sabato 29 gennaio 2022

30 gennaio 2022

 30 gennaio 2022

IO SONO CON TE 

Perché gli uomini rifiutano il profeta che parla in nome di Dio? Perché avvertono in lui un personaggio “scomodo”, che li sveglia dal loro quieto vivere e condanna le vie sbagliate che percorrono, invitandoli a cambiare vita e a mettersi sulla strada indicata dal vangelo e dal modello di Cristo.
A Nazaret rifiutano Gesù, perché chiedeva un cambiamento radicale di vita, di abitudini, di mentalità. 
Allora trovano tanti pretesti per sfuggire all’ammonimento del profeta.
Il mondo ha bisogno di profeti del vangelo. Oggi più di ieri. Anch’io sono invitato a essere profeta, cioè a testimoniare il vangelo con la vita e la parola, in tutte le situazioni di ogni giorno: famiglia, lavoro, scuola, letture, conversazioni, impegno di carità, attenzione all’uomo, ecc. 
Debbo chiedermi: chissà se la gente che mi avvicina riceve da me uno stimolo al bene?
Ma prima ancora mi pongo questa domanda: come accolgo Gesù, che ogni giorno m’invita alla conversione? I miei criteri di giudizio, di scelta, non entrano in crisi quando leggo il Vangelo?
 È una verifica che dovrei fare con serietà, nella preghiera. 
Altrimenti, a cosa serve dirsi cristiano, se poi rifiuto tante volte ogni giorno l’invito di Gesù alla conversione?


Intenzioni Sante Messe

DOMENICA  30      IV Domenica del Tempo Ordinario.
 Ore 9.00: Favaro Agnese; Nicoletti Lino e Fam. Def., Zanchin Graziano, Olinda e Massarotto Sergio; Maria e Luigi; Fassina Giuseppe. 
Ore 11.00: Pro Populo.

LUNEDì  31 Ore 8.00:  .

MARTEDì  01.02 Ore 15.00: .

MERCOLEDì  02 Presentazione del Signore. 
Ore  15.00:  Cavinato Leonunzio;
Ore 20.00: Donatella e  Def. Fam. Nicoletti.

GIOVEDì  03 Ore 15.00:  Bragagnolo Renato, Suor Giulia e Def. Fam. Beghin.

VENERDì  04 Ore  8.00:  .

SABATO  05 Ore 18.30:  Virgis Elio e Pasquali Ada; Tonello Dante.

DOMENICA  06 V Domenica del Tempo Ordinario. 
Ore 9.00:  Favaro Agnese; Bertapelle Armando; Ciscato Luigi e Fam. Def.. 
Ore 11.00: Pro Populo.
 

Incontri

Martedì ore 21.00 Incontro-prove per  il gruppo della  Corale parrocchiale.


Avvisi

· Oggi celebriamo la Giornata Mondiale dei malati di Lebbra, abbiamo pregato per questa piaga che, nonostante sia curabile, affligge ancora molte persone nel mondo, raccogliamo anche il nostro aiuto concreto per l’AIFO, troverete quindi, uscendo dalla chiesa, i cesti per la vostra offerta. I volontari del Gruppo Missionario vi propongono nel piazzale antistante la chiesa l’acquisto del Miele della solidarietà il cui ricavato si somma alle offerte fatte in chiesa e viene inviato all’AIFO.

· Nel pomeriggio , alle ore 15.00, in Centro parrocchiale, ci sarà l’incontro per i genitori e i ragazzi del Ultima Quaresima (genitori e  ragazzi della 1^ media).

· Mercoledì 2 febbraio, è la festa della Presentazione del Signore festa che noi conosciamo anche come “Candelora”. Per dare a tutti la possibilità di partecipare a questa celebrazione propongo due S. Messe con la benedizione dei ceri. Una alle ore 15.00 e una alle ore 20.00 per  coloro che lavorano; invito tutti a  partecipare.

· Venerdì 4 febbraio è il Primo Venerdì del mese, nella mattinata coi ministri straordinari porteremo la Comunione agli ammalati.

· Domenica 6 febbraio celebriamo la Giornata per la vita, ci uniamo anche noi quindi alla preghiera di tutti i credenti per il dono fondamentale della Vita, il primo dono che ognuno di noi riceve e che rende possibile tutti gli altri doni, un dono del quale non si ringrazia mai abbastanza. La nostra fede ci dice che, questo dono è per l’eternità e non finisce con la nostra vita fisica ma ci accompagna per sempre nell’eternità di Dio che ci ha creati.

 

Due proverbi, nella sinagoga di Nàzaret, tentano di dire l’identità di Gesù: «Medico, cura te stesso» e: «Nessun profeta è bene accetto nella sua patria». Per i nazaretani Gesù è un medico che deve curare e risolvere i loro problemi.
 Gesù, invece, afferma di essere un profeta: le guarigioni che compie sono un segno profetico che rivela la prossimità del Regno alla nostra vita, da accogliere con la gratitudine dei poveri e dei piccoli.
 Ai poveri, infatti, secondo Isaia, è annunciato l’evangelo, come abbiamo ascoltato domenica scorsa. 
I nazaretani manifestano la pretesa dei ricchi, avanzando dei diritti nei confronti di Gesù. 
Non riconoscono il primato dell’amore, quello di cui oggi ci parla san Paolo: un amore che giunge ad anteporre il bisogno degli altri al proprio (II Lettura). 
I nazaretani giungono persino a tentare di uccidere Gesù, il quale «passando in mezzo a loro, si mise in cammino». 
Il Padre custodisce la vita di Gesù, come aveva già promesso a Geremia (I Lettura): «Io sono con te per salvarti».  Dio non si limita a tutelarne la vita, ma gli consente di proseguire nel suo ministero profetico, benché attraversato da ostilità e opposizioni.
fratel Luca A. Fallica, Comunità Ss. Trinità di Dumenza


Gesù Cristo è più che profeta: lui è la Parola stessa di Dio, la Buona Notizia per tutti. 
Ma molti non vogliono ascoltare e Gesù, come i profeti Elia ed Eliseo, trova rifiuto. 
Oggi ricorre la 69a Giornata mondiale dei malati di lebbra.


Prima lettura
  Ger 1,4-5.17-19        
Ti ho stabilito profeta delle nazioni.
 
Dal libro del profeta Geremìa
 
Nei giorni del re Giosìa, mi fu rivolta questa parola del Signore:
«Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto,
prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato;
ti ho stabilito profeta delle nazioni.
Tu, dunque, stringi la veste ai fianchi,
àlzati e di’ loro tutto ciò che ti ordinerò;
non spaventarti di fronte a loro,
altrimenti sarò io a farti paura davanti a loro.
Ed ecco, oggi io faccio di te
come una città fortificata,
una colonna di ferro
e un muro di bronzo
contro tutto il paese,
contro i re di Giuda e i suoi capi,
contro i suoi sacerdoti e il popolo del paese.
Ti faranno guerra, ma non ti vinceranno,
perché io sono con te per salvarti».
Parola di Dio
 
 
Salmo responsoriale
   Sal 70
 
La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza.
 
In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso.
Per la tua giustizia, liberami e difendimi,
tendi a me il tuo orecchio e salvami.
 
Sii tu la mia roccia,
una dimora sempre accessibile;
hai deciso di darmi salvezza:
davvero mia rupe e mia fortezza tu sei!
Mio Dio, liberami dalle mani del malvagio.
 
Sei tu, mio Signore, la mia speranza,
la mia fiducia, Signore, fin dalla mia giovinezza.
Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno.
 
La mia bocca racconterà la tua giustizia,
ogni giorno la tua salvezza.
Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito
e oggi ancora proclamo le tue meraviglie.
 
 
Seconda lettura    1Cor 12,31-13,13
Rimangono la fede, la speranza, la carità; ma la più grande di tutte è la carità.
 
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
 
Fratelli, desiderate intensamente i carismi più grandi. E allora, vi mostro la via più sublime.
Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita.
E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla.
E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo, per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe.
La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà. Infatti, in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo, ho eliminato ciò che è da bambino.
Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia. Adesso conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto. Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità!
Parola di Dio.
 
 
Canto al Vangelo (Lc 4,18)
 
Alleluia, alleluia.
Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione.   Alleluia.
 
 
Vangelo          Lc 4,21-30
Gesù come Elia ed Eliseo è mandato non per i soli Giudei.
 
+ Dal Vangelo secondo Luca    

In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?».
 Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». 
Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. 
Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.
Parola del Signore
 VIDEO 



La 69a Giornata mondiale dei malati di lebbra

3° Giornata mondiale delle malattie tropicali dimenticate

“La battaglia della lebbra non è che un capitolo di quella lotta che tutti dobbiamo ingaggiare

 contro le altre lebbre che sono la miseria, la fame, l’egoismo, l’indifferenza

(Raoul Follerau, Bologna novembre 1976)

 

Sono ormai 2 anni, comincia il 3°, che il mondo è Emergenza sanitaria. Uno sciagurato virus, sconosciuto prima, è riuscito a minare e a cambiare il nostro modo di vivere la quotidianità. Non lo pensavamo possibile, eppure ha travolto ogni aspetto della nostra vita: sociale, economico, affettivo.

Lo riconoscono tutti: per ricominciare occorre uno sforzo congiunto, oltre ogni egoismo personale o nazionale, per rilanciare l’assistenza medica territoriale e residenziale, le cure e i sistemi socio-sanitari pubblici di vicinanza.

In Epoca post COVID19 qualsiasi attività solidale non può che avere al centro l’obiettivo di contrastare la pandemia rafforzando la copertura sanitaria universale e globale in particolare per le comunità più svantaggiate, quelle dove le persone non possono curarsi perché sono povere o che diventano povere per i costi delle cure.

A causa del COVID19 e delle ridotte capacità dei sistemi sanitari, il numero delle persone colpite dalle cosiddette malattie della povertà che hanno potuto avere accesso alle cure, ha subito una riduzione drastica e allarmante.

Per questo l’obiettivo dell’AIFO nei Paesi a basso reddito sarà quello di rafforzare i servizi sanitari pubblici essenziali dedicati a questi malati e rilanciare ogni attività destinata a combattere l’esclusione e ad interrompere la trasmissione ed eliminare le malattie della povertà e dimenticate, come LA LEBBRA.
 


 La lebbra è una delle 20 malattie tropicali chiamate neglette/dimenticate.
 Le ha definite così l’Organizzazione Mondiale della Sanità. 
Sono dimenticate perché colpiscono i più poveri, pertanto non sono di interesse per i governi e le case farmaceutiche.

Sono malattie che non creano interesse economico, e quindi non vengono investiti fondi nella ricerca e nella produzione di vaccini e farmaci. 

Il problema è che ogni anno queste 20 malattie tropicali dimenticate colpiscono più di 1 miliardo di persone, almeno la metà delle quali sono bambini e bambine al di sotto dei 14 anni.

 

Il 30 gennaio 2022 

il GRUPPO MISSIONARIO DI CAVINO 

aderisce e partecipa attivamente alla

69a GIORNATA MONDIALE DEI MALATI

 DI LEBBRA e 3a GIORNATA MONDIALE 

DELLE MALATTIE TROPICALI DIMENTICATE,

 istituita per promuovere i diritti dei malati,

informare, sensibilizzare e raccogliere fondi 

a sostegno dei progetti socio sanitari dell’AIFO.


" IL MIELE DELLA SOLIDARIETA’ "

che troveremo alle porte della chiesa è il segno del nostro sostegno alla “GIORNATA”.

E’ importante ribadire che

             NON SI TRATTA DI UNA VENDITA

MA DI UNA RACCOLTA FONDI

 a sostegno di progetti sociosanitari AIFO


AIFO è presente i 14 nazioni con 28 progetti che, oltre a prevenire e curare la malattia, si occupano della valorizzazione della persona, della sua dignità, dei suoi diritti, contro l’emarginazione

 

 



31 gennaio - 6 febbraio 2022


31 L S. Giovanni Bosco (m, bianco). Sorgi, Signore! Salvami, Dio mio! Gesù ci libera dal male facendoci uscire dalla tirannia di Satana per entrare nel Regno della grazia. S. Giminiano; S. Marcella. 2Sam 15,13-14.30; 16,5-13a; Sal 3; Mc 5,1-20.

1 M Signore, tendi l’orecchio, rispondimi. Un racconto lega una donna a una bambina, e mostra che Gesù guarisce e dona la vita. È giunta la salvezza! S. Severo; S. Raimondo; S. Brigida. 2Sam 18,9-10.14b.21a.24-25a.30-32;19,1-3; Sal 85; Mc 5,21-43.

2 M Presentazione del Signore (f, bianco). Vieni, Signore, nel tuo tempio santo. Due anziani, in attesa del Messia, lo riconoscono in Gesù e ne diventano i primi testimoni. S. Caterina de’ Ricci . Ml 3,1-4 opp. Eb 2,14-18; Sal 23; Lc 2,22-40. Oggi ricorre la 26 a Giornata della vita consacrata.

3 G Tu, o Signore, dòmini tutto! I discepoli inviati ad annunciare devono avere uno stile preciso: sobrietà, fiducia in Dio e fermezza. S. Biagio (mf); S. Ansgario (Oscar) (mf); Ss. Simeone e Anna. 1Re 2,1-4.10-12; Cant. 1Cr 29,10-12; Mc 6,7-13.

4 V Sia esaltato il Dio della mia salvezza. Il sacrificio del Battista, che muore per il capriccio di una donna abietta, diventa presagio della morte di Cristo. S. Nicola Studita; S. Gilberto; S. Eutichio. Sir 47,2-13 (NV); Sal 17; Mc 6,14-29.

5 S S. Agata (m, rosso). Insegnami, Signore, i tuoi decreti. L’unico vero ristoro nostro e dei discepoli è stare con Gesù, riposare in lui. S. Saba; B. Elisabetta Canori Mora. 1Re 3,4-13; Sal 118; Mc 6,30-34.

6 D V Domenica del T.O. / C. I sett. del Salterio. Ss. Paolo Miki e c.; S. Guarino. Is 6,1-2a.3-8; Sal 137; 1Cor 15,1-11; Lc 5,1-11. Oggi si celebra nel Tempio di S. Paolo in Alba una santa Messa secondo le intenzioni dei lettori de «La Domenica».

E. Siviero



sabato 22 gennaio 2022

Domenica della Parola: 23 gennaio

 23 gennaio 2022

LA PAROLA, PRESENZA VIVA DI CRISTO IN MEZZO A NOI 

Con la Lettera apostolica in forma di Motu proprio “Aperuit illis”, Papa Francesco ha stabilito che “la III Domenica del Tempo ordinario sia dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio”.

La liturgia è intelligente. 

Al resoconto del discorso di Gesù alla gente del suo paese di Nazaret, antepone il prologo del Vangelo.

L’evangelista Luca intende essere uno storico perché vuole che i cristiani si rendano conto “della solidità degli insegnamenti” ricevuti e siano convinti dell’importanza decisiva per la storia di tutti gli uomini della vita di Gesù. 

Per questo soltanto lui pone all’inizio della narrazione del ministero pubblico di Gesù un discorso programmatico che precisi subito lo scopo che Gesù si prefigge.

È il “manifesto” di Gesù. Eccolo: egli opera con la potenza di Dio, difatti lo Spirito è su di lui.

La sua non sarà un’opera umana, meno che mai politica, ma la rivelazione del progetto di Dio. La sua missione è quella di accogliere misericordiosamente tutti gli uomini per liberarli. 

È il compimento della profezia di Isaia che Gesù si appropria.

A Nazaret, quel sabato, Gesù annunciò il tempo nuovo che non avrebbe più avuto per protagonista l’uomo, ma “Dio fatto uomo”.

La gente della sinagoga una cosa udì allora con chiarezza: l’inizio di “un anno della grazia del Signore”.

In sostanza il Vangelo dice: non sono gli ordinamenti umani a salvare l’umanità, sarà lo Spirito del Signore.

 In questa affermazione c’è, se si vuole, tanto pessimismo, purtroppo fin troppo documentato dalla storia; ma c’è anche, e più grande, tanta speranza, perché ci assicura che lo Spirito è su Gesù e, perciò, su tutti quelli che fanno comunione con Gesù.

E questo riguarda l’oggi: “Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi ascoltate”. L’oggi storico di Gesù diventa, per la forza dello Spirito, l’oggi liturgico della Chiesa, il nostro di ogni Messa.

La predica di Nazaret diventa oggi storia nostra. Se ascoltiamo!

 

 
Intenzioni Sante Messe

DOMENICA  23       III Domenica del Tempo Ordinario. 
Ore 9.00: Favaro Agnese; Bussolaro Talita e Fam. Def.; Favaro Onorino e Bussolaro Maria; Bertapelle Luca; Bertapelle Mario (trigesimo); Bedin Olinda; Secondo l’intenzione dell’offerente. 
Ore 11.00: Pro Populo.

LUNEDì  24    Ore 8.00:  
.
MARTEDì  25 Ore 15.00: Pintonello Primo.

MERCOLEDì  26 Ore  8.00:
  .
GIOVEDì  27 Ore 15.00:  
.
VENERDì  28 Ore  8.00:  Burbello Enrica.

SABATO  29 Ore 18.30Salmaso Virginio e Reffo Armida; Cavinato Ottorino e Mozzo Antonietta; Tonello Livia e Dante.

DOMENICA  30 IV Domenica del Tempo Ordinario. 
Ore 9.00:  Favaro Agnese; Nicoletti Lino e Fam. Def., Zanchin Graziano, Olinda e Massarotto Sergio; Maria e Luigi; Fassina Giuseppe. 
Ore 11.00: Pro Populo.
 



Avvisi

· Oggi celebriamo la Domenica della Parola di Dio,  ci sentiamo tutti impegnati a riscoprire il significato della Sacra Scrittura per la nostra vita personale e per la vita delle comunità parrocchiali. La Fede, lo ricordiamo, non nasce da una ricerca umana di Dio, non viene dai desideri che abbiamo nel cuore e ai quali tentiamo di dare una risposta, ma ha origine dalla decisione libera di Dio di rivelarsi all’uomo, di chiamarlo alla comunione con lui, di renderlo partecipe della stessa vita divina. Dio si è rivelato nella sua Parola e ci invita ad una risposta.

· Nel pomeriggio, alle ore 15.00, in Centro parrocchiale, ci sarà l’incontro per i genitori e i ragazzi del 1° Discepolato 2^ tappa, (genitori e ragazzi di 4^ elementare).

· Domenica 30 gennaio celebriamo la Giornata Mondiale dei malati di Lebbra, pregheremo per questa piaga che, nonostante sia curabile, affligge ancora molte persone nel mondo, e raccoglieremo il nostro aiuto concreto per l’AIFO, associazione nata da Raoul Follereau, che ha speso buona parte della sua vita e tutti i suoi averi per curare e debellare della lebbra. Al termine delle messe troverete alle porte della chiesa i cesti per la vostra offerta. Come negli anni scorsi i volontari del Gruppo Missionario vi propongono nel piazzale antistante la chiesa l’acquisto del Miele della solidarietà il cui ricavato si somma alle offerte fatte in chiesa  e viene inviato all’AIFO.

· Domenica 30 gennaio, dopo la messa delle ore 9.00, coi ministri straordinari della Comunione porteremo la Comunione agli ammalati.

· Domenica 30 gennaio, alle ore 15.00, in Centro parrocchiale, ci sarà l’incontro per i genitori e i ragazzi del Ultima Quaresima (genitori e  ragazzi della 1^ media).


OFFERTE

Domenica 16.01: € 136,44; Per le anime: €  15,15; Candele votive: €  44,51.

 


Nella sinagoga di Nàzaret Gesù proclama che in lui si sono compiute le Scritture. 

A noi cristiani, membra del suo Corpo, è chiesto oggi di compiere quanto annunciano, con una esistenza coerente col Vangelo.


Prima lettura    Ne 8,2-4.5-6.8-10

Leggevano il libro della legge e ne spiegavano il senso.

 

Dal libro di Neemìa

 

In quei giorni, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all’assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere.

Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntare della luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci d’intendere; tutto il popolo tendeva l’orecchio al libro della legge. 

Lo scriba Esdra stava sopra una tribuna di legno, che avevano costruito per l’occorrenza.

Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutti; come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. 

Esdra benedisse il Signore, Dio grande, e tutto il popolo rispose: «Amen, amen», alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore.

I levìti leggevano il libro della legge di Dio a brani distinti e spiegavano il senso, e così facevano comprendere la lettura.

Neemìa, che era il governatore, Esdra, sacerdote e scriba, e i leviti che ammaestravano il popolo dissero a tutto il popolo: «Questo giorno è consacrato al Signore, vostro Dio; non fate lutto e non piangete!». Infatti tutto il popolo piangeva, mentre ascoltava le parole della legge.

Poi Neemìa disse loro: «Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza».

Parola di Dio

 

 

Salmo responsoriale     Sal 18

 

Le tue parole, Signore, sono spirito e vita.

 

La legge del Signore è perfetta,

rinfranca l’anima;

la testimonianza del Signore è stabile,

rende saggio il semplice.

 

I precetti del Signore sono retti,

fanno gioire il cuore;

il comando del Signore è limpido,

illumina gli occhi.

 

Il timore del Signore è puro,

rimane per sempre;

i giudizi del Signore sono fedeli,

sono tutti giusti.

 

Ti siano gradite le parole della mia bocca;

davanti a te i pensieri del mio cuore,

Signore, mia roccia e mio redentore.

 

 

Seconda lettura      1Cor 12,12-30

Voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte.

 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

 

Fratelli, come il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito.

E infatti il corpo non è formato da un membro solo, ma da molte membra. Se il piede dicesse: «Poiché non sono mano, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe parte del corpo. E se l’orecchio dicesse: «Poiché non sono occhio, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe parte del corpo. Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l’udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l’odorato?

Ora, invece, Dio ha disposto le membra del corpo in modo distinto, come egli ha voluto. Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo? Invece molte sono le membra, ma uno solo è il corpo. Non può l’occhio dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; oppure la testa ai piedi: «Non ho bisogno di voi». Anzi proprio le membra del corpo che sembrano più deboli sono le più necessarie; e le parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggiore rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggiore decenza, mentre quelle decenti non ne hanno bisogno. Ma Dio ha disposto il corpo conferendo maggiore onore a ciò che non ne ha, perché nel corpo non vi sia divisione, ma anzi le varie membra abbiano cura le une delle altre. Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui.

Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra. Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi ci sono i miracoli, quindi il dono delle guarigioni, di assistere, di governare, di parlare varie lingue. Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti fanno miracoli? Tutti possiedono il dono delle guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano?

Parola di Dio.

 

Canto al Vangelo (Lc 4,18)

 

Alleluia, alleluia.

Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,

a proclamare ai prigionieri la liberazione.

 

 

Vangelo    Lc 1,1-4; 4,14-21

Oggi si è compiuta questa Scrittura.

 

+ Dal Vangelo secondo Luca

 

Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.

Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:

«Lo Spirito del Signore è sopra di me;

per questo mi ha consacrato con l’unzione

e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,

a proclamare ai prigionieri la liberazione

e ai ciechi la vista;

a rimettere in libertà gli oppressi

e proclamare l’anno di grazia del Signore».

Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

Parola del Signore



La Domenica della Parola di Dio 

Mettere la Parola al centro 


Quando l’uomo comincia a leggere le Divine Scritture, Dio torna a passeggiare con lui nel Paradiso Terrestre. – Sant’Ambrogio I n questa domenica siamo invitati a riscoprire il significato della Sacra Scrittura per la nostra vita personale e per la vita delle comunità. 
La Chiesa, come afferma la Dei Verbum – il documento del Concilio Vaticano II sulla Rivelazione – ha sempre venerato le Divine Scritture come il Corpo stesso del Signore, non mancando mai di nutrirsi del Pane della vita alla doppia mensa: quella della Parola di Dio e quella del Corpo di Cristo. 
Nella Sacra Scrittura, così come nell’Eucaristia, la Chiesa riconosce, trova, incontra, accoglie e assimila il Corpo del Signore, si edifica e avanza nel cammino. 
La Domenica della Parola di Dio ci aiuta a prendere sempre più coscienza di questa realtà che segna l’autenticità dell’esperienza cristiana. 
La fede, infatti, non nasce da una ricerca umana di Dio, non deriva dai desideri che portiamo nel cuore e ai quali tentiamo di dare una risposta, ma ha origine dalla decisione libera di Dio di venire in cerca dell’uomo, di rivelarsi a lui, di chiamarlo alla comunione con lui, di renderlo partecipe della stessa vita divina. 
L’ascolto della Parola invita ciascuno a una risposta. 
Papa Francesco, indicendo questa Domenica, ha espresso il desiderio che si trovi il modo per viverla come un giorno solenne, analogamente a quanto si fa per la solennità del Corpo e Sangue del Signore. 
Un gesto evocativo è certamente quello dell’intronizzazione, nella liturgia, del testo sacro così da rendere evidente all’assemblea il valore che la Parola di Dio possiede. 
Lo stesso sarebbe auspicabile che avvenisse in ogni famiglia cristiana, esponendo la Parola in un luogo prezioso della casa e leggendola alcune volte insieme. 
La Chiesa è sempre in cammino e il suo viaggio comincia ogni volta dall’Eucaristia, in cui è chiamata a imparare lo stile umile e generoso di Gesù: «Fate questo in memoria di me». 
Il percorso prosegue in sinodalità, la forma di corresponsabilità e di scelta che coinvolge tutti i battezzati. 
La Parola di Dio è la bussola del cammino sinodale, l’orientamento sicuro sulla strada della vita per arrivare alla comunione piena dei fratelli e delle sorelle in Cristo. 
La Domenica della Parola di Dio ci fa scoprire la ricchezza della nostra fede.
 Roberto Ponti, ssp