sabato 16 settembre 2023

PERDONARE SEMPRE! -

 17 settembre 2013

 XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

PERDONARE  SEMPRE!


Quante volte devo perdonare? Buon senso, opportunità, giustizia umana sono termini insufficienti per comprendere adeguatamente la morale cristiana; e non solo perché Cristo è venuto a perfezionare la legge. “Occhio per occhio e dente per dente”, come fu detto agli antichi è una norma che Cristo, nella sua autorità di legislatore supremo, dichiara superata. 
Ma c’è qualche cosa di più. Dopo la morte redentiva di Cristo l’uomo si trova in una situazione nuova: l’uomo è un perdonato. 
Il debito gli è stato rimesso, la sua condanna cancellata. “Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio” (2Cor 5,21).
 Il Padre ormai ci vede in Cristo: figli giustificati. Il mio peccato può ancora indebolire il mio rapporto filiale con il Padre, ma non può eliminarlo. Più che dal suo peccato l’uomo è determinato dal perdono infinitamente misericordioso di Dio: “Il peccato dell’uomo è un pugno di sabbia - così san Serafino di Sarov - la misericordia divina un mare sconfinato”. 
La miseria umana s’immerge nell’accoglienza purificatrice di Dio. Se questa è la novità portata da Cristo, anche il perdono umano deve adeguarsi ai parametri divini: “Siate misericordiosi come misericordioso è il Padre vostro” (Lc 6,36).
 Se il Padre guarda l’uomo come perdonato in Cristo, io non lo posso guardare come un condannato.
 Se il Padre ci accoglie in Cristo così come siamo per trasfigurarci in lui, l’accoglienza benevola diventa un bisogno della vita, una beatitudine. 
La comunità cristiana non pretende di essere una società di perfetti, ma vuole essere un luogo di perdono, una società di perdonati che ogni giorno gusta la gioia della benevolenza paterna e desidera renderla manifesta nel perdono reciproco.
 

Intenzioni Sante Messe

SABATO  16          Ore 19.00: Def. Fam. Bedin Fulvio; Cavinato Ottorino e Mozzo Antonietta; Caon Pierina, Pedron Sergio e Veneranda; Tonello Dante; Famiglia Tonello Raffaele e figlie; Famiglia Olindo Libralon e figli; Cavinato Dino; Libralon Mario e Cavinato Maria; Bedin Sonia (settimo); Penello Assunta.

DOMENICA 17 XXIV Domenica del Tempo Ordinario. Ore 9.30: Bertapelle Luca, Armando e Maria; Maggiolo Fabio, Ruggero e nonni; Gallo Pericle; Caon Luciano; Dalle Fratte Ivo; Tosato Sante e genitori; Def. Fam. Spanesi Ferdinando. Ore 11.00: Pro Populo.

Lunedì  18   Ore 8.00:  .

MARTEDì  19 Ore  18.00: .

MERCOLEDì  20 Ore 8.00:  .

GIOVEDì  21  Ore 18.00:  Bragagnolo Renato e Palma.

VENERDì  22 Ore 8.00:  .

SABATO  23  Ore 19.00:  Bedin Giovanni e Ometto Regina.

DOMENICA 24 XXV Domenica del Tempo Ordinario. Ore 9.30: Nicoletti Lino e Fam. Def., Zanon Regina e Pasquale, Carraro Maria e Marchetto Bruno, Massarotto Gino e Settimo Livia; Rizzato Rizzieri; Schiavo Virginia (Teresa); Fabian Adriano; Morosinotto Luigi e Alice; Bertapelle Marcello; Badan Bruno; Costa Luigi; Nalesso Dino, Adelina, Luigi, Giorgio e Anna; Bedin Angelo. Ore 11.00: Pro Populo.

Incontri

Martedì ore 21.00 Incontro-prove per  il gruppo della Corale parrocchiale.

Avvisi.

· Oggi, la terza domenica del mese, secondo l’impegno di Carità che ci siamo dati raccogliamo gli alimenti per i poveri che fanno riferimento alla nostra parrocchia.

· Martedì 19 settembre, alle ore 21.00, a Campodarsego, ci sarà l’incontro del Coordinamento Pastorale Vicariale (CPV).

· Sabato 23 settembre celebrano il loro matrimonio nella nostra chiesa parrocchiale: Stefano Sato e Beatrice Vendramin; a questi due giovani sposi che abiteranno nella nostra parrocchia vanno i nostri più sinceri auguri di ogni bene.

· Domenica 24 settembre, alle ore 11.00, accoglieremo nella nostra comunità parrocchiale col Battesimo: Alessandro Pinturi di Damiano e Roberta Zanon e Ambra Massarotto di Daniele e Barbara Marchetto; a questi bambini e ai loro genitori i nostri più sinceri auguri di ogni bene.

· Domenica 24 settembre celebriamo con tutta la Chiesa la Giornata Mondiale dei Migranti e dei Rifugiati, pregheremo e raccoglieremo il nostro contributo…

· Domenica 24 settembre invito tutti i ragazzi della catechesi alla santa messa delle ore 9.30, con la quale riprende il percorso dell’iniziazione cristiana per tutti i gruppi dopo la pausa estiva; al termine della messa i catechisti incontrano i diversi gruppi e danno loro il calendario degli incontri.

Misericordiosi perché Dio fa cosi


Chi conserva l’ira verso un altro uomo, come può chiedere al Signore la guarigione?». Se Dio, grande e magnanimo accoglie le nostre suppliche e perdona le nostre offese, anche noi dobbiamo usare pietà e misericordia verso i nostri fratelli, anche se sono colpevoli verso di noi (I Lettura). San Paolo offre un forte motivo di perdono delle offese: con il Risorto noi formiamo un solo corpo, per cui non viviamo più per noi stessi, ma per il Signore al quale apparteniamo (II Lettura). Come lui, anche noi dobbiamo saper vivere e morire per i fratelli. A Pietro che domanda al Signore se deve perdonare solo fino a sette volte, Gesù risponde: «Fino a settanta volte sette» (Vangelo). Le caratteristiche del perdono cristiano sono quelle di perdonare tutti indistintamente, sempre e in ogni circostanza. Se perdoniamo solo a coloro a cui ci conviene, perché più forti di noi o a noi necessari, non siamo sulla scia del vero perdono. Il tale che aveva un debito di diecimila talenti siamo tutti noi, che usiamo male i doni che Dio ci elargisce. Se lui continua a credere in noi, anche noi dobbiamo dare credito all’altro. Non perdoniamo allora perché ci aspettiamo un ravvedimento, ma perché Dio fa così
don Donato Allegretti 

Quante volte  dovrò perdonare il fratello  ostinato nel peccato?
E’ una domanda legittima: perdonare non è facile.  
Nel Vangelo ascoltiamo la risposta di Gesù a Pietro con la parabola del servo malvagio che graziato dal padrone, non sa perdonare il compagno.  
Perdonare  “fino a settanta volte sette” non è impossibile per chi sa riconoscere di essere stato  a sua volta perdonato da Dio.

Prima lettura        Sir 27,33-28,9
Perdona l’offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati.
 
Dal libro del Siràcide
 
Rancore e ira sono cose orribili,
e il peccatore le porta dentro.
Chi si vendica subirà la vendetta del Signore,
il quale tiene sempre presenti i suoi peccati.
Perdona l’offesa al tuo prossimo
e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati.
Un uomo che resta in collera verso un altro uomo,
come può chiedere la guarigione al Signore?
Lui che non ha misericordia per l’uomo suo simile,
come può supplicare per i propri peccati?
Se lui, che è soltanto carne, conserva rancore,
come può ottenere il perdono di Dio?
Chi espierà per i suoi peccati?
Ricòrdati della fine e smetti di odiare,
della dissoluzione e della morte e resta fedele ai comandamenti.
Ricorda i precetti e non odiare il prossimo,
l’alleanza dell’Altissimo e dimentica gli errori altrui.
Parola di Dio
 
 
Salmo responsoriale    Sal 102
 
Il Signore è buono e grande nell’amore.
 
Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.
 
Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia.
 
Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe.
 
Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe.
 
 
 
Seconda lettura    Rm 14,7-9
Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore.
 
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
 
Fratelli, nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore.
Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore.
Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi.
Parola di Dio
 
Canto al Vangelo (Gv 13,34)
 
Alleluia, alleluia.
Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore:
come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
 
 
Vangelo     Mt 18,21-35
Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
 
+ Dal Vangelo secondo Matteo
 
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
Parola del Signore







Calendario liturgico: (18-24 settembre 2023)

18 L Sia benedetto il Signore, che ha dato ascolto alla voce della mia supplica.

Un pagano riconosce l’autorità e l’efficacia della parola di Cristo: per la sua fede il suo servo viene guarito. S. Giuseppe da Copertino; S. Eustorgio; S. Arianna.
1Tm 2,1-8; Sal 27; Lc 7,1-10.

19 M Camminerò con cuore innocente. Solo Cristo può dire a una madre «Non piangere»: egli non solo sa consolare, ma anche ridare la vita a chi muore. S. Gennaro (mf); S. Mariano; S. Ciriaco.
1Tm 3,1-13; Sal 100; Lc 7,11-17.

20 M Ss. Andrea Kim Tae-gôn, Paolo Chông Ha-sang e c. (m, rosso). Grandi sono le opere del Signore. Gesù rimprovera chi non lo ascolta: lui è la Sapienza a cui i discepoli devono prestare ascolto .S. Eustachio.
1Tm 3,14-16; Sal 110; Lc 7,31-35.

21 G S. Matteo ap. ev. (f, rosso). Per tutta la terra si diffonde il loro annuncio. Gesù vede Levi e lo chiama: «Seguimi». Egli risponde alla chiamata e cambia la sua vita. S. Maura.
Ef 4,1-7.11-13; Sal 18; Mt 9,9-13.

22 V Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Gesù annunzia la buona novella del Regno assistito dai Dodici e da alcune donne. S. Maurizio; S. Silvano; S. Emerita.
1Tm 6,2c-12; Sal 48; Lc 8,1-3.

23 S S. Pio da Pietrelcina (m, bianco). Presentatevi al Signore con esultanza. Il seme del Vangelo è buono: sta a noi trasformare le nostre vite in campi fertili. Ss. Zaccaria ed Elisabetta; S. Lino.
1Tm 6,13-16; Sal 99; Lc 8,4-15.

24 D XXV Domenica del T.O. / A. XXV sett. del T.O. - I sett. del Salterio. B.V. Maria della Mercede. Is 55,6-9; Sal 144; Fil 1,20c-24.27a; Mt 20,1-16.

Elide Siviero

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