venerdì 29 ottobre 2021

31 ottobre 2021

Le regole per essere felici


     Bisogna considerare lo scriba del passo del Vangelo di Marco con grande benevolenza. Spesso Gesù accusa gli scribi di interessarsi più ai giochi di parole che non ai veri mali dei loro fratelli. Ma nulla di tutto ciò in questo brano.
Ecco un uomo che cerca di conoscere. È un uomo alla ricerca di Dio, un uomo che vuole sapere come potere raggiungere Dio con sicurezza.
Questo significa la sua domanda su quale sia il comandamento più importante. Gesù gli risponde in modo relativamente prevedibile, ma che va all’essenziale.
Da tutta la Legge, ricava il solo comandamento che dà lo spirito della Legge stessa. Questo comandamento è divenuto una preghiera (Dt 6,4-5) che bisogna avere sempre nel proprio cuore, nella propria mente, nelle proprie mani e nella propria casa.
Gesù vi aggiunge la necessità di metterlo in pratica, mediante quell’amore per il prossimo che permette a ciascuno di verificare se ama davvero Dio (1Gv 4,20).
 Lo scriba allora, felice di essere riconfortato nella propria fede, si felicita con Gesù.
Ecco l’uomo che si complimenta con Dio, l’uomo che è contento di ritrovarsi in accordo con Dio. Non è commovente questo vecchio saggio che si complimenta con il giovane Rabbì, senza nemmeno sospettare che è con Dio stesso che si complimenta? Gesù ne è commosso.
Accoglie con gioia l’osservazione di quest’uomo che è un vero credente, senza risparmio (Gv 1,47). 
Allora, gli apre il regno.
Gesù risponde alle sue lodi con un’osservazione che ciascuno di noi vorrebbe sentirsi fare. Conferma lo scriba nella sua fede e, dandogli una garanzia come non ce ne sono altre, lo rassicura che non si sta sbagliando.
 
Intenzioni Sante Messe

DOMENICA  31       XXXI Domenica del Tempo Ordinario.
 Ore 9.00: Def. Fam. Gorgi e Caon; Fabian Adriano; Baldin Sante Luciano e Milena; Scapin Bruno, Azelia e Giulio; Mazzon Bruno; Rosso Maria e genitori; Rizzato Dina; Fascina Giuseppe. 
Ore 11.00: Pro Populo.

LUNEDì  01.11 Tutti i Santi. 
Ore 9.00: Morosinotto Luigi e Alice; Maggiolo Fabio e nonni; Morosinotto Franco; 
Ore 11..00: Bertapelle Pietro, Agnese, Gemma e Delfina; Fincato Maria e Fam. Def.; Tosato Sante e genitori; Nalesso Dino, Adelina, Luigi , Giorgio e Anna.

MARTEDì  02 Commemorazione dei fedeli defunti.
Ore 9.00: Pedron Sergio e  Fam. Def.; Pedron Filippo ; Braghetto Odino; 
Ore 15.00: Per tutti i defunti della Parrocchia; 
20.30: Secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.

MERCOLEDì  03 Ore 8.00:  .

GIOVEDì  04 Ore 15.00:  Def. Fam. Madeddu, Bellon e Bertapelle Luca; Bragagnolo Renato, Def. Fam. Beghin e Bragagnolo, e Suor Giulia.

VENERDì  05   Ore  8.00:  .

SABATO  06 Ore 18..30 Cavinato Gino e Ida; Agostini Tarcisio; Libralon Ivo, Spagnolo Luisa e Fam. Def.; Virgis Elio e Pasquali Ada; Def. Fam. Rizzato Vittorio, Lina Agnese e Bruno.

DOMENICA  07 XXXII Domenica del Tempo Ordinario. Ore 9.00: Bertapelle Armando; Bertapelle Luca; Badan Bruno; Rosso Maria e genitori; Bertapelle Pietro, Agnese, Gemma e Delfina; Def. Fam. Bellotto Anna; Def. Fam. Mazzon Sergio. Ore 11.00: Pro Populo.

 

Avvisi

· Lunedì 1 novembre celebriamo la Solennità di Tutti i Santi, le messe saranno a orario festivo, Nel pomeriggio, alle ore 15.00, pregheremo in chiesa col Vespro dei Defunti, poi, recitando il rosario, ci recheremo in Cimitero dove ci sarà la preghiera di Fede nella risurrezione con la benedizione delle tombe.

· Martedì 2 novembre, è la Commemorazione dei fedeli defunti, saranno celebrate tre sante messe nella giornata, per dare a tutti la possibilità di pregare per i defunti, alle 9.00, alle 15.00 (in cimitero, tempo permettendo) e alle ore 20.30 in chiesa.

· Ogni martedì alle ore 21.00, in chiesa, ci sono le prove della Corale Parrocchiale, chi vuole partecipare  e quindi diventare cantore nella nostra Corale può partecipare sarà davvero il benvenuto!

· Giovedì 4 novembre, alle ore 20.45, in sala Borsi, Consiglio Pastorale Parrocchiale.

· Venerdì 5 Novembre è il primo venerdì del mese, nella mattinata, coi ministri straordinari porteremo la Comunione agli ammalati.

· Domenica 7 novembre, alle ore 9.00, il sindaco con l’amministrazione Comunale e le Autorità militari parteciperanno alla messa delle ore 9.00, in memoria dei caduti nelle guerre. Dopo la messa seguirà la Benedizione al Monumento dei Caduti.

· Domenica 7 novembre, alla messa delle 11.00, ci sarà la presentazione e il mandato ai cinque facilitatori che guideranno i gruppi di ascolto per il Sinodo.

 



Quando vogliamo verificare se il nostro essere cristiani è secondo il Vangelo dobbiamo guardare al Crocifisso e alle sue due direzioni: quella verticale, orientata a Dio, e quella orizzontale, che abbraccia il prossimo in un unico amore.
 

Prima lettura   
   Dt 6,2-6
Ascolta, Israele: ama il Signore tuo Dio con tutto il cuore.
 
Dal libro del Deuteronòmio
 
Mosè parlò al popolo dicendo:
«Temi il Signore, tuo Dio, osservando per tutti i giorni della tua vita, tu, il tuo figlio e il figlio del tuo figlio, tutte le sue leggi e tutti i suoi comandi che io ti do e così si prolunghino i tuoi giorni.
Ascolta, o Israele, e bada di metterli in pratica, perché tu sia felice e diventiate molto numerosi nella terra dove scorrono latte e miele, come il Signore, Dio dei tuoi padri, ti ha detto.
Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze.
Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore».
Parola di Dio


Salmo responsoriale 
    Sal 17
 
Ti amo, Signore, mia forza.
 
Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore.
 
Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici.
 
Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato.
 
Seconda lettura    Eb 7,23-28
Egli, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta.
 
Dalla lettera agli Ebrei

 
Fratelli, [nella prima alleanza] in gran numero sono diventati sacerdoti, perché la morte impediva loro di durare a lungo. Cristo invece, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta. Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio: egli infatti è sempre vivo per intercedere a loro favore.
Questo era il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli. Egli non ha bisogno, come i sommi sacerdoti, di offrire sacrifici ogni giorno, prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo: lo ha fatto una volta per tutte, offrendo se stesso.
La Legge infatti costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti a debolezza; ma la parola del giuramento, posteriore alla Legge, costituisce sacerdote il Figlio, reso perfetto per sempre.
Parola di Dio
 
Canto al Vangelo (Gv 14,23)
Alleluia, alleluia.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Alleluia.
 
 
 Vangelo      Mc 12,28-34
Amerai il Signore tuo Dio. Amerai il prossimo tuo.

 
+ Dal Vangelo secondo Marco

 
In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
 Parola del Signore




TUTTI I SANTI 


Festeggiare tutti i santi è guardare coloro che già posseggono l’eredità della gloria eterna.
 Quelli che hanno voluto vivere della loro grazia di figli adottivi, che hanno lasciato che la misericordia del Padre vivificasse ogni istante della loro vita, ogni fibra del loro cuore. 
I santi contemplano il volto di Dio e gioiscono appieno di questa visione.
 Sono i fratelli maggiori che la Chiesa ci propone come modelli perché, peccatori come ognuno di noi, tutti hanno accettato di lasciarsi incontrare da Gesù, attraverso i loro desideri, le loro debolezze, le loro sofferenze, e anche le loro tristezze.
Questa beatitudine che dà loro il condividere in questo momento la vita stessa della Santa Trinità è un frutto di sovrabbondanza che il sangue di Cristo ha loro acquistato. Nonostante le notti, attraverso le purificazioni costanti che l’amore esige per essere vero amore, e a volte al di là di ogni speranza umana, tutti hanno voluto lasciarsi bruciare dall’amore e scomparire affinché Gesù fosse progressivamente tutto in loro. È Maria, la Regina di tutti i Santi, che li ha instancabilmente riportati a questa via di povertà, è al suo seguito che essi hanno imparato a ricevere tutto come un dono gratuito del Figlio; è con lei che essi vivono attualmente, nascosti nel segreto del Padre.

 
Prima lettura    Ap 7,2-4.9-14
Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua.
 
Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
 
Io, Giovanni, vidi salire dall’oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare: «Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio».
E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele.
Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. 
Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello».
E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen».
Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?». 
Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». 
E lui: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello».
Parola di Dio
 
Salmo responsoriale     Sal 23
 
Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore.
 
Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito.
 
Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli.
 
Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.
 
 
Seconda lettura    1Gv 3,1-3
Vedremo Dio così come egli è.
 
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
 
Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro.
Parola di Dio
 
Canto al Vangelo (Mt 11,28) 
 
Alleluia, alleluia.
Venite a me,
voi tutti che siete stanchi e oppressi,
e io vi darò ristoro.
Alleluia.
 
Vangelo 
  Mt 5,1-12
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
 
 Dal Vangelo secondo Matteo

 
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Parola del Signore


  

Commemorazione di tutti i fedeli defunti


Fino a quando il Signore Gesù verrà nella gloria, e distrutta la morte gli saranno sottomesse tutte le cose, alcuni suoi discepoli sono pellegrini sulla terra, altri che sono passati da questa vita stanno purificandosi, altri infine godono della gloria contemplando Dio.
Tutti però comunichiamo nella stessa carità di Dio. 
L’unione quindi di coloro che sono in cammino con i fratelli morti non è minimamente spezzata, anzi è conservata dalla comunione dei beni spirituali (cfr Conc. Vat. II, Costituzione dommatica sulla Chiesa, «Lumen gentium», 49). 
La Chiesa fin dai primi tempi ha coltivato con grande pietà la memoria dei defunti e ha offerto per loro i suoi suffragi (ibidem, 50).
Nei riti funebri la Chiesa celebra con fede il mistero pasquale, nella certezza che quanti sono diventati con il Battesimo membri del Cristo crocifisso e risorto, attraverso la morte, passano con lui alla vita senza fine. (Cfr Rito delle esequie, 1). Si iniziò a celebrare la Commemorazione di tutti i fedeli defunti, anche a Roma, dal sec. XIV.
 


Prima lettura          Gb 19,1.23-27
Io lo so che il mio redentore è vivo.
 
Dal libro di Giobbe
 
Rispondendo Giobbe prese a dire:
«Oh, se le mie parole si scrivessero,
se si fissassero in un libro,
fossero impresse con stilo di ferro e con piombo,
per sempre s’incidessero sulla roccia!
Io so che il mio redentore è vivo
e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!
Dopo che questa mia pelle sarà strappata via,
senza la mia carne, vedrò Dio.
Io lo vedrò, io stesso,
i miei occhi lo contempleranno e non un altro».
Parola di Dio
 
Salmo responsoriale    Sal 26
 
Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi.
 
Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?
 
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario.
 
Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
Il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto.
 
Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.
 
 
Seconda lettura   Rm 5,5-11
Giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui.
 
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
 
Fratelli, la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.
Parola di Dio 

Canto al Vangelo       (Gv 6,40)

Alleluia, alleluia.
Questa è la volontà del Padre mio:
che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna;
e io lo risusciterò nell’ultimo giorno, dice il Signore.
Alleluia.
 
Vangelo         Gv 6,37-40
Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
 
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
 
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno.
Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».
Parola del Signore

 




VERSO IL SINODO 





Perché un sinodo?

Sinodo. Questa parola viene dal greco “camminare insieme”. Il vescovo Claudio ha chiamato tutti noi ad un grande cammino di riflessione, ascolto, racconto e sogno per il futuro, che durerà alcuni anni e punta al rinnovamento del modo di essere Chiesa.  Chiede una indicazione per ripensare la Chiesa di domani: il Sinodo dà la parola a tutti, perché ciascuno possa dare il proprio contributo e perché dall’ascolto di tutti possano nascere scelte significative. Il tempo di pandemia che stiamo vivendo, che ha scardinato ciò a cui eravamo abituati, è un tempo propizio per ascoltarci davvero.

Il vescovo Claudio nell'omelia per la celebrazione di Indizione del Sinodo (16 maggio 2021) ha sottolineato:

È arrivato il tempo di una comprensione di questa lunga esperienza per capire, dalle tracce lasciate dai nostri passi, dove lo Spirito ci sta orientando. Lo Spirito ha agito anche fuori dalla nostra storia diocesana attraverso molte e diverse manifestazioni, ma a noi è consegnata questa porzione di Chiesa, quella radicata in questa terra e in questa storia. È tempo quindi di una sintesi ecclesiale che permetta di guardare al futuro “insieme”, con un rinnovato coraggio; anzi con un rinnovato entusiasmo. Grazie al Cielo non ci sono rotture e tensioni straordinarie. Il nostro è tempo di pace e quindi è tempo favorevole per una riflessione serena e per scoprire la vocazione della nostra Chiesa patavina, per guardare con fiducia avanti.
D'altra parte questo tempo pome molte sfide a livello ecclesiale, sociale e soprattutto culturale: il Covid 19 le ha evidenziate e noi le accettiamo, obbedienti alla nostra vita concreta, come spazio per la missione di preparare ai nostri figli un domani e una terra, sempre promessa, "dove scorrono latte e miele".

IN SINTESI:



Halloween, una ricorrenza di cui non abbiamo bisogno
 Spirito pieno o zucca vuota?



O
gni anno la Chiesa celebra la solennità di Tutti i Santi, per ricordare che la nostra vita terrena è orientata alla vita eterna in cielo, e che già ora viviamo in comunione con chi, avendo vissuto una fede autentica, ora contempla Dio nella beatitudine celeste. 
I santi sono modelli da seguire per vivere da figli di Dio, con Cristo che ci indica la direzione per riconoscere la volontà di Dio nella nostra vita. 
La solennità di Tutti i Santi è quindi una festa di speranza in cui il cielo e la terra si incontrano per ricordarci che il nostro fine è la santità: è una ricorrenza importante che riempie i cuori e lo spirito dell’amore di Dio. Per tale motivo, non si spiega perché, negli ultimi anni, anche nei nostri paesi europei, si è diffusa la festa di Halloween. 
Tutti ricordiamo le pellicole cinematografiche americane in cui i bambini girano mascherati per le case pronunciando la famosa frase «Dolcetto o scherzetto». 
Già questa tradizione mostra quanto la solennità sia stata svuotata del suo vero significato, riducendola a una carnevalata, in cui alla memoria dei santi si sostituisce l’evocazione di streghe, zombi, e la minaccia di scherzetti più o meno innocui. 
Un’usanza inutile che però nasconde qualcosa di estremamente pericoloso: il satanismo. Se noi diamo poco valore a questa ricorrenza, privandola del suo significato spirituale, non fanno altrettanto coloro che praticano i riti satanici, e proprio in questa notte celebrano messe nere, profanano i cimiteri utilizzando le ossa dei defunti per i loro riti e compiono tante altre azioni persino criminali, danneggiando l’animo umano e privandolo della sua dignità filiale con Dio. 
Perciò a noi la decisione: desideriamo vivere in pienezza la nostra comunione con i santi e con tutti i nostri fratelli e sorelle, oppure vogliamo permettere che regni il potere del male e il vuoto interiore? Spirito pieno o zucca vuota? 
don Giuseppe Lacerenza, ssp




sabato 23 ottobre 2021

 24  ottobre  2021
«CORAGGIO! ALZATI, TI CHIAMA»


L’evangelista Marco che ascoltiamo quest’anno ci presenta le azioni e le parole di Gesù durante il suo viaggio a Gerusalemme. 
Viaggio sicuramente topografico, ma anche e soprattutto simbolico. 
Questa strada che Gesù percorre con entusiasmo - “Gesù li precedeva” - e dove i discepoli lo seguono con diffidenza o inquietudine - “essi erano spaventati, e coloro che seguivano erano anche timorosi” (Mc 10,32) - qui arriva al termine.
 Ecco il contesto della lettura sulla quale meditiamo oggi.
Al termine del cammino, oggi incontriamo un cieco. 
Un cieco, che, in più, è un mendicante. In lui c’è oscurità, tenebre, e assenza. 
E attorno a lui c’è soltanto il rigetto: “Molti lo sgridavano per farlo tacere”. 
Gesù chiama il cieco, ascolta la sua preghiera, e la esaudisce. 
Anche oggi, qui, tra coloro che il Signore ha riunito, “ci sono il cieco e lo zoppo” (prima lettura) - quello che noi siamo -; ed è per questo che le azioni di Gesù, che ci vengono raccontate, devono renderci più pieni di speranza.
È nel momento in cui termina il viaggio di Gesù a Gerusalemme (e dove termina il ciclo liturgico), che un mendicante cieco celebra Gesù e lo riconosce come “Figlio di Davide”, o Messia; e questo mendicante riacquista la vista e “segue Gesù per la strada”.
 È un simbolo, un invito. Chiediamo al Signore che ci accordi la luce della fede e ci dia vigore, affinché lo seguiamo come il cieco di Gerico, fino a che non avremo raggiunto la Gerusalemme definitiva.
 

Intenzioni Sante Messe

DOMENICA  24       XXX Domenica del Tempo Ordinario. Ore 9.00: Bertapelle Armando; Bertapelle Luca; Favaro Agnese; Fabian Adriano; Def. Fam. Scapin Sante, Marianna e Regina; Rosso Maria e genitori. Ore 11.00: Pro Populo.


LUNEDì  25      Ore  8.00:  .

MARTEDì  26 Ore 15.00:  Pezzin Marilena; Maschio Egidio e Lina.

MERCOLEDì  27 Ore 8.00:  .

GIOVEDì  28     Ore 15.00:  Gallato Antonio e Perusin Andrea; Maschio Egidio e Lina.

VENERDì  29   Ore  8.00:  .

SABATO  30 Ore 19.00. Salmaso Virginio e Reffo Armida; Nicoletti Lino, Massarotto Gino e Settimo Livia; Beghin Guerriero; Cavinato Leonunzio; Cavinato Gino e Ida; Agostini Tarcisio; Cavinato Albano, Dirce, Giovanni, Lucia e Suor Luisa; Libralon Renato e Fernanda; Virgis Luigi e Gelinda; .

DOMENICA 31 XXXI Domenica del Tempo Ordinario. Ore 9.00: Def. Fam. Gorgi e Caon; Fabian Adriano; Baldin Sante Luciano e Milena; Scapin Bruno, Azelia e Giulio; Mazzon Bruno; Rosso Maria e genitori; Rizzato Dina. Ore 11.00: Pro Populo.

 

Avvisi

· Oggi, dopo la messa delle ore 9.00, coi ministri straordinari porteremo la Comunione agli ammalati.

· Oggi celebriamo la Giornata Missionaria Mondiale, le due parole che campeggiano sul manifesto di questa giornata sono: Testimoni e Profeti. Se ci pensiamo bene sono due facce della nostra identità di cristiani; Testimoni di Dio che ha dato e continua a dare la vita ad ogni uomo e questo ci fa tutti fratelli e Testimoni di un amore che ci precede e abbraccia ogni uomo e poi Profeti, annunciatori cioè delle meraviglie che Gesù il primogenito ha compiuto e continua a compiere in mezzo ai credenti attraverso lo Spirito Santo. Oggi preghiamo e raccogliamo il nostro aiuto concreto per tutte le giovani chiese. Tra i banchi trovate le buste che potrete lasciare nei cesti uscendo.

· Nel pomeriggio, alle ore 15.00, in Centro parrocchiale, l’incontro per i genitori dei ragazzi dell’Ultima Quaresima (sono i ragazzi di 1^ media).

· Tra sabato 30 e domenica 31 ottobre si torna all’ora solare, dovremo quindi spostare le lancette dell’orologio indietro di un’ora. Per le nostre celebrazioni cambia solo l’orario della messa del sabato che sarà alle ore 18.30, tutti gli altri orari rimangono invariati.

Sono aperte le iscrizioni per partecipare ai gruppi sinodali. Ricordo che l’età minima è 16 anni, non ci sono altri limiti di età o di condizione sociale, tutti possono partecipare, giovani, coppie di sposi, persone conviventi, persone separate, pensionati, chi opera in parrocchia, chi raramente va a Messa. I Gruppi sinodali sono aperti a tutti coloro che hanno esperienze da condividere...   


In settimana

Sono riprese le prove di canto della Corale: ogni martedì alle ore 20,45 in chiesa.    Sono ben accolte nuove voci!

Ogni giovedì dopo la messa delle 15.00: Adorazione Eucaristica. Occasione per un contatto stretto con la presenza reale di Cristo.





Geremìa racconta la gioia del ritorno a Gerusalemme degli esuli a Babilonia. 
È il ritorno alla vita, alla libertà, alla gioia. 
È ciò che sperimenta il cieco Bartimèo, a cui Gesù ridona la vista.
È il segno della salvezza che oramai è giunta fra noi. 

Oggi ricorre la 95a Giornata missionaria mondiale.

Prima lettura      Ger 31,7-9
Riporterò tra le consolazioni il cieco e lo zoppo.
 
Dal libro del profeta Geremìa
 
Così dice il Signore:
«Innalzate canti di gioia per Giacobbe,
esultate per la prima delle nazioni,
fate udire la vostra lode e dite:
“Il Signore ha salvato il suo popolo,
il resto d’Israele”.
Ecco, li riconduco dalla terra del settentrione
e li raduno dalle estremità della terra;
fra loro sono il cieco e lo zoppo,
la donna incinta e la partoriente:
ritorneranno qui in gran folla.
Erano partiti nel pianto,
io li riporterò tra le consolazioni;
li ricondurrò a fiumi ricchi d’acqua
per una strada dritta in cui non inciamperanno,
perché io sono un padre per Israele,
Èfraim è il mio primogenito».
Parola di Dio
 

Salmo responsoriale      Sal 125
 
Grandi cose ha fatto il Signore per noi.
 
Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.
 
Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.
 
Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.
 
Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.
 
 
Seconda lettura    Eb 5,1-6
Tu sei sacerdote per sempre, secondo l’ordine di Melchìsedek.
 
Dalla lettera agli Ebrei
 
Ogni sommo sacerdote è scelto fra gli uomini e per gli uomini viene costituito tale nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati.
Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore, essendo anche lui rivestito di debolezza. A causa di questa egli deve offrire sacrifici per i peccati anche per se stesso, come fa per il popolo.
Nessuno attribuisce a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. Nello stesso modo Cristo non attribuì a se stesso la gloria di sommo sacerdote, ma colui che gli disse: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato», gliela conferì come è detto in un altro passo:
«Tu sei sacerdote per sempre,
secondo l’ordine di Melchìsedek».
Parola di Dio
 
Canto al Vangelo (Cf 2Tm 1,10)
 
Alleluia, alleluia.
Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte
e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo.
Alleluia.
 
 
Vangelo  
  Mc 10,46-52
Rabbunì, che io veda di nuovo!
 
+ Dal Vangelo secondo Marco
 
In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». 
Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». 
Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». 
E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». 
E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato».
 E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.
Parola del Signore




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Oggi ricorre la 95a Giornata missionaria mondiale.



«Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato» (At 4,20)

L’annuale Giornata missionaria mondiale rinnova la chiamata a essere discepoli-missionari. 
Accanto a Gesù, uomini e donne hanno imparato la sua attenzione per i malati, i più poveri ed emarginati; i primi cristiani, senza timore di mettere a repentaglio la propria vita, portarono ovunque il messaggio della salvezza. 
Anche oggi l’esperienza di fede diventa missione, condivisione gioiosa di quanto il Signore ci dona.
 La pandemia ha evidenziato e amplificato il dolore, la solitudine, la povertà e le ingiustizie di cui già tanti soffrivano, e ha smascherato le nostre false sicurezze, dice papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata. 
La parola di Dio, annunciata e testimoniata, riaccende la speranza e la creatività per esprimere la compassione e la vicinanza di Dio. 
Nel rispetto delle norme sanitarie, è urgente mettere in campo la prossimità, la compassione, la misericordia: atteggiamenti che ci permettono di creare «una comunità di appartenenza e di solidarietà, alla quale destinare tempo, impegno e beni» (Fratelli tutti, 36).
 La Giornata missionaria allarga gli orizzonti, nella reciprocità del dare e del ricevere, guardando a tutti i cinque continenti. 
Forse non è abbastanza noto che il contributo, anche in denaro, che leghiamo a questa Giornata come gesto concreto per “le missioni” è raccolto con tanto impegno e abnegazione anche nelle chiese dei Paesi più poveri. 
Si dona e si riceve, nei modi che sono più consoni alla comunicazione del Vangelo.
In un luogo arriverà l’aiuto economico per un’opera sociale, in un altro giungerà un missionario per l’animazione e il ministero. 
Tutti infatti, anche con un piccolo apporto, possono farsi carico delle necessità dell’annuncio e così far conoscere ciò che portiamo di più vero nella nostra vita. 
La missione è l’identità della comunità ecclesiale, essa esiste per evangelizzare
don Roberto Ponti, ssp


VERSO IL SINODO