giovedì 30 aprile 2020

Mese di maggio: messaggio del Vescovo Claudio e Lettera con preghiere del Papa Francesco, autorizzazione del Sindaco

   Il messaggio del Vescovo Claudio per il mese di maggio e gli appuntamenti di preghiera

Il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, in occasione del primo maggio invia un messaggio che si estende a tutto il mese tradizionalmente dedicato al mondo del lavoro e alla devozione a Maria.
Il messaggio del Vescovo Claudio per il mese di maggio e gli appuntamenti di preghiera04/2020 29 
Si inizierà proprio il 1° maggio con la celebrazione della messa, in forma non pubblica e senza partecipazione di fedeli, da un luogo simbolo, l’ospedale di Schiavonia, grazie alla disponibilità dell’Ulss 6 Euganea. La messa sarà trasmessa in diretta youtube dal canale della Diocesi di Padova e in diretta televisiva da Tv7 Triveneta (canale 12 del digitale terrestre) alle ore 10.
Poi durante il mese di maggio verrà proposta, sempre in diretta youtube e televisiva ma sul canale 88 del digitale terrestre (Tv7 Azzurra), ogni mercoledì alle ore 20.30 e sabato alle ore 11, la preghiera del rosario guidata dal vescovo Claudio da diversi santuari mariani del territorio diocesano.
Di seguito il messaggio del vescovo Claudio e il calendario delle dirette.
IL MESSAGGIO
Mese di maggio: preghiera e lavoro
Il vescovo Claudio guida la preghiera per il mondo del lavoro ai tempi del coronavirus
Maggio fa il suo ingresso con la festa del Primo maggio. Il giorno di ingresso, come un portale che abbiamo costruito in questi secoli (dal 1890), impone alla mia attenzione il mondo del lavoro, il lavoro degli uomini e delle donne, i diritti dei lavoratori acquisiti con lotte, l’importanza del lavoro presentato dalla nostra Costituzione come fondamento della Repubblica, la qualità del lavoro come segno della dignità dei lavoratori.
Lo so, non è una ricorrenza religiosa ma una festa civile, e quest’anno più che mai sembra che questa giornata debba avere il tono dell’augurio e della speranza per tutti: che il lavoro possa essere festa! Festa per le famiglie perché trovino sicurezza e prospettive, festa per i progetti di vita sognati dai giovani perché possano realizzarsi... Festa per tutti!
Può essere anche occasione bella di preghiera per stare con il cammino degli uomini e delle donne e arricchire la storia di una dimensione spirituale esprimendo la certezza che la fatica di ogni essere umano è inscritta nel cammino del realizzarsi del Regno di Dio.
Nel lavoro siamo chiamati a integrare, a “mettere insieme” fede e vita, cioè realizzare una vita credente e una fede vissuta. Si lavora per vivere bene, con dignità, ma anche la preghiera è per vivere bene, con dignità. Preghiera e lavoro, ora et labora secondo l’adagio benedettino, sono per la vita, per dare qualità alla vita.
Per la vita, in tutte le sue manifestazioni e in tutti i suoi stadi, Dio si è fatto servo: lo abbiamo visto in Gesù e ci viene raccontato nei Vangeli. Ne siamo convinti fino al punto da non aver avuto dubbi che per difendere la vita, tanto amata da Dio, si dovessero sospendere sia le celebrazioni religiose che gran parte delle attività lavorative.
Quest’anno tutti noi abbiamo compreso l’importanza del lavoro soprattutto nel campo della salute e della protezione dei più deboli. Abbiamo applaudito per sostenere gli operatori sanitari, i medici e gli infermieri in particolare, ma anche gli operatori della protezione civile, del volontariato sociale e anche delle nostre Caritas. Abbiamo posto fiducia nelle autorità civili, soprattutto negli amministratori, attenendoci alle loro indicazioni. Adesso è il momento dell’attesa di sostegni e aiuti finanziari per le attività economiche e sociali e guardiamo al Governo, all’Europa, al mondo intero. Stiamo anche sperimentando un sentimento di attesa – come quando in Avvento si aspetta il Natale – verso i risultati della ricerca scientifica e del vaccino!
Resta comunque un po’ di timore, di apprensione che qualcosa sia più grande di noi e ci sfugga.
Ma non è per questi timori che guardiamo a Dio, come se non riuscendo a venirne a capo da soli “provassimo” a rivolgerci a Lui: sarebbe una rinuncia alle nostre responsabilità di uomini, di lavoratori, di scienziati. E anche la relazione con Dio avrebbe bisogno di qualche precisazione.
Questi sentimenti devono provocarci verso un impegno umano ancora più forte e serio. Tutti noi vogliamo sostenere i ricercatori e gli scienziati, incoraggiare i politici a guardare al bene comune, allearci a tutti i livelli per creare maggiore forza nel combattere il Covid-19 e contenere i danni provocati da questa emergenza a livello sanitario, economico e finanziario e di conseguenza sociale.
Eppure nel mio cuore di cristiano c’è anche l’immagine del mese di maggio dedicato dalla tradizione popolare a Maria, Madre del Signore. È il mese dei rosari nelle case, nelle vie o nelle borgate, soprattutto in campagna, mese di preghiera, di incontri, di mazzi di rose portati alle immagini della Madonna nei capitelli lungo le strade. Quest’anno c’è anche lo spazio in casa, quotidiano, dell’“angolo bello”.
Possiamo pregare insieme l’Ave Maria con una decina, con il rosario; invocare lo Spirito Santo, ricordare il mondo del lavoro così necessario e vitale.
Maria è immagine del cristiano che accoglie Dio Padre, non per convincerlo o per usarlo ma per fargli spazio nella vita. Maria lo accoglie in se stessa e si rende disponibile al suo disegno e ai suoi progetti di bene e di amore per la vita.
Della vita degli uomini fanno parte il lavoro, l’intelligenza umana, la scienza, la capacità di organizzarsi e di guardare al futuro, la sensibilità politica, l’amore verso il creato.
Fare spazio a Dio, come Maria, è dare qualità a tutto ciò che è umano: accoglierlo, come Maria, per restare umani nello scorrere del tempo e degli eventi, sia quelli favorevoli che quelli difficili. Per far spazio a Dio anche nel tempo e nelle energie dedicati al nostro lavoro.
Chi vorrà reciterà le Ave Maria. Come dire a Maria, Madre del Signore: “Aiutaci a lasciar spazio al Signore”. Lo farò anch’io recandomi in alcuni dei Santuari che la nostra storia ha eretto a testimonianza che la fede in Dio ha aiutato nelle difficoltà: ha dato coraggio, conforto, intuizioni... E lo farò a nome di tutte le nostre comunità, soprattutto di chi è stato più colpito, e anche per i nostri tanti defunti.
Il primo maggio però partirò da un ospedale che è diventato un po’ il simbolo di questa emergenza, del lavoro instancabile di molti e anche dell’accoglienza: quello di Schiavonia!
C’è un altro arricchimento in questo incontrarsi di fede e vita nel maggio dell’anno del Covid-19. Riguarda la consapevolezza del limite dell’uomo che mi ricorda quello imposto nel giardino terrestre.
L’uomo è uomo, la più bella delle creature, ma non è Dio, non è il Creatore. Pregare è collocarsi nei confini della creatura e non del Creatore. Pregare è umiltà dell’uomo di fronte a Dio. Pregare è lasciarsi ispirare da cose alte, divine, rispettandole non possedendole. Pregare è rimanere con una speranza viva perché la vita è nelle mani di Dio, del Padre buono che è nei cieli, e non si identifica solo con quella di questa terra.
È come dire a Maria: “Aiutami a essere pienamente umano anche in mezzo alle preoccupazioni”. Sempre, “adesso e nell’ora della nostra morte”. Per noi il Signore è uno solo e in Lui solo poniamo la nostra Speranza.
Noi siamo nella sua vigna “i suoi lavoratori” generativi cioè liberi, creativi, partecipativi, solidali. Lo diciamo fermandoci in preghiera.
+ Claudio Cipolla,
vescovo di Padova
Fonte: Ufficio stampa Diocesi di Padova   La Difesa del Popolo


LETTERA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
A TUTTI I FEDELI PER IL MESE DI MAGGIO 2020

Cari fratelli e sorelle,
è ormai vicino il mese di maggio, nel quale il popolo di Dio esprime con particolare intensità il suo amore e la sua devozione alla Vergine Maria. È tradizione, in questo mese, pregare il Rosario a casa, in famiglia. Una dimensione, quella domestica, che le restrizioni della pandemia ci hanno “costretto” a valorizzare, anche dal punto di vista spirituale.
Perciò ho pensato di proporre a tutti di riscoprire la bellezza di pregare il Rosario a casa nel mese di maggio. Lo si può fare insieme, oppure personalmente; scegliete voi a seconda delle situazioni, valorizzando entrambe le possibilità. Ma in ogni caso c’è un segreto per farlo: la semplicità; ed è facile trovare, anche in internet, dei buoni schemi di preghiera da seguire.
Inoltre, vi offro i testi di due preghiere alla Madonna, che potrete recitare al termine del Rosario, e che io stesso reciterò nel mese di maggio, spiritualmente unito a voi. Le allego a questa lettera così che vengano messe a disposizione di tutti.
Cari fratelli e sorelle, contemplare insieme il volto di Cristo con il cuore di Maria, nostra Madre, ci renderà ancora più uniti come famiglia spirituale e ci aiuterà a superare questa prova. Io pregherò per voi, specialmente per i più sofferenti, e voi, per favore, pregate per me. Vi ringrazio e di cuore vi benedico.
Roma, San Giovanni in Laterano, 25 aprile 2020     Festa di San Marco Evangelista       
Papa Francesco

   
Papa Francesco e il mese di maggio: “Pregare il Rosario a casa e in famiglia”
O Maria, Tu risplendi sempre nel nostro cammino come segno di salvezza e di speranza.
Noi ci affidiamo a Te, Salute dei malati, che presso la croce sei stata associata al dolore di Gesù, mantenendo ferma la tua fede. 
Tu, Salvezza del popolo romano, sai di che cosa abbiamo bisogno e siamo certi che provvederai perché, come a Cana di Galilea, possa tornare la gioia e la festa dopo questo momento di prova. 
Aiutaci, Madre del Divino Amore, a conformarci al volere del Padre e a fare ciò che ci dirà Gesù, che ha preso su di sé le nostre sofferenze e si è caricato dei nostri dolori per condurci, attraverso la croce, alla gioia della risurrezione. 
Amen. 
Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.





«Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio».
Nella presente situazione drammatica, carica di sofferenze e di angosce che attanagliano il mondo intero, ricorriamo a Te, Madre di Dio e Madre nostra, e cerchiamo rifugio sotto la tua protezione.
O Vergine Maria, volgi a noi i tuoi occhi misericordiosi in questa pandemia del coronavirus, e conforta quanti sono smarriti e piangenti per i loro cari morti, sepolti a volte in un modo che ferisce l’anima. Sostieni quanti sono angosciati per le persone ammalate alle quali, per impedire il contagio, non possono stare vicini. Infondi fiducia in chi è in ansia per il futuro incerto e per le conseguenze sull’economia e sul lavoro.
Madre di Dio e Madre nostra, implora per noi da Dio, Padre di misericordia, che questa dura prova finisca e che ritorni un orizzonte di speranza e di pace. Come a Cana, intervieni presso il tuo Figlio Divino, chiedendogli di confortare le famiglie dei malati e delle vittime e di aprire il loro cuore alla fiducia.
Proteggi i medici, gli infermieri, il personale sanitario, i volontari che in questo periodo di emergenza sono in prima linea e mettono la loro vita a rischio per salvare altre vite. Accompagna la loro eroica fatica e dona loro forza, bontà e salute.
Sii accanto a coloro che notte e giorno assistono i malati e ai sacerdoti che, con sollecitudine pastorale e impegno evangelico, cercano di aiutare e sostenere tutti.
Vergine Santa, illumina le menti degli uomini e delle donne di scienza, perché trovino giuste soluzioni per vincere questo virus.
Assisti i Responsabili delle Nazioni, perché operino con saggezza, sollecitudine e generosità, soccorrendo quanti mancano del necessario per vivere, programmando soluzioni sociali ed economiche con lungimiranza e con spirito di solidarietà.
Maria Santissima, tocca le coscienze perché le ingenti somme usate per accrescere e perfezionare gli armamenti siano invece destinate a promuovere adeguati studi per prevenire simili catastrofi in futuro.
Madre amatissima, fa’ crescere nel mondo il senso di appartenenza ad un’unica grande famiglia, nella consapevolezza del legame che tutti unisce, perché con spirito fraterno e solidale veniamo in aiuto alle tante povertà e situazioni di miseria. Incoraggia la fermezza nella fede, la perseveranza nel servire, la costanza nel pregare.
O Maria, Consolatrice degli afflitti, abbraccia tutti i tuoi figli tribolati e ottieni che Dio intervenga con la sua mano onnipotente a liberarci da questa terribile epidemia, cosicché la vita possa riprendere in serenità il suo corso normale.
Ci affidiamo a Te, che risplendi sul nostro cammino come segno di salvezza e di speranza, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. 
Amen.




venerdì 24 aprile 2020

3^ di Pasqua - Emmaus è un capolavoro di dialogo confortante.




III DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

Emmaus è un capolavoro di dialogo confortante.

 La scena di Emmaus è un capolavoro di catechesi liturgica e missionaria. 
Vi è descritto l’itinerario di due discepoli che lasciano Gerusalemme illusi e delusi e vi ritornano per ripartire gioiosi e fiduciosi verso la testimonianza, perché sono stati incontrati dal Crocifisso-Risorto, spiegazione di tutta la Scrittura e presenza perenne tra i suoi nel sacramento del “pane spezzato”.

L’inizio del cammino è un allontanarsi dal Crocifisso. La crisi della croce sembra aver seppellito ogni speranza. 

Colui che l’ha fatta nascere, l’ha portata con sé nella tomba. Non bastano voci di donne per farla rinascere. 

Gesù raggiunge i due subito a questo inizio e chiede di spartire con loro domande e scandalo.

Ecco la prima tappa, quella del problema posto ad ogni persona dall'evento Gesù, il Crocifisso.
L’appello di Cristo ci raggiunge sulla strada della nostra fede incompiuta e della sua domanda.
Gesù non arriva di faccia, ma da dietro, come dice il testo greco, e cammina a fianco, da forestiero.
Il passaggio al riconoscimento ha bisogno della spiegazione delle Scritture. 
Solo il Risorto ne è l’interprete adeguato.
Il cuore riscaldato e riaperto dal segno della Parola spiegata implora il viatico di un segno più intimo, quello del pane spezzato.
 Gesù, però, sparisce.
La Chiesa non può trattenere Gesù nella visibilità storica di prima. 
Deve sapere e credere che egli è vivo con essa e la vivifica nell’Eucaristia. 
I discepoli capiscono e tornano a Gerusalemme per condividere con gli apostoli la testimonianza.
Emmaus è un capolavoro di dialogo confortante.
 Emmaus assicura tutti che, quando ascoltano la Scrittura nella liturgia della Parola e partecipano allo spezzare del pane nella liturgia eucaristica, sono realmente incontrati da Cristo e ritrovano fede e speranza.



Intenzioni Sante Messe

DOMENICA  26       3 Domenica di Pasqua
                Caon Zita; Nicoletti Lino e Fam. Def; Favaro Agnese; Sato Armando, Bruna e Paolo.
                            
               Alle ore 11.00: I parroci delle tre parrocchie di San Giorgio, Arsego e Cavino celebrano la S. Messa in diretta streaming su Facebook, Parrocchia Santi Martino e Lamberto - Arsego.

LUNEDì  27

MARTEDì  28  Favaro Agnese.

MERCOLEDì 29

GIOVEDì  30 Bertapelle Pietro.

VENERDì 01.05  
                  S. Giuseppe lavoratore.

SABATO 02 Rizzato Rizzieri; Schiavo virginia (Teresa); Pezzin Marilena; Dalle Fratte Genesio; Bertan Marino; Cavinato Gino e Ida; Agostini Tarcisio;Cavinato Albano, Dirce, Giovannni, Lucia e Suor Luisa.

DOMENICA 03 4 Domenica di Pasqua. 
                      Caon Zita; Bertapelle Armando; Stefan Arduino e Stefan Moreno; Bertapelle Pietro, Agnese, Gemma e Delfina; Tonello Dante; Sato Armando, Bruna e Paolo.


Avvisi

· L’ ultima ordinanza Ministeriale proroga le restrizioni ai contatti sociali fino al 3 maggio compreso, di conseguenza tutti gli incontri parrocchiali, di catechesi le celebrazioni anche della S. Messa sono sospesi fino a quella data
.
· La chiesa rimane aperta ogni giorno, chi volesse fermarsi per una preghiera trova al centro un leggio con la Liturgia della Parola del giorno.

· In questo tempo in cui siamo costretti al distanziamento sociale, i catechisti suggeriscono ogni settimana materiali per la preghiera e la catechesi che i genitori possono realizzare e sperimentare coi loro ragazzi, invito tutti a ripensare le proprie convinzioni e a pensare che tutto quello che ci sta accadendo non è una sfortuna da evitare ma una prova che ci chiede di aprire il cuore la mente per trovare modi sempre nuovi per esprimere, trasmettere e apprendere la vita di fede.

· Venerdì Inizia il mese di maggio, mese tradizionalmente dedicato a Maria e alla recita del rosario davanti alle immagini dei capitelli e comunque comunitariamente, vi invito, sempre rispettando le norme di una prudente distanza, a mantenere viva questa tradizione, non so ancora se ci sarà permesso celebrare presso i capitelli e fare le tradizionali preghiere di rogazione, attendiamo indicazioni più precise domenica prossima.

· Alcuni mi chiedono come consegnare o dove mettere la busta che è stata portata col Risveglio per la tradizionale offerta Pasquale
Come ho già scritto la scorsa settimana: se nella vostra via passa il/la volontario/a che viene solitamente a raccogliere la busta, rispettando le norme di una prudente distanza, la date a lui/lei, se no, quando passate davanti alla chiesa per fare la spesa lasciate la busta nella buca della posta della Canonica.


   Liturgia domenicale 

PRIMA LETTURA
                                        
Dagli Atti degli Apostoli  
[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così:
«Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene –, consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l’avete crocifisso e l’avete ucciso.
Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. Dice infatti Davide a suo riguardo: “Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perché io non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, e anche la mia carne riposerà nella speranza, perché tu non abbandonerai la mia vita negli inferi né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione. Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza”.
Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi. Ma poiché era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: “questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne subì la corruzione”.
Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire».i.
 Parola di Dio.   
 A. Rendiamo grazie a Dio.


SALMO RESPONSORIALE 

R/Mostraci, Signore, il sentiero della vita.

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.

Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa.

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra
.


SECONDA LETTURA

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo  
Carissimi, se chiamate Padre colui che, senza fare preferenze, giudica ciascuno secondo le proprie opere, comportatevi con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiù come stranieri.
Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argento e oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia.
Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma negli ultimi tempi si è manifestato per voi; e voi per opera sua credete in Dio, che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, in modo che la vostra fede e la vostra speranza siano rivolte a Dio.
 Parola di Dio.   
 A. Rendiamo grazie a Dio .


CANTO AL VANGELO  
                                                                                                               
R/Alleluia, alleluia. 
Signore Gesù, facci comprendere le Scritture;
arde il nostro cuore mentre ci parli.
Alleluia.

VANGELO

Dal Vangelo secondo Luca
Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
 Parola del Signore. 
 A. Lode a te o Cristo.


 Per aprire  cliccare  qui o sull'immagine


giovedì 16 aprile 2020

19 aprile DOMENICA della Divina Misericordia

domenica  19 aprile 2020

Domenica della Divina Misericordia

MIO SIGNORE MIO DIO!»

Con il rinnegamento di Pietro, con il tradimento di Giuda, con le nostre infedeltà, sarà tutto finito. Così avranno pensato gli apostoli? Perché è sera, e Gesù non è venuto. Ma la misericordia divina è il più grande di tutte le nostre debolezze umane. 
Ha una capacità, che non immaginiamo, di rigenerarci. Mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti. Infatti Gesù venne quella sera, e affidò agli Undici proprio il mistero della Riconciliazione. «Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi»; “Come” cioè nella medesima misericordia, nello stesso Spirito. 
E i primi frutti si vedono nella nascente Chiesa di Gerusalemme! 
Anche noi, come singoli o come comunità, possiamo conoscere attese lunghe in cui sembra che Dio non voglia più concederci i suoi doni. 
Ma Dio non rinuncia mai ad affidarci i tesori della sua misericordia. 
Sa però scavare in noi uno spazio più grande, usando le nostre fragilità, perché risplenda più chiaramente la gratuità del suo amore. 
Così impariamo a esultare di gioia indicibile e gloriosa, mentre conseguiamo la meta della nostra fede, cioè la salvezza delle anime. 
Non solo della nostra anima. Ma delle anime. Gioia indicibile e gloriosa perché la letizia pasquale entra in tante anime.                                                    
  fr. Antoine-Emmanuel, Frat. Monast. di Gerusalemme, Firenze





Intenzioni Sante Messe

DOMENICA  19       2^  Domenica di Pasqua
                      Scapin Arino e Samuele; Caon Zita; Bertapelle Armando; Gallo Pericle, Tonello Giorgio e Scapin Angela; Favaro Agnese.
                            Alle ore 11.00: I parroci delle tre parrocchie di San Giorgio, Arsego e Cavino celebrano la S. Messa in diretta streaming su Facebook, Parrocchia Santi Martino e Lamberto - Arsego.
lUNEDì  20

MARTEDì  21  Spinello Livio (anniv.), def. Spinello Dante, Def. Nicoletti Arturo e Irma.

MERCOLEDì 22

GIOVEDì  23

VENERDì 24    Beghin Guerriero

SABATO 25 San Marco Evangelista. Scapin Samuele; Bertapelle Pietro; Salmaso Virginio e  Armida.

DOMENICA   26  3 ^Domenica di Pasqua
                                 Caon Zita; Nicoletti Lino e Fam. Def; Favaro Agnese.


Avvisi

· L’ ultima ordinanza Ministeriale proroga le restrizioni ai contatti sociali fino al 3 maggio compreso, di conseguenza tutti gli incontri parrocchiali, di catechesi le celebrazioni anche della S. Messa sono sospesi fino a quella data.

· La chiesa rimane aperta ogni giorno, chi volesse fermarsi per una preghiera trova al centro un leggio con la Liturgia della Parola del giorno.

· In questo tempo in cui siamo costretti al distanziamento sociale, i catechisti suggeriscono ogni settimana materiali per la preghiera e la catechesi che i genitori possono realizzare e sperimentare coi loro ragazzi, invito tutti a ripensare le proprie convinzioni e a pensare che tutto quello che ci sta accadendo non è una sfortuna da evitare ma una prova che ci chiede di aprire il cuore la mente per trovare modi sempre nuovi per esprimere, trasmettere e apprendere la vita di fede.

· Alcuni mi chiedono come consegnare o dove mettere la busta per la tradizionale offerta Pasquale che è stata recapitata col Risveglio. 
Come ho già scritto la scorsa settimana: se nella vostra via passa il volontario/a che viene solitamente a raccogliere la busta, rispettando le norme di una prudente distanza, la date a lui/lei, se no, quando passate davanti alla chiesa per fare la spesa lasciate la busta nella buca della posta della Canonica.


Liturgia della Parola
II DOMENICA DI PASQUA /A  DELLA DIVINA MISERICORDIA


PRIMA LETTURA
                                        
Dagli Atti degli Apostoli  (At 2,42-47)
[Quelli che erano stati battezzati] erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. 
Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno. 
Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano il cibo con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.
 Parola di Dio.   
 A. Rendiamo grazie a Dio.


SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 117-118)

R/ Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre.

Dica Israele: «Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne: «Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore: «Il suo amore è per sempre.  R/

Mi avevano spinto con forza per farmi cadere, ma il Signore è stato il mio aiuto.
Mia forza e mio canto è il Signore, egli è stato la mia salvezza.
Grida di giubilo e vittoria nelle tende dei giusti: la destra del Signore ha fatto prodezze.   R/

La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore: una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci in esso ed esultiamo.  R/


SECONDA LETTURA

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo  (1Pt 1,3-9)
Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per un’eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce.
 Essa è conservata nei cieli per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, in vista della salvezza che sta per essere rivelata nell’ultimo tempo. 
Perciò siate ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per un po’ di tempo, afflitti da varie prove, affinché la vostra fede, messa alla prova, molto più preziosa  dell’oro -  destinato a perire e tuttavia purificato con fuoco -, torni a vostra lode, gloria e onore quando Gesù Cristo si manifesterà. Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime.
 Parola di Dio.   
 A. Rendiamo grazie a Dio.


CANTO AL VANGELO  
                                                                                                               
R/Alleluia, alleluia. 
Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto;
 beati quelli che non hanno visto e hanno creduto! 
 Alleluia.

VANGELO

Dal Vangelo secondo Giovanni  (Gv 20,29)
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. 
E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi».
Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». 
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Didimo, non era con loro quando venne Gesù. 
Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!. 
Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». 
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. 
Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». 
Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani: tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». 
Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
 Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. 
Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
 Parola del Signore. 
 A. Lode a te o Cristo.





Preghiere per i pasti in  famiglia
2a settimana:

Signore Gesù, infondi in noi la gioia pasquale e fa’ che diventiamo tuoi commensali al banchetto della vita nuova che hai preparato per noi dall'eternità
Tu che vivi e regni nei secoli.Amen.


 LA TORRE di  SAN GIORGIO delle PERTICHE   clicca qui o sull'immagine