sconfitta per l’umanità intera e non solo per le parti direttamente coinvolte. Mentre per il Covid-19 si è trovato un vaccino, per la guerra ancora non si sono trovate soluzioni adeguate. Certamente il virus della guerra è più difficile da sconfiggere di quelli che colpiscono l’organismo umano, perché esso non proviene dall’esterno, ma dall’interno del cuore umano, corrotto dal peccato (cfr Vangelo di Marco 7,17-23).

5. Cosa, dunque, ci è chiesto di fare? Anzitutto, di lasciarci cambiare il cuore dall’emergenza che abbiamo vissuto, di permettere cioè che, attraverso questo momento storico, Dio trasformi i nostri criteri abituali di interpretazione del mondo e della realtà. Non possiamo più pensare solo a preservare lo spazio dei nostri interessi personali o nazionali, ma dobbiamo pensarci alla luce del bene comune, con un senso comunitario, ovvero come un “noi” aperto alla fraternità universale. Non possiamo perseguire solo la protezione di noi stessi, ma è l’ora di impegnarci tutti per la guarigione della nostra società e del nostro pianeta, creando le basi per un mondo più giusto e pacifico, seriamente impegnato alla ricerca di un bene che sia davvero comune.

Per fare questo e vivere in modo migliore dopo l’emergenza del Covid-19, non si può ignorare un dato fondamentale: le tante crisi morali, sociali, politiche ed economiche che stiamo vivendo sono tutte interconnesse, e quelli che guardiamo come singoli problemi sono in realtà uno la causa o la conseguenza dell’altro. E allora, siamo chiamati a far fronte alle sfide del nostro mondo con responsabilità e compassione. Dobbiamo rivisitare il tema della garanzia della salute pubblica per tutti; promuovere azioni di pace per mettere fine ai conflitti e alle guerre che continuano a generare vittime e povertà; prenderci cura in maniera concertata della nostra casa comune e attuare chiare ed efficaci misure per far fronte al cambiamento climatico; combattere il virus delle disuguaglianze e garantire il cibo e un lavoro dignitoso per tutti, sostenendo quanti non hanno neppure un salario minimo e sono in grande difficoltà. Lo scandalo dei popoli affamati ci ferisce. Abbiamo bisogno di sviluppare, con politiche adeguate, l’accoglienza e l’integrazione, in particolare nei confronti dei migranti e di coloro che vivono come scartati nelle nostre società. Solo spendendoci in queste situazioni, con un desiderio altruista ispirato all’amore infinito e misericordioso di Dio, potremo costruire un mondo nuovo e contribuire a edificare il Regno di Dio, che è Regno di amore, di giustizia e di pace.

Nel condividere queste riflessioni, auspico che nel nuovo anno possiamo camminare insieme facendo tesoro di quanto la storia ci può insegnare. Formulo i migliori voti ai Capi di Stato e di Governo, ai Responsabili delle Organizzazioni internazionali, ai Leaders delle diverse religioni. A tutti gli uomini e le donne di buona volontà auguro di costruire giorno per giorno, come artigiani di pace, un buon anno! Maria Immacolata, Madre di Gesù e Regina della Pace, interceda per noi e per il mondo intero.

Dal Vaticano, 8 dicembre 2022








Calendario liturgico: 2-8 Gennaio 2022

2 L Ss. Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno (m, bianco). Tutta la terra ha veduto la salvezza del Signore. La testimonianza del Battista vuole suscitare la fede in ogni uomo verso Gesù, colui che porta la salvezza. 1Gv 2,22-28; Sal 97; Gv 1,19-28.

3 M Tutta la terra ha veduto la salvezza del Signore. Gesù è l’Agnello di Dio che distrugge il peccato, riconciliando l’umanità con il Padre. SS. Nome di Gesù (mf); S. Fiorenzo; S. Genoveffa. 1Gv 2,29 - 3,6; Sal 97; Gv 1,29-3

 4 M Tutta la terra ha veduto la salvezza del Signore. Andrea e Simone aderiscono con fede all’invito di Gesù e diventano suoi discepoli. Ss. Ermete e Caio; S. Angela da Foligno; S. Elisabetta A. Seton. 1Gv 3,7-10; Sal 97; Gv 1,35-42

5 G Acclamate il Signore, voi tutti della terra. Le parole di Filippo: «Vieni e vedi», centrali nel Vangelo di oggi, sono rivolte anche a noi. S. Edoardo Confessore; S. Giovanni N. Neumann. 1Gv 3,11-21; Sal 99; Gv 1,43-51

6 V Epifania del Signore (s, bianco). Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra. Il cammino dei Magi è l’invito a sollevare lo sguardo verso la stella, segno della presenza di Gesù. S. Carlo da Sezze. Is 60,1-6; Sal 71; Ef 3,2-3a.5-6; Mt 2,1-12

 7 S
 Il Padre ha dato al Figlio il regno di tutti i popoli. Gesù, che percorre la Galilea annunciando il Vangelo e operando guarigioni, è il Servo del Signore che prende su di sé le infermità dell’umanità. S. Raimondo da Penyafort (mf); S. Crispino; S. Ciro. 1Gv 3,22–4,6; Sal 2; Mt 4,12-17.23-25

8 D Battesimo del Signore / A (f, bianco). Salterio: ufficio della festa. Termina il Tempo di Natale. S. Severino del Norico. Is 42,1-4.6-7; Sal 28; At 10,34-38; Mt 3,13-17. Oggi si celebra nel Tempio di S. Paolo in Alba una santa Messa secondo le intenzioni dei lettori de «La Domenica»

Lucia Giallorenzo


sabato 24 dicembre 2022

Egli è il Verbo di Dio venuto per risollevarci dal peccato. 25 dicembre

 25 dicembre 2022

Oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore

NATALE del SIGNORE



Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia”.
Soltanto la contemplazione può semplificare la nostra preghiera per arrivare a constatare la profondità della scena e del segno che ci è dato.
Una mangiatoia, un bambino, Maria in contemplazione, Giuseppe meditabondo: “Veramente tu sei un Dio misterioso!”. Il Padre, il solo che conosce il Figlio, ci conceda di riconoscerlo affinché l’amiamo e lo imitiamo.
Nessun apparato esteriore, nessuna considerazione, nel villaggio tutto è indifferente. Solo alcuni pastori, degli emarginati dalla società...
E tutto questo è voluto: “Egli ha scelto la povertà, la nudità.
Ha disprezzato la considerazione degli uomini, quella che proviene dalla ricchezza, dallo splendore, dalla condizione sociale”. Nessun apparato, nessuno splendore esteriore.
Eppure egli è il Verbo che si è fatto carne, la luce rivestita di un corpo. Egli si trova nel mondo che egli stesso continuamente crea, ma vi è nascosto. Perché vuole apparirci solo di nascosto?
Egli fino ad allora era, secondo l’espressione di Nicolas Cabasilas, un re in esilio, uno straniero senza città, ed eccolo che fa ritorno alla sua dimora. Perché la terra, prima di essere la terra degli uomini, è la terra di Dio. E, ritornando, ritrova questa terra creata da lui e per lui.
“Dio si è fatto portatore di carne perché l’uomo possa divenire portatore di Spirito”,
dice Atanasio di Alessandria.
“Il suo amore per me ha umiliato la sua grandezza.
Si è fatto simile a me perché io lo accolga.
Si è fatto simile a me perché io lo rivesta”
(Cantico di Salomone).
Per capire, io devo ascoltare lui che mi dice:
“Per toccarmi, lasciate i vostri bisturi...
Per vedermi, lasciate i vostri sistemi di televisione...
Per sentire le pulsazioni del divino nel mondo, non
prendete strumenti di precisione...
Per leggere le Scritture, lasciate la critica...
Per gustarmi, lasciate la vostra sensibilità...”

(Pierre Mounier).
Ma credete e adorate.
 

Intenzioni Sante Messe

DOMENICA  25      Natale del Signore. Ore 9.30. Nicoletti Lino, Zanon Pasquale, Carraro Maria, Marchetto Bruno, Zanon Regina; Bertapelle Luca; Morosinotto Luigi, Franco e Alice; Baldin Luciano (anniv.), Baldin Milena e Scapin Nives; Bertapelle Pietro, Agnese, Delfina, Gemma, Mario e Favaro Agnese; Sato Armando e Bruna. Ore 11.00: Pro Populo.

Lunedì  26 Santo StefanoOre 9.30:  Pezzin Marilena; Rizzato Dina; Fassina Giuseppe.

MARTEDì  27 Ore 15.00:  ... Ore 20.00: Rizzato Giorgio (settimo).

MERCOLEDì  28 Ore 8.00:  .

GIOVEDì  29 Ore 15.00:  Per le anime del purgatorio.

VENERDì  30 Ore 8.00:  .

SABATO  31 Ore  18.30:  Salmaso Virginio e Reffo Armida; Scapin Bruno (anniv).

DOMENICA 01.01 Maria Santissima Madre di Dio. Ore 11.00. Bedin Assunta, Luigi, Ferdinando e Tecla; Spanesi Elio e Fam. Def; Beghin Regina e Narciso; Tonello Irma (trigesimo). Ore 17.00: Pro Populo.

Incontri

Martedì ore 21.00 Incontro-prove per  il gruppo della Corale parrocchiale.

Avvisi

· Oggi, giorno di Natale poiché è domenica avremo due sante messe alle ore 9.30 e alle 11.00 proprio per dare a tutti la possibilità di partecipare alla messa.

· Domani, giorno di Santo Stefano ci sarà una sola santa messa alle ore 9.30.

· Sabato 31 dicembre, è l’ultimo giorno di questo anno 2022, al termine della messa  delle ore 18.30, canteremo il ‘Te Deum’ di ringraziamento.

· Domenica prossima è anche il primo giorno dell’anno che come sapete bene è dedicato a Maria Santissima, la madre di Dio, avremo nella giornata due sante messe una alle ore 11.00 e l’altra nel pomeriggio alle ore 17.00; due celebrazioni per dare a tutti la possibilità di iniziare il nuovo anno dicendo insieme a Gesù il nostro Grazie al Padre per il nuovo anno che inizia.

· Durante il tempo di Natale e fino all’Epifania dal 24 dicembre fino al 6 gennaio gli incontri di catechesi vengono sospesi invito alla partecipazione alle liturgie di Natale, Santo Stefano, Maria Madre di Dio ed Epifania, la cui celebrazione è anche catechesi.

 

Oggi il Figlio di Dio è nato:

tutto cambia.

Il Salvatore del mondo viene a farsi partecipe della nostra natura umana,

non siamo più soli e abbandonati. (Papa Francesco)

 Buon Natale , don Gianluigi.

 


Il Verbo di Dio venuto per risollevarci dal peccato. 

O
ggi contempliamo nel Bambino Gesù, il nostro Salvatore che si è fatto fratello per cercarci quando siamo disorientati e perdiamo la direzione. Egli è il Verbo di Dio venuto per risollevarci dal peccato. 
Adagiato in una mangiatoia, diviene nostro cibo nell’Eucaristia, amandoci a tal punto da unirsi a noi, perché anche noi possiamo unirci a lui (cf. papa Francesco, Admirabile signum, 2-3). 
Poiché il Verbo di Dio si è fatto carne, in un certo modo ogni carne umana è diventata per noi una parola di Dio da accogliere con tenerezza. La beata Vergine Maria, obbediente alla Parola, ci insegni a vivere nel fedele servizio di Dio e dell’uomo.

don Francesco Dell’Orco


       


 La nascita del Salvatore è un evento che ci ricolma sempre di grande stupore e ammirazione. 

Dio sceglie un modo del tutto inaspettato per le logiche umane di venire incontro alla nostra debolezza, di riscattarci dal peccato: non con segni eclatanti di splendore e potenza, ma nel gesto umile di farsi uno di noi, per condividere appieno la nostra umanità, per assumerne le fragilità e riscattarle con il suo amore. 

Celebriamo con gioia questo mistero di luce e di tenerezza, e lasciamoci coinvolgere nella potenza della luce che promana da questo meraviglioso giorno. 

Come per Maria e Giuseppe, come per i pastori, oggi su di noi rifulge una splendida luce, che noi siamo chiamati a contemplare.

don Tiberio Cantaboni


Oggi la luce splenderà su di noi: è nato per noi il Signore. Il suo nome sarà: Consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace.
 Il suo regno non avrà fine.


Prima lettura    Is 9,1-6
Ci è stato dato un figlio.
 
Dal libro del profeta Isaìa
 
Il popolo che camminava nelle tenebre
ha visto una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia,
hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete
e come si esulta quando si divide la preda.
Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva,
la sbarra sulle sue spalle,
e il bastone del suo aguzzino,
come nel giorno di Màdian.
Perché ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando
e ogni mantello intriso di sangue
saranno bruciati, dati in pasto al fuoco.
Perché un bambino è nato per noi,
ci è stato dato un figlio.
Sulle sue spalle è il potere
e il suo nome sarà:
Consigliere mirabile, Dio potente,
Padre per sempre, Principe della pace.
Grande sarà il suo potere
e la pace non avrà fine
sul trono di Davide e sul suo regno,
che egli viene a consolidare e rafforzare
con il diritto e la giustizia, ora e per sempre.
Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.
Parola di Dio
 
Salmo responsoriale   Sal 95
 
Oggi è nato per noi il Salvatore.
 
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome.
 
Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.
 
Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;
sia in festa la campagna e quanto contiene,
acclamino tutti gli alberi della foresta.
 
Davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli.
 
Seconda lettura    Tt 2,11-14
È apparsa la grazia di Dio per tutti gli uomini.
 
Dalla lettera di san Paolo Apostolo a Tito
 
Figlio mio, è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo.
Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.
Parola di Dio
 
Canto al Vangelo (Lc 2,10-11)

Alleluia, alleluia.
Vi annuncio una grande gioia:
oggi è nato per voi un Salvatore, Cristo Signore.

 
Vangelo    Lc 2,1-14
Oggi è nato per voi il Salvatore.
 
+ Dal Vangelo secondo Luca
 
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».
Parola del Signore

VIDEO   

Per i  bambini



 

26 dicembre 2022

SANTO STEFANO
 
 
Stefano, il primo martire cristiano, era uno dei primi sette diaconi, il cui dovere era quello di porsi al servizio della Chiesa e degli apostoli. 
Come servo di Cristo, Stefano era contento di essere come il suo Signore, e, nel momento della sua morte, fu molto simile a lui. 
Potrebbe sembrare che il Vangelo di oggi sia stato scritto a proposito di santo Stefano. 
Quando si trovò di fronte al sinedrio, lo Spirito Santo lo ispirò ed egli parlò con audacia; non solo respinse le accuse che gli erano state mosse, ma accusò a sua volta i suoi accusatori.
 Il suo sguardo era sempre rivolto al Signore, tanto che il suo volto splendeva come quello di un angelo e rifletteva la gloria di Cristo, che era in lui.
 La somiglianza tra santo Stefano e il suo Signore non è solo esteriore: nel momento della sua morte, Stefano rivelò le intime disposizioni del suo cuore, pregando perché i suoi assassini fossero perdonati, una preghiera che diede frutti più tardi, con la conversione di san Paolo. 
Santo Stefano, il cui nome significa “corona”, si procurò la corona del martirio dopo esservisi preparato con una vita di fedeltà al servizio di Cristo.


Il settimanale diocesano 
LA DIFESA DEL POPOLO 



Calendario liturgico:26 Dicembre 1 Gennaio 2022

26 L Ottava di Natale; S. Stefano (f, rosso). Alle tue mani, Signore, affido il mio spirito. I discepoli di Gesù testimoniano la loro fede con la perseveranza nelle prove. B. Secondo Pollo. At 6,8-10.12; 7,54-60; Sal 30; Mt 10,17-22


27 M Ottava di Natale; S. Giovanni ap. ev. (f, bianco). Gioite, giusti, nel Signore. Avvisati da Maria di Magdala, Pietro e Giovanni corrono al sepolcro. Quest'ultimo, davanti ai segni visibili dei teli e del sudario, vide e credette. S. Fabiola. 1Gv 1,1-4; Sal 96; Gv 20,2-8

28 M Ottava di Natale; Ss. Innocenti martiri (f, rosso). Chi dona la sua vita risorge nel Signore. La vicenda umana di Gesù, sin dall’infanzia, è letta sulla falsariga della storia di Mosè. 1Gv 1,5 - 2,2; Sal 123; Mt 2,13-18

29 G
 Ottava di Natale. Gloria nei cieli e gioia sulla terra. Maria e Giuseppe, portando Gesù al tempio, adempirono ciò che la legge prescriveva. S. Tommaso Becket; S. Davide. 1Gv 2,3-11; Sal 95; Lc 2,22-35..

30 V Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe (f, bianco). Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie. Matteo, con il racconto della fuga in Egitto, intende presentare Gesù come il nuovo Mosè. S. Felice I; S. Giocondo. Sir 3,3-7.14-17a (NV); Sal 127; Col 3,12-21; Mt 2,13-15.19-23.

31 S
 Ottava di Natale. Gloria nei cieli e gioia sulla terra. Gesù è la luce vera che viene nel mondo. Quanti lo accolgono diventano figli di Dio. S. Silvestro I; S. Caterina Labouré. 1Gv 2,18-21; Sal 95; Gv 1,1-18.

1 D Maria SS. Madre di Dio
(s, bianco). II sett. del Tempo di Natale / A - II sett. del Salterio. Nm 6,22-27; Sal 66; Gal 4,4-7; Lc 2,16-21.

Lucia Giallorenzo