sabato 25 febbraio 2023

Perdonaci, Signore: abbiamo peccato. 26 febbraio 2023

26 febbraio 2023

PRIMA DOMENICA di QUARESIMA 

Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.


Gesù viene presentato come il nuovo Adamo che, contrariamente al primo, resiste alla tentazione.
 Ma egli è anche il rappresentante del nuovo Israele che, contrariamente al popolo di Dio durante la traversata del deserto che durò quarant’anni, rimette radicalmente la sua vita nelle mani di Dio - mentre il popolo regolarmente rifiutava di essere condotto da Dio.
In ognuno dei tre tentativi di seduzione, si tratta della fiducia in Dio. Si dice, nel Deuteronomio (Dt 6,4): “Ascolta, Israele: Il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze”. Significa esigere che Dio sia il solo ad essere amato da Israele, il solo di cui fidarsi. Ciò significa anche rinunciare alla propria potenza, a “diventare come Dio” (Gen 3,5).
A tre riprese, Satana tenta Gesù a servirsi del suo potere: della sua facoltà di fare miracoli (v. 3), della potenza della sua fede che pretenderebbe obbligare Dio (v. 6), della dominazione del mondo sottomettendosi a Satana e al suo governo di violenza (v. 9). 
Gesù resiste perché Dio è nel cuore della sua esistenza, perché egli vive grazie alla sua parola (v. 4), perché egli ha talmente fiducia in lui che non vuole attentare alla sua sovranità né alla sua libertà (v. 7), perché egli sa di essere impegnato esclusivamente a servirlo (v. 10).
 

Intenzioni Sante Messe

DOMENICA  26      I Domenica di Quaresima. Ore 9.30: Nicoletti Lino e Fam. Def., Zanon Pasquale, Carraro Maria, Marchetto Bruno, Massarotto Gino e Settimo Livia, Badan Bruno; Mazzon Bruno; Rizzato Dina.

Lunedì  27  Ore 8.00: 

MARTEDì  28 Ore 15.00:  Scapin Igino e Palmira.

MERCOLEDì  01.03 Ore  8.00:  .

GIOVEDì  02   Ore 15.00:  Scapin Giancarlo.

VENERDì  03 Ore 8.00:  .

SABATO 04 Ore 18.30:   Virgis Elio e Pasquali Ada; Dalle Fratte Genesio e Fam. Def. .

DOMENICA  05 II Domenica di Quaresima. Ore 9.30: Spanesi Elio e Fam. Def.; Bertapelle Pietro, Agnese, Delfina, Gemma, Mario e Favaro Agnese; Milani Mario e  Gherlenda Antonia.


Incontri

Martedì ore 21.00 Incontro-prove per  il gruppo della Corale parrocchiale.

Avvisi

· Oggi dopo la Messa delle ore 9.30 coi ministri straordinari porteremo la Comunione agli ammalati.

· Oggi, alle ore 15.00, in Centro  parrocchiale l’incontro per i genitori dei ragazzi del 1° Discepolato  2^ Tappa (ragazzi di 4^ elementare).

· Lunedì 27 febbraio e mercoledì 1 marzo, alle ore 20.30, a Fiumicello ci sarà  un Corso base per catechisti.

· Giovedì 2 marzo, alle ore 20.30, a Campodarsego, ci saranno: I giovedì degli educatori AC.

· Venerdì 3 marzo è il primo venerdì del mese, nella mattinata, coi ministri straordinari porteremo la Comunione agli ammalati.

· Sabato 4 marzo, alle ore 16.00, in chiesa, ci sarà il rito della Consegna del padre Nostro per i ragazzi  del Primo Discepolato 2^ tappa (i ragazzi di 4^ elementare).

· Domenica 5 marzo, alle ore 15.00, in Centro parrocchiale, ci sarà l’incontro per i genitori dei ragazzi del Primo Discepolato 3^  tappa (ragazzi di 5^ elementare).

 

LE TAPPE DEL SINODO

Febbraio - marzo 2023: I membri dell’Assemblea Sinodale prendono visione delle proposte inviate dai 1400 Gruppi di discernimento, che si sono incontrati fino a dicembre. Preghiamo perché lo Spirito li assista e li sostenga nel loro lavoro.

 

GUIDATI DALLA PAROLA


La Quaresima è tempo di prova e di discernimento. 
Ci conduce verso la Pasqua ponendoci la domanda: chi vogliamo essere? Vogliamo assomigliare al primo Adamo oppure al nuovo Adamo, Gesù Cristo? Adamo, messo alla prova, cede alla tentazione e disobbedisce alla Parola di Dio. 
Il nuovo Adamo vince il ten- tatore perché custodisce la Parola di Dio nel cuore, e la Parola lo custodisce nella relazione filiale con il Padre. Gesù è e rimane figlio perché a ogni tentazione risponde lasciandosi guidare dalle Scritture e opponendo alla parola del divisore quella del Padre, che non separa, ma crea comunione. 
Ecco come vivere bene il cammino verso la Pasqua: ascoltare la Parola di Dio, meditarla e pregarla, così da renderla luce per i nostri passi, lampada sul cammino. 
La Parola di Dio ci fa anche una grande promessa, come Paolo annuncia ai Romani: se per la caduta di un solo uomo si è riversata sull’umanità la condanna, per l’opera giusta di un solo uomo si riversa su tutti noi la giustizia di Dio, che ci dà vita. Il cammino quaresimale va perciò vissuto nella gioia di chi sa – così ci fa pregare il Salmo 50 – che il proprio cuore è stato ricreato dalla misericordia di Dio.
fr. Luca A. Fallica, Comunità Ss. Trinità di Dumenza



La disobbedienza di Adamo, spinto dal maligno a determinare da sé ciò che è bene e ciò che è male, è riparata dall’obbedienza di Gesù Cristo, che esce vittorioso dalla prova delle tre tentazioni.
 Appoggiandosi sulla Parola di Dio, il Cristo aderisce fedelmente al suo progetto di salvezza per l’umanità
 
 
Prima lettura    Gen 2,7-9; 3,1-7
La creazione dei progenitori e il loro peccato.
 
Dal libro della Gènesi
 
Il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente.
Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male.
Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: “Non dovete mangiare di alcun albero del giardino”?». Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: “Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete”». Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male».
Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.
Parola di Dio
 
 
 
Salmo responsoriale    Sal 50
 
Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.
 
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.
 
Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto.
 
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
 
Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.
 
 
Seconda lettura    Rm 5,12-19
Dove ha abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia.
 
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
 
Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato.
Fino alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti. E nel caso del dono non è come nel caso di quel solo che ha peccato: il giudizio infatti viene da uno solo, ed è per la condanna, il dono di grazia invece da molte cadute, ed è per la giustificazione. Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo.
Come dunque per la caduta di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l’opera giusta di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione, che dà vita. Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti.
Parola di Dio.
 
Canto al Vangelo (Mt 4,4b)
 
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
 
 
Vangelo    Mt 4,1-11
Gesù digiuna per quaranta giorni nel deserto ed è tentato.
 
+ Dal Vangelo secondo Matteo
 
In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.
Parola del Signore




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Per i  bambini






 QUARESIMA 2023


1a domenica di Quaresima - 26 febbraio 2023

Entro nel testo

Dal Vangelo di Matteo

In quel tempo Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, dì che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù!». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Mi lascio ispirare

Rabbia Dalla fiducia in Dio la vera forza

La prima domenica di Quaresima incontriamo sempre il Vangelo delle tentazioni; quest’anno è nella versione dell’evangelista Matteo ed è abbinato come prima lettura al capitolo terzo della Genesi, quando Adamo ed Eva si lasciano sedurre dal tentatore e non si fidano più di Dio. Il serpente, strisciando, insinua il dubbio: e se Dio vi nascondesse qualcosa? Gli uomini si fidano di lui piuttosto che del Signore e così perdono il giardino delle delizie che Dio aveva preparato per loro, il paradiso terrestre. Anche Gesù è stato tentato da Satana; anche con lui il diavolo ha provato ad insinuare il sospetto, per ben due volte; alla terza tentazione il diavolo ha lasciato cadere la maschera e ha detto esplicitamente quello che voleva: lascia Dio e fidati di me! Ma Gesù non ha ceduto; la sua fiducia in Dio non ha vacillato neppure per un momento. Non si è nemmeno messo a discutere con satana, ma ad ogni proposta ha opposto un’obiezione secca. Noi purtroppo assomigliamo di più ad Adamo ed Eva; di fronte alla tentazione facciamo fatica, ci lasciamo confondere e troppe volte, nonostante i più bei propositi, cediamo. Che rabbia! Ma perché facciamo così fatica? Per di più, a cosa serve sapere che Gesù è così forte, così sicuro? Rischia di farci ancora più rabbia, perché noi non siamo come lui! Non dimentichiamo che la parola ‘Vangelo’ vuol dire “Buon annuncio”; e il buon annuncio oggi è questo: il diavolo non è invincibile, Gesù lo ha sconfitto. È vero che il tentatore è abile; ma c’è chi l’ha vinto, aprendoci una strada. 

Rifletto...

  • Quando mi sono accorto di aver dato ascolto alla tentazione, di averci dialogato, di essermi lasciato confondere e così cadere?

  • So riconoscere la voce del Signore che chiede di fidarmi di Lui e così allontanare il tentatore?  
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La rabbia e il suo potenziale costruttivo

La rabbia è una delle emozioni di base, universale, che appartiene all’esperienza umana ed ha una funzione adattiva, che risiede nell’istinto di difendersi per sopravvivere nell’ambiente in cui ci si trova e nel rispondere ad un’ingiustizia, subita o percepita. Davanti a un’esperienza di rabbia possiamo reagire in tanti modi diversi: alcune persone sono più propense a tenere tutto dentro; altre cercano di non pensarci; altre la sfogano con parole o comportamenti. Quando la rabbia degenera e va oltre la sua funzione adattiva, parliamo di collera, un’emozione ingombrante, scatenata anche da minimi stress, controproducente per sé stessi, oltre che per gli altri. Sul versante opposto si colloca, in mani era altrettanto problematica, l’inibizione della rabbia, quando non si è stati incoraggiati ad esprimerla ma, al contrario, si è cresciuti con il divieto, anche implicito, di prendere parte a qualsiasi forma di conflitto interpersonale. Diversi studi hanno evidenziato che questo meccanismo inconsapevole predispone maggiormente alla depressione. Intraprendendo un percorso volto al riconoscimento della catena di pensieri, reazioni emotive e comportamenti che si attivano in relazione a stimoli interni od esterni, è possibile trasformare la rabbia in grinta, in energia creativa al servizio di valori e di progetti che si intende perseguire.

Una voce dalla Palestina

Prima di arrivare a Gerusalemme la parola ‘rabbia’ non entrava nel mio orizzonte. Invece proprio nella Città Santa questa emozione mi ha schiaffeggiato appena arrivata negli scontri tra i ragazzi del quartiere arabo dove abitiamo e i soldati israeliani. Mi ha travolta nella sua voragine di violenza nella guerra di Gaza, mi ha sconvolta nel subire le sassaiole ricorrenti, gli attacchi con molotov e gas lacrimogeno nel nostro giardino, nelle conversazioni sui mezzi pubblici, nelle umiliazioni perpetrate quotidianamente nei check point, nei soprusi dell’esercito, nella frustrazione e la disperazione dei giovani. Dopo pochi mesi dal mio arrivo la rabbia era già parte abituale delle mie giornate e, senza accorgermene, ne diventavo anch’io vittima e attrice. Dal vortice della rabbia mi ha salvato l’incontro: l’amicizia e la collaborazione con israeliani e palestinesi a entrambi i lati del Muro di separazione e l’ascolto attento delle storie, delle narrative e delle ferite di ogni persona che incontravo. Per questo si costruiscono muri su tanti confini, e si nutrono differenze e nazionalismi: perché l’incontro con il volto dell’altro umanizza la relazione e costruisce relazione e nel farlo guarisce la rabbia, sconfigge la paura e crea possibilità di futuro.

Suor Alicia - Missionaria Comboniana

“Quando ti viene un pensiero di rabbia, di scontento fermati: ma Signore dove stai e dove sto andando io? E il Signore è lì e ti darà la parola giusta, il consiglio per andare avanti senza questo succo amaro del negativo”. […]  “Ogni giorno che inizia, se accolto nella preghiera, si accompagna al coraggio, così che i problemi da affrontare non siano più intralci alla nostra felicità, ma appelli di Dio, occasioni per il nostro incontro con Lui”. (Papa Francesco)








Calendario liturgico: 27 Febbraio - 5 Marzo 2023

27 L Le tue parole, Signore, sono spirito e vita. Ogni cosa, anche la più piccola, fatta per amore, Dio la considera come fatta a sé stesso. S. Gregorio di Narek; S. Onorina; S. Gabriele dell’Addol. Lv 19,1-2.11-18; Sal 18; Mt 25,31-46


28 M Il Signore libera i giusti da tutte le loro angosce. Gesù ci insegna la preghiera che ci fa entrare in relazione con il Padre per vivere da figli. S. Romano; B. Daniele Brottier. Is 55,10-11; Sal 33; Mt 6,7-15

1 M Tu non disprezzi, o Dio, un cuore contrito e affranto. Il segno di Giona è la Pasqua, cioè la morte e la risurrezione del Signore, che solo la fede può riconoscere. S. Felice III; S. Albino; B. Cristoforo da Milano. Gn 3,1-10; Sal 50; Lc 11,29-32

2 G Nel giorno in cui ti ho invocato mi hai risposto. Chiedere nella preghiera ci permette d’imparare a ricevere quello che Dio vuole donarci. S. Troadio; S. Angela della Croce; B. Carlo Bono. Est 4,17n.p-r.aa-bb.gg-hh (NV); Sal 137; Mt 7,7-12

3 V Se consideri le colpe, Signore, chi ti può resistere? Il precetto antico trova la sua vera spiegazione in Gesù che porta a compimento la Legge nell’amore. Ss. Marino e Asterio; S. Cunegonda; B. Innocenzo da Berzo. Ez 18,21-28; Sal 129; Mt 5,20-26.

4 S Beato chi cammina nella legge del Signore. Se preghiamo, sarà Dio stesso ad abitare in noi, a perdonare in noi, ad amare in noi. S. Casimiro; S. Giovanni A. Farina; B. Umberto di Savoia. Dt 26,16-19; Sal 118; Mt 5,43-48


5 D II Domenica di Quaresima / A. II sett. di Quaresima / A - II sett. del Salterio. S. Teofilo; S. Adriano di Cesarea. Gen 12,1-4a; Sal 32; 2Tm 1,8b-10; Mt 17,1-9. 

Lucia Giallorenzosco)


 n. 505    Il Risveglio


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