sabato 6 novembre 2021

 7 novembre 2021

Un cuore puro, una fede autentica 

Gesù contrappone qui due tipi di comportamento religioso.
 Il primo è quello degli scribi pretenziosi che si pavoneggiano ed usano la religione per farsi valere. Gesù riprende questo atteggiamento e lo condanna senza alcuna pietà. 
Il secondo comportamento è invece quello della vedova povera che, agli occhi degli uomini, compie un gesto irrisorio, ma, per lei, carico di conseguenze, in quanto si priva di ciò di cui ha assolutamente bisogno. 
Gesù loda questo atteggiamento e lo indica come esempio ai suoi discepoli per la sua impressionante autenticità.
 Non è quanto gli uomini notano che ha valore agli occhi di Dio, perché Dio non giudica dall’apparenza, ma guarda il cuore (1Sam 16,7). 
Gesù vuole che guardiamo in noi stessi. 
La salvezza non è una questione di successo, e ancor meno di parvenze. 
La salvezza esige che l’uomo conformi le azioni alle sue convinzioni. In tutto ciò che fa, specialmente nella sua vita religiosa, l’uomo dovrebbe sempre stare attento a non prendersi gioco di Dio. Scrive san Paolo: “Non vi fate illusioni; non ci si può prendere gioco di Dio. 
Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato” (Gal 6,7).
Il Signore chiede che si abbia un cuore puro, una fede autentica, una fiducia totale. Questa donna non ha nulla. È vedova, e dunque senza appoggio e senza risorse.
 È povera, senza entrate e senza garanzie. Eppure dà quello che le sarebbe necessario per vivere, affidandosi a Dio per non morire. 
Quando la fede arriva a tal punto, il cuore di Cristo si commuove, poiché sa che Dio è amato, e amato per se stesso. 
L’avvenire della Chiesa, il nostro avvenire, per i quali le apparenze contano tanto, è nelle mani di questi veri credenti.



Intenzioni Sante Messe

DOMENICA  07       XXXII Domenica del Tempo Ordinario. Ore 9.00: Bertapelle Armando; Bertapelle Luca; Badan Bruno; Rosso Maria e genitori; Bertapelle Pietro, Agnese, Gemma e Delfina; Def. Fam. Bellotto Anna; Def. Fam. Mazzon Sergio. Ore 11.00: Pro Populo.

LUNEDì  08 Ore 8.00:  Secondo l’intenzione dell’offerente.

MARTEDì  09 Ore 15.00: Nicoletti Arturo (anniversario) e Spinello Irma; Brugnaro Dante e Cavinato Clementina.

MERCOLEDì  10 Ore 8.00:  .

GIOVEDì  11 Ore 15.00:  Tonello Silvano.

VENERDì  12 Ore  8.00:  Bragagnolo Antonio, mamma e papà.

SABATO  13 Ore 18.30. Nicoletti Lino e Marchetto Bruno; Agostini Sereno e Dorina; Cavinato Albano, Dirce, Giovanni, Lucia e Suor Luisa; Def. Fam. Bevilaqua; Cavinato Ottorino e Mozzo Antonietta; Def. Fam. Bedin Marcello; Def. Fam. Tonello Irma.

DOMENICA  14 XXXIII Domenica del Tempo Ordinario. Ore 9.00: Dalle Fratte Ivo; Rosso Maria e genitori; Gallo Pericle, Caregnato Walter e Pinton Nevio; Bertapelle Pietro, Agnese, Gemma e Delfina; Def. Fam. Bellotto Anna; Def. Fam. Mazzon Sergio; Bedin Giorgio. Ore 11.00: Pro Populo.


Avvisi

· Ogni martedì alle ore 21.00, in chiesa, ci sono le prove della Corale Parrocchiale, chi vuole partecipare e quindi diventare cantore nella nostra Corale può partecipare sarà davvero il benvenuto!

· Mercoledì 10 novembre, alle ore 20.45, in sala Borsi, ci sarà l’incontro per i genitori dei ragazzi del 1° Discepolato 3^ Tappa (genitori dei ragazzi di 5^ elementare).

· Venerdì 12 novembre, alle ore 21.00, in sala Borsi, ci sarà un incontro organizzativo per la Chiarastella. Questo è anche il momento in cui si verifica la disponibilità e l’impegno che richiede questa iniziativa: è quindi necessario sapere se ci saranno o no persone che vogliano impegnarsi in questa iniziativa, invito quindi chi è interessato ad essere presente.

· Sabato 13 novembre, ci sarà la Consegna della Croce ai ragazzi del 1° Discepolato 2^ Tappa (ragazzi della 4^ elementare) invito tutti a ricordare nella loro preghiera questi ragazzi che raggiungono questa importante tappa nel loro itinerario di formazione cristiana.

· Domenica 14 novembre celebriamo la Giornata del Ringraziamento, una domenica in cui ringraziamo il Signore per tutto ciò che ci dona ogni giorno, all’offertorio delle messe porteremo dei doni come ringraziamento...

· Domenica 14 novembre, alle ore 14.30, in sala Borsi, le volontarie del Cif organizzano la Tombola per i nonni della terza età, ricordano di portare il Green pass.

· Domenica 14 novembre, dopo la messa delle ore 9.00, coi ministri straordinari porteremo la Comunione agli ammalati.

 


Il culto gradito a Dio non è fatto di cose esteriori o della rinuncia del superfluo. 
Nella vedova del Vangelo Gesù indica come modello chi a Dio offre tutto, anche l’unico sostegno che gli resta per sopravvivere. 
l più grande sacrificio che si può fare per Dio è una fede pura che si affida a lui.

 
Prima lettura       1Re 17,10-16
La vedova fece con la sua farina una piccola focaccia e la portò a Elia.
 
Dal primo libro dei Re
 
In quei giorni, il profeta Elia si alzò e andò a Sarèpta. Arrivato alla porta della città, ecco una vedova che raccoglieva legna. La chiamò e le disse: «Prendimi un po’ d’acqua in un vaso, perché io possa bere».
Mentre quella andava a prenderla, le gridò: «Per favore, prendimi anche un pezzo di pane». Quella rispose: «Per la vita del Signore, tuo Dio, non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po’ d’olio nell’orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a prepararla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo».
Elia le disse: «Non temere; va’ a fare come hai detto. Prima però prepara una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio, poiché così dice il Signore, Dio d’Israele: “La farina della giara non si esaurirà e l’orcio dell’olio non diminuirà fino al giorno in cui il Signore manderà la pioggia sulla faccia della terra”».
Quella andò e fece come aveva detto Elia; poi mangiarono lei, lui e la casa di lei per diversi giorni. La farina della giara non venne meno e l’orcio dell’olio non diminuì, secondo la parola che il Signore aveva pronunciato per mezzo di Elia.
Parola di Dio
 
 
Salmo responsoriale     Sal 145
 
Loda il Signore, anima mia.

 
Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.
 
Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.
 
Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.
 
 
 
Seconda lettura       Eb 9,24-28 
Cristo si è offerto una volta per tutte per togliere i peccati di molti.

Dalla lettera agli Ebrei
Cristo non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore. E non deve offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui: in questo caso egli, fin dalla fondazione del mondo, avrebbe dovuto soffrire molte volte.
Invece ora, una volta sola, nella pienezza dei tempi, egli è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E come per gli uomini è stabilito che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una sola volta per togliere il peccato di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione con il peccato, a coloro che l’aspettano per la loro salvezza.
Parola di Dio
 

Canto al Vangelo (Mt 5,3)
 
Alleluia, alleluia.
Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.     Alleluia.
 
 
Vangelo      Mc 12,38-44
Questa vedova, nella sua povertà, ha dato tutto quello che aveva.
 
+ Dal Vangelo secondo Marco
 
In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. 
Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».
Parola del Signore.






VERSO IL SINODO 





Perché un sinodo?

Sinodo. Questa parola viene dal greco “camminare insieme”. Il vescovo Claudio ha chiamato tutti noi ad un grande cammino di riflessione, ascolto, racconto e sogno per il futuro, che durerà alcuni anni e punta al rinnovamento del modo di essere Chiesa.  Chiede una indicazione per ripensare la Chiesa di domani: il Sinodo dà la parola a tutti, perché ciascuno possa dare il proprio contributo e perché dall’ascolto di tutti possano nascere scelte significative. Il tempo di pandemia che stiamo vivendo, che ha scardinato ciò a cui eravamo abituati, è un tempo propizio per ascoltarci davvero.

Il vescovo Claudio nell'omelia per la celebrazione di Indizione del Sinodo (16 maggio 2021) ha sottolineato:

È arrivato il tempo di una comprensione di questa lunga esperienza per capire, dalle tracce lasciate dai nostri passi, dove lo Spirito ci sta orientando. Lo Spirito ha agito anche fuori dalla nostra storia diocesana attraverso molte e diverse manifestazioni, ma a noi è consegnata questa porzione di Chiesa, quella radicata in questa terra e in questa storia. È tempo quindi di una sintesi ecclesiale che permetta di guardare al futuro “insieme”, con un rinnovato coraggio; anzi con un rinnovato entusiasmo. Grazie al Cielo non ci sono rotture e tensioni straordinarie. Il nostro è tempo di pace e quindi è tempo favorevole per una riflessione serena e per scoprire la vocazione della nostra Chiesa patavina, per guardare con fiducia avanti.
D'altra parte questo tempo pome molte sfide a livello ecclesiale, sociale e soprattutto culturale: il Covid 19 le ha evidenziate e noi le accettiamo, obbedienti alla nostra vita concreta, come spazio per la missione di preparare ai nostri figli un domani e una terra, sempre promessa, "dove scorrono latte e miele".

IN SINTESI:


 



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