sabato 10 giugno 2023

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO : 11 giugno 2023

 11  giugno 2023

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO A)


Oggi festeggiamo il sacramento dell’Eucaristia che il Signore ci ha lasciato come segno della sua presenza, della sua realtà corporale, del suo sacrificio sulla croce e della vita eterna di cui ci ha reso partecipi. Gesù ce ne parla in termini di corpo e di cibo. La realtà del dono del Padre alla nostra umanità si esprime, dall’inizio alla fine, sotto forma di corpo. Si tratta dapprima della realtà carnale del corpo fatto di carne e sangue, che soffre e muore sulla croce. È questo corpo ferito che risorge e che Gesù dà da vedere e da toccare agli apostoli. Ma Gesù non si ferma qui. Suo corpo è anche la Chiesa (Col 1,18), corpo mistico di cui Cristo è la testa. Ed è infine questo corpo sacramentale che nutre coloro che lo mangiano: “Prendete e mangiate: questo è il mio corpo!” (Mt 26,26).

Già i primi cristiani paragonarono il corpo spezzato di Cristo al grano, macinato in farina per diventare pane, dopo essere stato mischiato all’acqua della vita e passato nel fuoco dello Spirito.
Questo pane spirituale, fatto dal grano del campo che è Gesù (Gv 15,1), divenendo, come il vino dell’Eucaristia, nostro cibo, nutre in noi la vita divina, che è vita eterna. E Gesù, ancora una volta, afferma: “Io sono”. Qui dice: “Io sono il pane”. Gesù costituisce il solo nutrimento che possa dare la vita divina. Chi non mangia di questo pane non avrà la vita in lui (Gv 6,53). Ecco perché noi celebriamo oggi la realtà umana e divina del Verbo fatto carne e anche quella del corpo risorto; ed ecco perché ci dà davvero quanto promesso. Attraverso lui, siamo concretamente in comunione con il nostro Dio. Bisogna essere presenti alla sua presenza reale.
 
Intenzioni Sante Messe

DOMENICA 11      Santissimo Corpo e Sangue di Cristo. Ore 9.30. Fabian Adriano; Agostini Sereno e Dorina; Latova Ester e Mario. Ore 11.00.  Scapin Samuele e Arino; Bertapelle Marcello; Salviato Giorgio.

Lunedì  12     Ore 8.00:  Bragagnolo Antonio e Caterina.

MARTEDì  13 Ore 19.30: Capitello di S. Antonio in Via Lardona: Cavinato Emilio; Nicoletti Lino, Zanon Regina, Marchetto Bruno, Massarotto Gino e Settimo Livia; Sgarbossa Antonio.

MERCOLEDì  1 4 Ore  8.00:  Tonello Silvano, Padre Tito ; Bruno Poletto.

GIOVEDì  15     Ore 15.00:  Michelazzo Gianni.

VENERDì  16 Sacro Cuore di Gesù. Ore 20.30:  Sgarbossa Antonio.

SABATO  17 Ore 19.00:  Def. Fam. Bedin Fulvio; Caon Pierina (trigesimo); Cavinato Ottorino e Mozzo Antonietta.

DOMENICA 18 XI Domenica del Tempo Ordinario. Ore 9.30. Maggiolo Fabio, Ruggero e Argio (anniv.); Gallo Pericle; Scapin Sante, Marianna e Regina. Ore 11.00. Dalle Fratte Ivo; Filippi Carlo e Calabresi Teresa.

Incontri

Martedì ore 21.00 Incontro-prove per  il gruppo della Corale parrocchiale.

Avvisi

· Come scrivevo già la scorsa domenica, oggi celebriamo coi  ragazzi e il loro genitori il termine di un anno catechistico, mi auguro che molti si fermino al pranzo delle famiglie sotto il capannone della sagra, è certamente un momento per fare e sentirsi famiglia o, se volete, comunità.

· Martedì, 13 giugno celebriamo la festa di S. Antonio, a cui siamo particolarmente devoti, avremo una sola santa messa nella giornata alle ore 19.30 al capitello di Via Lardona, ringraziamo la famiglia Cavinato che ci ospita sempre volentieri.

· Venerdì 16 giugno, celebriamo la festa liturgica del Sacro Cuore di Gesù, è la festa del nostro patrono; venerdì ci sarà una sola S. Messa alle ore 20.30, invito tutti a partecipare ...

· Domenica 18 giugno è la terza domenica del mese: secondo l’impegno di Carità che ci siamo dati raccoglieremo gli alimenti per i poveri che fanno riferimento alla nostra parrocchia; troverete quindi alle porte della chiesa i cesti per il vostro dono per i poveri.

· Domenica 18 giugno celebriamo la Giornata di Sostegno per le Attività pastorali della Diocesi, al termine delle messe troverete, prima di uscire, i cesti per la vostra offerta.

· Domenica 18 giugno, alle ore 11.00, avremo con noi l’Associazione AVIS che celebra la 51^ Festa del Donatore; dopo la messa saliremo al piano superiore della Scuola Materna dove verranno poste due targhe su due aule della catechesi, a ricordo di due nostre compaesane, Annamaria Libralon e Zita Caon, che hanno lasciato i loro beni per le necessità della Parrocchia...

 


Riconoscere l'immenso mistero che celebriamo


La manna era un cibo che il popolo d’Israele non conosce- va, e che gli stessi padri non avevano mai conosciuto. E noi conosciamo il dono dell’Eucaristia? Magari lo conosciamo troppo? Ci siamo abituati? 
Allora l’odierna festa è un’occasione splendida per riconoscere il santo mistero, l’immenso mistero che celebriamo. Gesù desiderò restarci vicino attraverso il pane e il vino consacrati dalle parole dei suoi sacerdoti.
 Fu esaudito! Il Padre gli ha concesso questo donarsi smisurato in cui si spoglia, e si consegna a noi, correndo il rischio di essere calpestato da sacrilegi e, peggio ancora, dall’indifferenza. 
Pur calpestato, non ha mai rinunciato, non rinuncia a donarsi: può darsi amore più grande? Davvero, era ed è immensa la sete di Gesù di donarci la Vita vera fin da quaggiù, e di farci diventare in lui un solo corpo. L’Eucaristia ci fa vivi, perché ci fa “uno”. È il pane dei pellegrini, per camminare verso l’Amore autentico, cioè verso il Cielo. 
Beati gli invitati alla mensa dell’Agnello!
fr. Antoine-Emmanuel, Frat. Monast. di Gerusalemme, Firen
ze



Obbedienti al comando di Gesù: «Fate questo in memoria di me», nell’Eucaristia, per la potenza dello Spirito Santo, siamo raggiunti, beneficati e salvati dalla Pasqua di morte e risurrezione del Signore. Chiediamo al Padre che faccia di noi membra vive dell’unico corpo di Cristo che è la Chiesa


Prima lettura     Dt 8,2-3.14-16
Ti ha nutrito di un cibo, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto.
 
Dal libro del Deuteronòmio
 
Mosè parlò al popolo dicendo:
«Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi.
Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore.
Non dimenticare il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz’acqua; che ha fatto sgorgare per te l’acqua dalla roccia durissima; che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri».
Parola di Dio
 
 
Salmo responsoriale     Sal 147
 
Loda il Signore, Gerusalemme.
 
Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.
 
Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce.
 
Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.
 



Seconda lettura     1Cor 10,16-17
Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo.
 
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
 
Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo?
Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane.
Parola di Dio
 
Sequenza
[Sion, loda il Salvatore,
la tua guida, il tuo pastore
con inni e cantici.
 
Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode,
non vi è canto che sia degno.
 
Pane vivo, che dà vita:
questo è tema del tuo canto,
oggetto della lode.
 
Veramente fu donato
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.
 
Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena
sgorghi oggi dallo spirito.
 
Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.
 
È il banchetto del nuovo Re,
nuova Pasqua, nuova legge;
e l'antico è giunto a termine.
 
Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l'ombra:
luce, non più tenebra.
 
Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena:
noi lo rinnoviamo.
 
Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino,
ostia di salvezza.
 
È certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino.
 
Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.
 
È un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero
realtà sublimi.
 
Mangi carne, bevi sangue;
ma rimane Cristo intero
in ciascuna specie.
 
Chi ne mangia non lo spezza,
né separa, né divide:
intatto lo riceve.
 
Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono:
mai è consumato.
 
Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte:
vita o morte provoca.
 
Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione
ben diverso è l’esito!
 
Quando spezzi il sacramento
non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte,
quanto nell’intero.
 
È diviso solo il segno
non si tocca la sostanza;
nulla è diminuito
della sua persona.]
 
Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.
 
Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell'agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.
 
Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.
 
Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.
 
 
Canto al Vangelo (Gv 6,51)

Alleluia, alleluia.
 
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore,
se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.
 
 
Vangelo    Gv 6,51-58
La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
 
 
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
 
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Parola del Signore



VIDEO   

Per i  bambini








28° Premio “Giovanni da Cavino”
per azioni tendenti ad elevare la dignità dell’uomo

 

 


17° Ex-tempore di scultura su legno
“Giovanni da Cavino”




  








  IL RISVEGLIO di GIUGNO   2023      
n. 508



28ª  edizione,   premio Giovanni da Cavino 
a  "IL RISVEGLIO"  periodo di Cavino
“Quale strumento di riscatto della
Comunità dalla prigionia del se”











L'inno eucaristico "Pace lingua"

«Canta, o lingua, il mistero del corpo glorio- so e del sangue prezioso che il Re delle nazioni, frutto benedetto di un grembo generoso, sparse per il riscatto del mondo»: così recita la prima strofa dell’inno eucaristico per eccellenza, conosciuto con il titolo latino di Pange lingua. La sua prima stesura viene tradizionalmente attribuita a Venanzio Fortunato († 607), ma venne ripreso da Tommaso d’Aquino, allorché papa Urbano IV decise di collocarlo nella liturgia del Corpus Domini, la nuova solennità istituita a Orvieto nel 1264, in seguito al miracolo eucaristico di Bolsena (1263). Tra i diversi canti eucaristici, il Pange lingua continua a occupare il primo posto anche a distanza di secoli dalla sua composizione. Il motivo lo si deve soprattutto al testo delle sue due ultime strofe (Tantum ergo), usate per la benedizione e u c a r i s t i c a , mentre l’uso dell’intero inno è previsto per la reposizione del SS.mo Sacramento nella solenne liturgia vespertina del Giovedì Santo, oltre che per tutte le processioni eucaristiche in ogni momento dell’anno. La struttura dell’inno e l’andamento fluente della melodia sono gli elementi della sua larga diffusione che, lungo i secoli, ha visto numerosi compositori cimentarsi con il testo dell’Aquinate: dalla Missa “Pange lingua” di Josquin Desprez († 1521) al più accessibile Tantum ergo di Lorenzo Perosi († 1956), interessando cori amatoriali e cori professionali, in un “concerto” di elaborazioni sul testo eucaristico che propone la meditazione sul mistero, grande e glorioso, del Corpo e Sangue di Cristo, offerto e versato per la redenzione del mondo. Difficilmente i canti moderni riescono a sintetizzare, per contenuto e musica, la teologia racchiusa nel Pange lingua, che trova il suo artefice nella meditazione di san Tommaso d’Aquino, considerato l’autore dell’intero Ufficio per la Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, oltre che degli inni che ne scandiscono la liturgia (come Panis angelicus e O salutaris hostia). La solennità annuale del Corpus Domini, che ci fa cantare l’inno sia nella liturgia delle Ore sia nella Messa, ci offre dunque l’occasione propizia per immergerci nell’adorazione del mistero eucaristico con il frutto di una teologia che ha saputo farsi canto.
M° Sergio Militello


Calendario liturgico: 12-18 Giugno 2023

12 L Gustate e vedete com’è buono il Signore. Chi accoglie la sapienza delle Beatitudini affronta le vicende della vita guidato dalla sapienza di Dio. S. Onofrio; S. Gaspare Bertoni. 2Cor 1,1-7; Sal 33; Mt 5,1-12a.


13 M S. Antonio di Padova (m, bianco). Risplenda su di noi la luce del tuo volto, Signore. I discepoli devono essere “sale e luce” attraverso l’impegno missionario nel mondo. S. Cetèo o Pellegrino. 2Cor 1,18-22; Sal 118; Mt 5,13-16.

14 M Tu sei santo, Signore, nostro Dio. Gesù è venuto non ad abolire, ma a dare compimento alla legge e ai profeti, con parole e opere di misericordia. Ss. Valerio e Rufino; S. Metodio. 2Cor 3,4-11; Sal 98; Mt 5,17-19.

15 G Donaci occhi, Signore, per vedere la tua gloria. Non ha senso presentare offerte a Dio se il proprio cuore non è in pace e riconciliato con il fratello. S. Vito; S. Bernardo da Mentone. 2Cor 3,15–4,1.3-6; Sal 84; Mt 5,20-26.

16 V Sacratissimo Cuore di Gesù / A (s, bianco). L’amore del Signore è per sempre. Gesù, mite e umile di cuore, benedice il Padre per aver rivelato il tesoro della sua Parola ai piccoli. Ss. Quirico e Giulitta. Dt 7,6-11; Sal 102; 1Gv 4,7-16; Mt 11,25-30. Giornata di santificazione sacerdotale.

17 S Cuore Immacolato della B.V. Maria (m, bianco). Il mio cuore esulta nel Signore, mio salvatore. Maria, non comprendendo le parole di Gesù dopo il ritrovamento nel Tempio, le custodisce nel suo cuore. S. Raniero. Is 61,9-11; Cant. 1Sam 2,1.4-8; Lc 2,41-51.

18 D XI Domenica del T.O. / A. XI sett. del T.O. - III sett. del Salterio. S. Gregorio Barbarigo. Es 19,2-6a; Sal 99; Rm 5,6-11; Mt 9,36–10,8
Lucia Giallorenzo

 
 


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