sabato 3 settembre 2022

Cristopunto di riferimento della e nella nostra vita 4 settembre

  4 settembre 2022


 
Cristo punto di riferimento della e nella nostra vita.


Voler essere discepoli del Cristo significa avere scelto e deciso di seguirlo, significa avere scelto Cristo come unico punto di riferimento della e nella nostra vita.
Lo seguiamo perché lo amiamo e perché abbiamo fondato su di lui, e solo su di lui, il nostro progetto di vita.
Vivremo, nonostante tutto, infedeltà ed errori quotidiani, ma non saranno questi a troncare la nostra sequela se sapremo accettarli e viverli come limite e quindi come parte della croce che ogni giorno ci è chiesto di portare. Una croce fatta di grandi e piccole sofferenze e miserie, ma è proprio l’adesione alla “nostra” croce la via per divenire e rimanere suoi discepoli.
La Chiesa, oggi e sempre, è costruita da chi ha il coraggio di affidarsi soltanto a Dio e seguire Gesù con totale abbandono e senza nessun compromesso.
 

Intenzioni Sante Messe

DOMENICA 04      XXIII Domenica del Tempo Ordinario. Ore 9.00. Bertapelle Armando; Bedin Maria; Pezzin Marilena; Caon Giuseppe e Mariarosa. Ore 11.00: Pro Populo.

Lunedì  05  Ore 8.00: .

MARTEDì  06  Ore 18.00:  Braghetto Odino.

MERCOLEDì  07   Ore 8.00:  … ; Ore 19.30: Bedin Maria (trigesimo) 

GIOVEDì  08  Ore 18.00: .

VENERDì  09  Ore 8.00:  .

SABATO  10  Ore 19.00: .Cavinato Ottorino e Mozzo Antonietta; Barbieri Silvano; Caon Rina, Albertina, Enedina e Antonietta

DOMENICA  11  XXIV Domenica del Tempo Ordinario. Ore 9.00. Fabian Adriano; Agostini Sereno e Dorina; Scapin Arino e Samuele; Def. Fam. Bellotto Anna; Caon Don Felice. Ore 11.00: Pro Populo.

Incontri

Martedì ore 21.00  Incontro-prove per  il gruppo della  Corale parrocchiale.

Avvisi

· Oggi accogliamo nella nostra comunità parrocchiale col Battesimo, Aurora Marzotto di Thomas e Ilaria Sabelli. A questa bambina e ai suoi genitori i nostri più sinceri auguri di ogni bene.

· Lunedì 5 settembre, alle ore 21.00, ci sarà un incontro della presidenza del Consiglio Pastorale.

· Giovedì 8 settembre, alle ore 21.00, in sala Borsi , si terrà il Consiglio Pastorale Parrocchiale.

· Domenica  11 settembre, dopo la messa delle ore 9.00 coi ministri straordinari porteremo la Comunione agli ammalati.

· Oggi è la prima domenica di settembre, il mese che tradizionalmente è dedicato alla preghiera e all’aiuto ai nostri seminari diocesani. Nelle domeniche di settembre seguiremo la proposta dell’Ufficio Pastorale delle Vocazioni della diocesi, soprattutto con le preghiere dei fedeli.  Il poster per il Mese del Seminario è costituito da due elementi grafici: un insieme di fotografie e una citazione biblica. Da una parte, le foto permettono di vedere volti e situazioni della vita del Seminario diocesano per cui pregare e nutrire affetto; un invito a conoscerlo, a visitarlo e a sostenerlo. Dall’altra, l’espressione «dono di Dio» è il miglior commento a queste immagini. L’espressione è presa dalla Seconda Lettera a Timòteo, che viene letta domenica 2 ottobre, giorno in cui si concluderà il mese dedicato al Seminario e si raccoglieranno le offerte. «Dono di Dio» è l’essere prete: il carisma del pastore; «Dono di Dio» è il prete per una comunità; «Dono di Dio» è il Seminario, luogo con una lunga storia spirituale e culturale che ha dato fisionomia alla nostra Diocesi ; «Dono di Dio» sono i seminaristi: comunità di giovani credenti che ricordano a tutti la preziosità di dedicare del tempo per scoprire e per vivere la propria vocazione, ciò che Dio desidera per la vita di ciascuno di noi.


MESSAGGIO FELICE MA NON FACILE

Gesù non illude la numerosa folla che va con lui e detta le condizioni per seguirlo (Vangelo). 

Chi si fa suo discepolo, accetta di non anteporre nulla a ciò che egli propone; mette in conto il distacco da affetti e beni; valuta saggiamente le sue parole, che non sono per gente irriflessiva e superficiale; non studia accomodanti astuzie per sfuggire alla logica della croce, è invece persuaso che da essa sprigiona la forza e la gioia liberante del Vangelo. 

Sì, il messaggio di Gesù è felice ma non facile, esigente e impegnativo, non assopisce ma inquieta. 

Interroga a fondo la nostra vita che, innestata in Cristo mediante il Battesimo, si snoda sulle orme del Maestro. 

Solo il ricorso alla sapienza che viene da Dio, suggerisce il libro della Sapienza (I Lettura), può supplire a limiti e fragilità umane, illuminare la penombra della nostra ragione, distoglierci dall’appiattimento sulla vita terrena e proiettarci verso ciò che è gradito al Signore. 

Così ha agito l’apostolo Paolo (II Lettura). Con la forza mite del Vangelo, egli ha fatto di uno schiavo un fratello nel Signore e ha indicato alla società del suo tempo, quando la schiavitù era norma, la via della fraternità.

don Giuliano Saredi, ssp



Stiamo attenti a non seguire il Cristo delle nostre fantasie, quello delle soluzioni facili, un Cristo che non sale sulla croce
. Non è il Vangelo che deve adattarsi a noi, ma siamo noi che dobbiamo conformarci al Vangelo, mettendo Cristo e la volontà del Padre prima di tutto e di tutti

Prima lettura   Sap 9,13-18
Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?
 
Dal libro della Sapienza

 
Quale, uomo può conoscere il volere di Dio?
Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?
I ragionamenti dei mortali sono timidi
e incerte le nostre riflessioni,
perché un corpo corruttibile appesantisce l’anima
e la tenda d’argilla opprime una mente piena di preoccupazioni.
A stento immaginiamo le cose della terra,
scopriamo con fatica quelle a portata di mano;
ma chi ha investigato le cose del cielo?
Chi avrebbe conosciuto il tuo volere,
se tu non gli avessi dato la sapienza
e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito?
Così vennero raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra;
gli uomini furono istruiti in ciò che ti è gradito
e furono salvati per mezzo della sapienza».
Parola di Dio
 
 
Salmo responsoriale
    Sal 89
 
Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
 
Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.
 
Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,
come l’erba che germoglia;
al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera è falciata e secca.
 
Insegnaci a contare i nostri giorni
E acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!
 
Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda.
 
 
Seconda lettura   Fm 1,9-10.12-17
Accoglilo non più come schiavo, ma come fratello carissimo.
 
Dalla lettera a Filèmone
 
Carissimo, ti esorto, io, Paolo, così come sono, vecchio, e ora anche prigioniero di Cristo Gesù. Ti prego per Onèsimo, figlio mio, che ho generato nelle catene. Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore.
Avrei voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono in catene per il Vangelo. Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere, perché il bene che fai non sia forzato, ma volontario.
Per questo forse è stato separato da te per un momento: perché tu lo riavessi per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come fratello carissimo, in primo luogo per me, ma ancora più per te, sia come uomo sia come fratello nel Signore.
Se dunque tu mi consideri amico, accoglilo come me stesso.
Parola di Dio
 
Canto al Vangelo (Sal 118,135)
 
Alleluia, alleluia.
Fa’ risplendere il tuo volto sul tuo servo
e insegnami i tuoi decreti.
 
 
Vangelo    Lc 14,25-33
Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.
 
+ Dal Vangelo secondo Luca
 
In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù.
 Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».
Parola del Signore


I TEMI DEL SINODO DIOCESANO


I temi presentati sono il frutto del lavoro di lettura, analisi e sintesi della Commissione preparatoria.
La Commissione, dopo aver ascoltato attentamente le voci contenute nelle tremila pagine di relazione degli Spazi di dialogo  parrocchiali e di ambito, offre alla Diocesi queste piste di lavoro, delineate a partire da quelle tematiche che, tra tutte, sono emerse con maggiore forza.

Questi temi diventano ora i contenuti da affidare ai Gruppi di discernimento sinodale e saranno successivamente accompagnati anche da domande e provocazioni per renderli attinenti al contesto pastorale della nostra Diocesi. Sono le piste di riflessione che guideranno l’individuazione delle “proposizioni”, cioè le prospettive ecclesiali, gli obiettivi pastorali e le proposte di cambiamento da discutere in Assemblea sinodale.

EVANGELIZZAZIONE E CULTURA

EVANGELIZZAZIONE E CULTURA
Un arricchimento reciproco

 

La Chiesa abita la terra e vive la fede immersa nell’oggi, confrontandosi quotidianamente con il mondo del lavoro, della scuola e della formazione, gli ambienti sociali e culturali, gli aspetti cruciali della globalizzazione. Anche oggi la Chiesa è chiamata ad incarnarsi in questo tempo, ad arricchirsi e lasciarsi trasformare dalla vita degli uomini e delle donne di oggi per continuare ad essere fedele alla propria missione evangelizzatrice.

LA CHIESA E GLI AMBITI DI VITA

LA CHIESA E GLI AMBITI DI VITA 
Un legame costitutivo

 

Il legame tra la fede e i vissuti delle persone (nascita, scelte, relazioni affettive, crescita personale, studio, lavoro, cittadinanza, fragilità, morte…), tra la fede e tutti gli ambiti sociali e culturali va considerato come costitutivo e rilevante. Essere cristiani significa ascoltare e condividere le medesime opportunità e fatiche di tutte le persone, per costruire insieme una società fraterna.
Come raccontare meglio la presenza del Signore attraverso la vita dei cristiani? Come comunicare meglio le tante esperienze di formazione, volontariato, servizio? Come evitare la frammentazione nelle proposte formative, la dispersione di risorse, la poca conoscenza delle opportunità offerte?      

IL BISOGNO DI SPIRITUALITÀ

IL BISOGNO DI SPIRITUALITA’
Una ricerca vitale

La ricerca di spiritualità è una ricerca esistenziale, costitutiva della natura umana. Le domande che sorgono dalla fragilità, dal lutto, dall’abbandono, dalla solitudine interpellano i singoli, le famiglie, le comunitàLa ricerca di spiritualità si esprime come bisogno di una vita più piena e ricca di senso, come desiderio di relazione con una realtà trascendente che apre all’invocazione. Sarà importante per le comunità cristiane riconoscere che  giovani e adulti percepiscono una frattura tra il piano antropologico e quello teologico, tra la salute e la fede, tra la felicità e la beatitudine. Come fare esperienza di una ricomposizione tra la vita spirituale e la vita quotidiana, in questo contesto culturale e sociale?

LA LITURGIA

LA LITURGIA
Il desiderio di incontrare il Signore e i fratelli

 

Nei fedeli si avverte il desiderio di incontrare il Signore e i fratelli e la domanda autentica di testimoniare la propria fede in Gesù. Emerge il bisogno che i momenti celebrativi siano un’occasione di incontro accogliente, dove sentirsi a casa e protagonisti, con la partecipazione di tutta l’assemblea. E’ importante ridare senso ai riti della Liturgia per conoscerli, riconoscerli e innestarli nella vita quotidiana.

LE FAMIGLIE

LE FAMIGLIE
L’attuale complessità ci interpella                                                                                            

 

Le relazioni e la famiglia rappresentano un “terreno santo” (cfr. Es 3, 5), il luogo prioritario e privilegiato degli affetti dove prendersi cura l’uno dell’altro; dove è ancora possibile trasmettere valori, diritti e doveri fondamentali. La famiglia è la prima dimensione di comunità, un porto accogliente e sicuro. Le realtà sono molteplici: ci sono famiglie tradizionali, famiglie con coppie separate, divorziate, risposate, di persone omosessuali; famiglie allargate o ristrette, composte anche da una sola persona, situazioni di vedovanza… Tali esperienze trovano spazi di confronto e di accoglienza nelle proposte e nei cammini pastorali?

I GIOVANI E LE NUOVE GENERAZIONI

I GIOVANI E LE NUOVE GENERAZIONI
Profezia per la Chiesa di Padova                                                                                                    

 

La realtà dei giovani risulta complessa e vitale, a loro va riservata un’attenzione preferenziale. Nei giovani riscontriamo il desiderio di aggregazione, di stare insieme, la ricerca di un nuovo senso di appartenenza rispetto alla “struttura parrocchiale classica”. Un bel segno è la loro sensibilità per le tematiche sociali, ambientali, per la giustizia e la solidarietà, da cui potrebbero partire percorsi capaci di approfondire il Vangelo. Oggi il giovane ha un diverso senso di appartenenza rispetto ai legami classici (strutture patronato-chiesa, famiglia…), crediamo che vada riconsiderato il valore della “condivisione della fede” come elemento che può promuovere legame: i giovani sono alla ricerca di spiritualità, ma le nostre parrocchie fanno fatica ad accompagnare questa ricerca.  Come attivare occasioni di dialogo intergenerazionale di fede? Quali connotazioni potrebbero avere? La Chiesa, pensata, strutturata e soprattutto come oggi si manifesta nell’immaginario comune interessa ai giovani? Quale profezia per la Chiesa di oggi può nascere dai giovani?

L’IDENTITÀ E I COMPITI DEI FEDELI LAICI

L’IDENTITA’ E I COMPITI DEI FEDELI LAICI
La consapevolezza della dignità battesimale                                                                             

 

Il compito essenziale dei fedeli laici consiste nella testimonianza del Vangelo nei luoghi e nei contesti quotidiani dell’esistenza. Tanti laici si spendono, con tanta generosità per il bene della Chiesa in ruoli, servizi, gruppi, attività, esperienze di responsabilità. Riflettere sull’identità e sui compiti dei laici non può che partire dalla consapevolezza del tanto bene già in atto. Alla fonte di questa identità c’è il sacramento del Battesimo che contraddistingue ogni credente.

L’IDENTITÀ E I COMPITI DEI PRESBITERI

L’IDENTITA’ E I COMPITI DEI PRESBITERI
Un ripensamento necessario

 

Nelle parrocchie e tra i presbiteri stessi si avverte il desiderio di esprimere un’identità del presbitero più autentica, valorizzandone il ministero di pastore e di guida spirituale. L’identità del presbitero e i suoi compiti sono ripensabili solo se rivisti assieme a quelli dei laici e delle comunità.
Va quindi  ritrovata una chiarezza organizzativa per le parrocchie. Come si sperimenta spesso nelle cooperazioni missionarie forse è giunto il momento di provare esperienze di vita fraterna tra i presbiteri e di valutare anche quella tra i presbiteri con diaconi permanenti, famiglie e laici? Potrebbe essere utile potenziare la formazione condivisa tra presbiteri e laici? Come precisare e qualificare l’identità e il compito dei diaconi permanenti, una presenza sempre più apprezzata e crescente?

IL VOLTO DELLE PARROCCHIE

IL VOLTO DELLE PARROCCHIE
Stare nella transizione e nel processo

 

Il volto delle parrocchie è in forte transizione,  nel guado ecclesiale e sociale,  chiedendoci di stare nel processo più che pretendere di fissare una volta per tutte un modello.   In prospettiva futura, il volto delle parrocchie si profila contrassegnato da una alta qualità dell’incontro con Cristo, nel mettere al centro la Parola e l’Eucaristia, nella presenza di laici qualificati e con ministerialità riconosciute non solo attinenti ai servizi intra-ecclesiali. Rilevante la loro presenza nella gestione dei beni e delle strutture, risorse preziose da valorizzare per l’azione pastorale.   L’attenzione al contesto della vita umana e sociale chiede di cogliere il bene in atto in una ospitalità dell’azione dello Spirito già presente in ciascuno e che sprona a un annuncio umile ma convinto.

LE PARROCCHIE E LO STILE EVANGELICO

LE PARROCCHIE E LO STILE EVANGELICO
Una casa fraterna e ospitale

 

La parrocchia così come la conosciamo è ancora il luogo adeguato per vivere delle relazioni significative e incontrare il Signore? Ad oggi mantiene questa caratteristica relazionale.  Non sono i numeri che contano ma il piacere di cercarsi, ascoltarsi, accogliersi.  In questo momento storico, si possono sperimentare anche  altre forme di crescita, formazione e coinvolgimento diverse (movimenti, associazioni, ecc.). Le diverse forme di vita consacrata con la molteplicità dei loro carismi operanti nelle parrocchie e nella Diocesi sono un dono prezioso.  Quale contributo possono offrire alla Chiesa di Padova? Le parrocchie inoltre sono chiamate a lasciarsi interpellare dalle “novità” del nostro tempo come la presenza sempre maggiore di cristiani di altre confessioni, di persone di religioni diverse da quella cristiana, di persone con altre lingue e culture.

LE PRIORITÀ PASTORALI

LE PRIORITA’ PASTORALI
L’annuncio al centro

 

In una comunità cristiana impegnata nell’annuncio del Vangelo è sentito il bisogno di andare all’essenziale. Va ripensata  la pastorale, passando da una pastorale di “conservazione” ad una pastorale di evangelizzazione e di missione. Le proposte parrocchiali risultano spesso scollegate dalla vita e dalle aspettative delle persone: è come se non fosse previsto l’aggancio per andare in profondità, per scoprire il cuore della fede e condividerlo. Bisogna qualificare le proposte, senza guardare i numeri, far partire il nuovo e non ridurci al fare. Emerge la necessità di rompere schemi ripetitivi  e ripensare l’impianto organizzativo, lasciando più spazio alle domande delle persone e all’annuncio del Vangelo. La vita delle parrocchie ha bisogno di mettere al centro le relazioni e la vita comunitaria: l’ascolto e l’annuncio di Gesù, infatti, si incarna nell’incontro ed è favorito da un clima di condivisione.

LA COMUNICAZIONE DELLA FEDE

LA COMUNICAZIONE DELLA FEDE
L’azione corale di tutta la comunità

 

La comunicazione della fede è l’azione corale di tutta la comunità e dovrebbe essere un’esperienza che si vive fin da subito in famiglia, con il coinvolgimento di ogni ambito pastorale presente in parrocchia. Un modello di comunicazione della fede nella nostra diocesi è il rinnovato cammino di Iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi (ICFR), iniziato nell’anno pastorale 2013/2014. Emerge la necessità di ritornare all’essenziale, all’ascolto della Parola di Dio, da accogliere nel silenzio, sempre più difficile da trovare e da valorizzare anche nelle celebrazioni liturgiche. Le prassi di comunicazione della fede maturate in altri luoghi del mondo e in contesti missionari possono essere significative per il nostro tempo? Quale contributo ci può venire dai fidei donum e dall’ampia esperienza missionaria della nostra diocesi?

L’ORGANIZZAZIONE PARROCCHIALE E TERRITORIALE

L’ORGANIZZAZIONE PARROCCHIALE E TERRITORIALE
Le parrocchie e gli altri livelli di collaborazione

 

L’identità delle parrocchie è molto sentita e si percepisce il desiderio che diventino sempre più una famiglia: un luogo “caldo” a cui si appartiene, un riferimento importante, anche se non esaustivo. I confini territoriali e fisici sono ancora l’occasione prevalente per una buona esperienza di Chiesa? Quale valore hanno o possono avere i vicariati?  I luoghi in cui si fa esperienza forte di servizio, formazione, preghiera, è possibile che diventino luogo di appartenenza e di fede? Quale rapporto con alcuni ambienti significativi della carità, missionarietà  e spiritualità, che vedono spesso la presenza di consacrati e consacrate, avvertiti come un’opportunità preziosa? Quale rapporto con i movimenti ecclesiali?

LE STRUTTURE E LA SOSTENIBILITÀ ECONOMICA

LE STRUTTURE E LA SOSTENIBILITA’ ECONOMICA
La gestione ordinaria e straordinaria tra opportunità e criticità                                                                                                                                                                                            

Il valore dei molti beni ricevuti in eredità e custodia: vengono da una storia che ci precede, sono importanti anche nel presente e vanno resi significativi anche per il futuro. È un elemento positivo sul quale pensare la loro sostenibilità economica. Altro elemento positivo è un rinnovato invito alla sobrietà e ad una Chiesa più povera: ciò significa non farsi possedere dai beni stessi ma utilizzarli in funzione del bene comune. È necessario individuare dei criteri per definire cosa è davvero essenziale rispetto ai beni e alle strutture parrocchiali, cosa non lo è più e cosa è alienabile e c’è l’esigenza di una maggiore responsabilità nell’utilizzo delle risorse in tutti gli ambiti pastorali. È il tempo, non rinviabile, delle scelte coltivando una pazienza attiva nella maturazione dei processi.




Calendario liturgico: 5-11 settembre 2022

5 L Guidami, Signore, nella tua giustizia. La guarigione operata di sabato nella sinagoga indica l’alto valore che Dio dà alla persona, superiore ad ogni norma. S. Quinto; S. Teresa di Calcutta. 1Cor 5,1-8; Sal 5; Lc 6,6-11.

6 M Il Signore ama il suo popolo. Solo dopo aver pregato Gesù sceglie gli apostoli e opera guarigioni. S. Magno; S. Onesiforo. 1Cor 6,1-11; Sal 149; Lc 6,12-19.

7 M Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio. C’è in questa terra chi è povero, affamato, disprezzato. Il Vangelo ci assicura che egli otterrà la sua ricompensa in cielo. S. Grato di Aosta; S. Regina; B. Giovanni B. Mazzucconi. 1Cor 7,25-31; Sal 44; Lc 6,20-26.

8 G Natività B.V. Maria (f, bianco). Gioisco pienamente nel Signore. La genealogia di Gesù ci mostra l’azione salvifica di Dio, che neppure il peccato degli uomini può fermare. S. Sergio I; B. Federico Ozanam. Mi 5,1-4a opp. Rm 8,28-30; Sal 12; Mt 1,1-16.18-23.

9 V Quanto sono amabili le tue dimore, Signore! La purificazione del cuore consente di vedere la trave in noi ed evitare ogni giudizio. S. Pietro Claver (mf); S. Giacinto; B. Giacomo D. Laval. 1Cor 9,16-19.22b-27; Sal 83; Lc 6,39-42.

10 S A te, Signore, offrirò un sacrificio di ringraziamento. Non basta invocare il Signore, occorre mettere in pratica il Vangelo. S. Nicola da Tolentino; S. Nemesio; S. Agabio. 1Cor 10,14-22; Sal 115; Lc 6,43-49.

11 D XXIV Domenica del T.O. / C. XXIV sett. del Tempo Ordinario - IV sett. del Salterio. Ss. Proto e Giacinto. Es 32,7-11.13-14; Sal 50; 1Tm 1,12-17; Lc 15,1-32.


Nessun commento:

Posta un commento