sabato 23 aprile 2022

SIGNORE MIO E DIO MIO 24 aprile

  24  APRILE 2022 



II DOMENICA DI PASQUA o della Divina Misericordia
    SIGNORE MIO  E DIO MIO 

Partecipando al sacrificio della Messa, noi ascoltiamo ogni volta le parole di Cristo che si rivolge agli apostoli: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace”. Inoltre, imploriamo il Signore di concederci “unità e pace secondo la sua volontà” e di donare “la pace ai nostri giorni”.

Ogni volta che apparve agli apostoli Cristo, dopo aver vinto la morte, augurò la pace, sapendo quanto tutti loro la desiderassero.
 Nel conferire agli apostoli il potere di rimettere i peccati, Cristo ha portato la pace nell’anima inquieta dell’uomo. 
L’anima creata da Dio ha nostalgia di Dio. 
La pace con Dio è il fondamento della pace tra gli uomini. 
Liberato dalla schiavitù del peccato, l’uomo è in pace, ha l’anima in festa, in pace. La pace regna sui cuori puri. È partendo dalla pace interiore, quella del cuore, appoggiandosi ad essa, che si può stabilire la pace esteriore: in famiglia, fra vicini, in seno alla Chiesa, tra i popoli. 
Dio chiama tutti gli uomini ad unirsi al suo popolo unico. Il suo desiderio, che è di riunire tutti gli uomini in seno ad un’unica comunità per salvarli, è già espresso nell’Antico Testamento.
Gli Ebrei capirono di essere un popolo unico nella lontana notte di Pasqua in cui Dio li separò dagli Egiziani ed indicò loro la Terra promessa.
La Pasqua viene per ricordare questo avvenimento alle generazioni successive: in questo giorno ogni ebreo ha il sentimento di essere di nuovo condotto fuori dall’Egitto per essere salvato. 
Allo stesso modo, il nuovo popolo di Dio è nato il giorno di Pasqua, quando la concordia eterna fu rinnovata e suggellata dal sangue del Figlio di Dio. 
Questo popolo creato da Cristo è precisamente la Chiesa.
Gli uomini assomigliano a piccoli universi, chiusi e segreti. Dio li ha creati così. Ciò nonostante, il Creatore ha dato agli uomini anche il gusto di riunirsi in gruppi, di vivere, di lavorare, di creare in comune. Dio ha voluto allo stesso tempo assicurare loro la salvezza in quanto comunità, la salvezza del suo popolo. 
Accettare la salvezza promessa da Dio significa nello stesso tempo integrarsi al nuovo popolo riunito da Cristo, in seno al quale tutti usano i medesimi strumenti della grazia, cioè i sacramenti, scaturiti dalla Passione di Cristo.
In diversi momenti, il Nuovo Testamento designa Cristo come il volto visibile di Dio, l’immagine del Padre, il suo segno (Col 1,15; Gv 1,18). Cristo è come un sacramento che significa e trasmette l’amore del Padre. È un segno carico di significato e di forza di salvezza; in lui si trovano riuniti il perdono del Padre e la filiazione. 
In questo senso, Cristo appare come il primo sacramento nato dall’amore di Dio, la fonte di tutti i sacramenti. 
I sacramenti possono esistere solamente perché in loro Cristo stesso è presente ed agisce.
Come una madre premurosa, la Chiesa si sforza di spiritualizzare tutta la vita dei suoi figli e delle sue figlie. 
Vivere la spiritualità, provare la pace dell’anima è tentare di dare un carattere divino al quotidiano attraverso il flusso di grazie, di sapienza, di sentimenti, di consolazione che viene da Dio. 
Per ottenere la salvezza, egli ci fa pervenire, in un modo o nell’altro, a raggiungere Cristo. 
Ci fa camminare la mano nella mano con i figli del popolo di Dio, ci dirige verso un destino comune sotto l’egida di Cristo che si occupa di noi, ci perdona, ci santifica e ci concede la pace.
 

Intenzioni Sante Messe


DOMENICA  24      II Domenica di Pasqua  o ‘in Albis’ o della divina Misericordia. Ore 9.00:  Bertapelle Luca; Scapin Sante Marianna e Regina; Bertapelle Pietro, Agnese, Gemma e Delfina; Cavinato Leonunzio, Tarcisio, Marco e Amabile. Ore 11.00: Pro Populo.

LUNEDì  25 San Marco Evangelista: Ore  10.00:  Scapin Samuele e Arino.

MARTEDì  26Ore 15.00:  .

MERCOLEDì 27 Ore 8. 00 :   .  

GIOVEDì  28 Ore 15.00:  .

VENERDì  29Ore  8.00:  .

SABATO  30 Ore 19.00: Nicoletti Lino e Marchetto Bruno; Salmaso Virginio e Reffo Armida; Bertapelle Luca (anniv.); Rizzato Dina; Gazzola Luigi; Bertapelle Luca (amici della corsa); Pedron Sergio, Filippo, Veneranda e Fam. Def.; Secondo l’intenzione dell’offerente; Zoccarato Davide e Def. Fam. Badan.

DOMENICA 01.05 IIIDomenica  di Pasqua. Ore 9.00:  Bertapelle Armando; Stefan Arduino e Moreno; Cavarzan Angela, Tiziano, Assunta, Iolanda e Rita; Bertapelle Pietro, Agnese, Gemma e Delfina. Ore 11.00: Pro Populo.

Incontri

Martedì ore 21.00 ioncontro-prove per  il gruppo della Corale parrocchiale. 

Avvisi

·Oggi, nel pomeriggio, alle ore 15.00, in sala Borsi ci sarà la Tombola per i nonni della terza età organizzata dalle volontarie del Cif. 

·Lunedì 25 aprile accoglieremo nella nostra Comunità Parrocchiale col Battesimo:Enea Cavinato di Giorgio e Betty Giagio a questo bambino e ai suoi genitori i nostri più sinceri auguri di ogni bene. 

·Martedì 26 maggio, alle ore 20.45, in sala Borsi ci sarà l’incontro per i genitori dei ragazzi del  1° Discepolato 1^tappa (ragazzi di 3^ elementare).

·Giovedì 28 aprile, alle ore 21.00, in sala Borsi, ci sarà il Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP). 

·Sabato 30 aprile, alle ore 17.00, in chiesa, il gruppo dei ragazzi del 1° Discepolato 1^ tappa, (ragazzi di 3^ elementare) celebreranno il  Rito della Consegna del Credo o Simbolo della fede. Invito tutti alla partecipazione... 

·Domenica 1 maggio, accoglieremo nella nostra Comunità Parrocchiale col Battesimo:Matilde Beghin di Enrico e  Giorgia Vizzini a questa bambina e ai suoi genitori i nostri più sinceri auguri di ogni bene.  

OFFERTE

Domenica di Pasqua 17.04: € 561,45; Candele votive: €  117,01; Colletta del Giovedì Santo: Un Pane per amor di Dio: € 233,50; Colletta Venerdì Santo Per la Custodia della Terra Santa: € 137,98; Buste per i lavori Parrocchiali (n.4) € 80.00.

 

DALLA PASQUA NASCE UN POPOLO NUOVO

IN queste domeniche è la gioia e la pienezza della risurrezione che dà senso al nostro convenire per celebrare la Pasqua della settimana. Il Signore Risorto torna in mezzo a noi anche quando le nostre porte sono chiuse. Continua a visitarci col dono del suo Spirito, quasi a ravvivare e rafforzare la nostra fede, talvolta incerta e dubbiosa come quella del personaggio centrale del Vangelo: Tommaso, uno dei Dodici detto Didimo, cioè gemello. Gemello di chi? Nostro gemello. Tommaso vuole toccare. Come tanti di noi, vuole toccare per credere.
Incredibile! Alla Maddalena Gesù dice: Non mi toccare. A Tommaso: Metti qui il tuo dito. Beato lui! Non ha toccato. Si è fidato, ha creduto alla parola del suo Signore e il suo dubbio lo ha aperto alla grande professione di fede: Mio Signore e mio Dio!C’è quel possessivo che dice l’intensità e totalità di un rapporto con Gesù: tu sei il mio Signore, tu sei il mio Dio! E per noi e per quelli che credono senza toccare? Fortunati! Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto. In fondo siamo debitori a Tommaso

mons. Domenico D'Ambrosio


Ogni domenica facciamo memoria della Pasqua del Signore, che ci ha liberati dal peccato e ci ha donato lo Spirito Santo. 
Oggi viene ricordato l’incontro di Gesù con Tommaso che, dopo aver dubitato, diventa credente. 
Oggi si celebra la Domenica della Divina Misericordia

 
Prima lettura    At 5,12-16
Venivano aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di uomini e di donne.
Dagli Atti degli ApostoliMolti segni e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli. Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone; nessuno degli altri osava associarsi a loro, ma il popolo li esaltava.Sempre più, però, venivano aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di uomini e di donne, tanto che portavano gli ammalati persino nelle piazze, ponendoli su lettucci e barelle, perché, quando Pietro passava, almeno la sua ombra coprisse qualcuno di loro.Anche la folla delle città vicine a Gerusalemme accorreva, portando malati e persone tormentate da spiriti impuri, e tutti venivano guariti.Parola di Dio 
 
Salmo responsoriale   117   
 
Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre.
 
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre».
 
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo!
 
Ti preghiamo, Signore: Dona la salvezza!
Ti preghiamo, Signore: Dona la vittoria!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore.
Il Signore è Dio, egli ci illumina.
 
 
Seconda lettura        Ap 1,9-11.12-13.17-19
Ero morto, ma ora vivo per sempre.
Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostoloIo, Giovanni, vostro fratello e compagno nella tribolazione, nel regno e nella perseveranza in Gesù, mi trovavo nell’isola chiamata Patmos a causa della parola di Dio e della testimonianza di Gesù.Fui preso dallo Spirito nel giorno del Signore e udii dietro di me una voce potente, come di tromba, che diceva: «Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette Chiese».Mi voltai per vedere la voce che parlava con me, e appena voltato vidi sette candelabri d’oro e, in mezzo ai candelabri, uno simile a un Figlio d’uomo, con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d’oro. 
Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la sua destra, disse: «Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo, e il Vivente. Ero morto, ma ora vivo per sempre e ho le chiavi della morte e degli inferi. Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle presenti e quelle che devono accadere in seguito».
Parola di Dio

Sequenza     [Facoltativa] 
 
Alla vittima pasquale,
s’innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’Agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato 
noi peccatori col Padre.
 
Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.
 
«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».
 
Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.
 
Canto al Vangelo (Gv 20,29)

Alleluia, alleluia.
Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto;beati quelli che non hanno visto e hanno creduto

!Vangelo    Gv 20,19-31
Otto giorni dopo venne Gesù.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
Parola del Signore
 
 


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