sabato 10 febbraio 2024

 11    febbraio 2024

 “Se vuoi, puoi guarirmi”

Il profeta Isaia proclamava che il Messia sarebbe venuto per annunciare la buona novella ai poveri.
 Gesù, commentando
questo testo nella sinagoga di Nazaret, dice solennemente: “Questa parola della Scrittura... si adempie oggi” (Lc 4,18-19).
Ma Gesù è venuto per guarire le malattie dei poveri, spesso in modo straordinario o prodigioso? Certo Gesù dà spesso prova della sua misericordia di fronte alle sofferenze umane. 
Ma, in ogni caso, questi sono segni del potere che il Figlio dell’uomo ha ricevuto da colui che lo ha mandato per liberare da una schiavitù più profonda, da una lebbra più cronica, per liberare dal peccato.
Chi può perdonare i peccati, se non Dio? “Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere in terra di rimettere i peccati: alzati disse al paralitico, prendi il tuo letto e va’ a casa tua” (Mt 9,6).
Cos’ha Gesù, che cosa irradia il Maestro per provocare nel lebbroso questa supplica colma di fiducia: “Se vuoi, puoi guarirmi”? Gesù si avvicina al lebbroso: “Lo toccò”; il lebbroso manifesta la sua fiducia, la sua gioia, la sua testimonianza, non può tacere.
E noi? Noi siamo la Chiesa di Gesù che prolunga la sua presenza e la sua opera nel mondo. In tutti i settori dove è in gioco il dolore di un qualsiasi uomo, dove la sua dignità di figlio di Dio è in pericolo, dove c’è emarginazione, qualunque essa sia, là si gioca la nostra credibilità in quanto Chiesa che porta la salvezza di Gesù.
 
Intenzioni Sante Messe

SABATO  10         Ore 18.30: Caon Pierina, Pedron Sergio e Veneranda; Rizzato Remigio e Gallo Irene; Cavinato Ottorino e Mozzo Antonietta; Cavarzan Angela.

DOMENICA  11      VI Domenica del Tempo Ordinario
Ore 9.30: Scapin Samuele e Arino; Scapin Antonio e Fam. Def.; Scapin Teresa e Favret Giuseppe; Bertapelle Armando, Maria e Luca; Salviato Giorgio e Valeria; Dalle Fratte Ivo, Giuseppe e Scapin Giovanni; Ballan Anna e Cavinato Carlo; Agostini Sereno e Dorina; Bedin Corrado, Amelia e figli .
Ore 11.00: Pro Populo.

Lunedì  12 Ore 8.00:  
.
MARTEDì  13 Ore  15.00:  .

MERCOLEDì   14 Mercoledì delle Ceneri.
Ore 15.00: Callegaro Lucia.       Ore 20.30:  .

GIOVEDì  15 Ore 15.00:  .

VENERDì  16 Ore 8.00:  .

SABATO  17 Ore 18.30: Def. Fam. Bedin Fulvio
.
DOMENICA 18 I Domenica di Quaresima
Ore 9.30:  Gallo Pericle (anniversario); Bertapelle Pietro, Agnese, Mario, Agnese, Gemma e Delfina; Sato Armando e Bruna; Zanon Egidio, Giuseppe e Rita; Maggiolo Fabio, nonni e Dalla Bona Ruggero; Favaro Luigi e Fam. Def.; Salviato Giorgio e Valeria
Ore 11.00: Pro Populo.


Incontri
Martedì ore 21.00 Incontro-prove per  il gruppo della Corale parrocchiale.

Avvisi.

· Oggi celebriamo la 32^ Giornata Mondiale del Malato, preghiamo perché cresca in noi la sensibilità e la cura verso tutti gli ammalati.

· Oggi, alla messa delle ore 11.00, accoglieremo nella nostra comunità parrocchiale col Battesimo, Isabel Zampieri di Stefano e Alina Danila, a questa bambina e ai suoi genitori i nostri più sinceri auguri di ogni bene.

· Mercoledì 14 febbraio, è il Mercoledì delle Ceneri giorno nel quale con il rito dell’Imposizione delle Ceneri entriamo nel Tempo di Quaresima, i quaranta giorni che la liturgia ci invita a vivere in un clima scandito dalla preghiera dal digiuno e dalla carità per prepararci a celebrare la Pasqua. Invito tutti a partecipare alle celebrazioni previste alle ore 15.00 e alle ore 20.30 proprio per dare a tutti la possibilità di partecipare.
 
· Venerdì 16 febbraio, alle ore 15.00, in chiesa, ci sarà la Via Crucis; invito in modo particolare i ragazzi della catechesi, ma tutti possono partecipare.

· Sabato 17 Febbraio, alle ore 16.00, in chiesa, ci sarà la liturgia penitenziale dei ragazzi dell'Ultima Quaresima con la confessione; gli stessi ragazzi, domenica 18 febbraio, celebreranno il Rito della Chiamata alla celebrazione dei sacramenti della Cresima e dell’Eucaristia nella prossima Veglia  e nel  seguente Tempo Pasquale.

Domenica 18 febbraio alle ore 10.40, in sala Borsi, ci sarà il 4° incontro per i genitori e i ragazzi del 1° Discepolato 1^ tappa… 

Sanati e “riconsegnati” alla vita


L’atteggiamento più immediato di fronte a una situazione problematica è quello di volerne isolare l’autore, emarginandolo dalla nostra vita e relazioni; è più facile allontanare il problema, fingere di sbarazzarcene piuttosto che affrontarlo e risolverlo.
Così accadeva nei confronti di chi era colpito dalla lebbra, male infettivo e spesso incurabile: la sua sorte era l’isolamento, l’abbandono, l’emarginazione sociale. Esprimendo la sua volontà di sanare un lebbroso, Gesù insegna che per Dio nessuno è maledetto, o incapace di sane relazioni sociali. Manifestando la misericordia del Padre, egli rende estremamente limpida la comprensione di un Dio che non grida allo scandalo, come siamo soliti fare noi di fronte a tutto ciò che non riusciamo a incasellare nei nostri schemi mentali.
Rivelando Gesù questa vicinanza di Dio, le sue parole non offrono solo una placida compassione disinteressata ma danno forza e coraggio: «Lo voglio, sii purificato!». Nello stesso tempo, però, Gesù ci invita a non inorgoglirci per essere stati oggetto di attenzione divina, ma ci chiede di tornare alla nostra vita con rinnovata serenità e con equilibrata disponibilità a operare il bene.

don Tiberio Cantaboni


  Un nuovo tempo è stato inaugurato da Gesù, il medico che ha cura dei corpi, ma ancor più delle anime. 
L’incontro con lui dona all’uomo la sua  dignità originaria, restaurandone  l’immagine  divina. 
E’ compito  di ogni cristiano condividere la stessa ansi di Gesù per la cura  e il servizio ai malati

Oggi ricorre la 32^ Giornata del malato.

Prima lettura      Lv 13,1-2.45-46
Il lebbroso se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento.
 
Dal libro del Levìtico
 
Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse:
«Se qualcuno ha sulla pelle del corpo un tumore o una pustola o macchia bianca che faccia sospettare una piaga di lebbra, quel tale sarà condotto dal sacerdote Aronne o da qualcuno dei sacerdoti, suoi figli.
Il lebbroso colpito da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: “Impuro! Impuro!”.
Sarà impuro finché durerà in lui il male; è impuro, se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento».
Parola di Dio
 
 
Salmo responsoriale     Sal 31
 Tu sei il mio rifugio, mi liberi dall’angoscia.
 
Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto
e nel cui spirito non è inganno.
 
Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità»
e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato.
 
Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia!
 
 
Seconda lettura     1Cor 10,31-11,1
Diventate miei imitatori come io lo sono di Cristo.
 
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
 
Fratelli, sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio.
Non siate motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio; così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare il mio interesse ma quello di molti, perché giungano alla salvezza.
Diventate miei imitatori, come io lo sono di Cristo.
Parola di Dio
 

Canto al Vangelo (Lc 7,16)
 
Alleluia, alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo. Alleluia.
 
 
 
Vangelo     Mc 1,40-45
La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
  
+ Dal Vangelo secondo Marco
 
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
Parola del Signore


14 febbraio 2024 - Mercoledì delle Ceneri

Ritornare ad un cuore che ama

Entro nel testo

Gioele 2,12-18

Così dice il Signore: «Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore, pronto a ravvedersi riguardo al male». Chi sa che non cambi e si ravveda e lasci dietro a sé una benedizione? Offerta e libagione per il Signore, vostro Dio. Suonate il corno in Sion, proclamate un solenne digiuno, convocate una riunione sacra. Radunate il popolo, indite un’assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti; esca lo sposo dalla sua camera e la sposa dal suo talamo. Tra il vestibolo e l’altare piangano i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano: «Perdona, Signore, al tuo popolo e non esporre la tua eredità al ludibrio e alla derisione delle genti». Perché si dovrebbe dire fra i popoli: «Dov’è il loro Dio?». Il Signore si mostra geloso per la sua terra e si muove a compassione del suo popolo.

Mi metto in ascolto

Con il semplice gesto di imposizione delle ceneri sul nostro capo si apre il tempo di Quaresima. Lo stesso Don Tonino Bello riassume così questo momento: ‘richiama all’unica cosa che conta: Convertiti e credi al Vangelo’. Il profeta Gioele nella prima lettura della liturgia di questo giorno, sottolinea con forza l’invito alla conversione, non come un cambiamento di comportamento, ma un ritornare al Signore con tutto il cuore, cioè con tutto noi stessi e con le nostre storie personali. 

In questo cammino di trasformazione siamo invitati a non rinunciare semplicemente a un po’ di cibo, ma a vivere un tempo che ci può riportare all’essenziale, riscoprendo ciò che è permanente nelle nostre vite da ciò che invece è effimero. 

È un appello alla conversione rivolto all’intera comunità credente, dai bambini agli anziani dice il profeta, perché tutti siamo chiamati ad avere il coraggio di percorrere le vie di un umanesimo ritrovato e riconoscere la misericordia infinita del Signore. 

Ancora una volta, il segno delle ceneri, ci ricorda di aver fiducia nel Signore che non ci abbandona e agisce nelle nostre situazioni di buio, di dubbio, di morte; che la sua luce è capace di sciogliere le nostre oscurità più profonde; che il suo messaggio è forte a tal punto da penetrare e far rivivere ogni spazio del nostro cuore. Quaresima allora come occasione di incontro reale e concreto dell’uomo amato, con il Dio che lo ama, a tal punto da dare se stesso per amore.

Parte dalla testa questo cammino… passando per il tatto, l’udito, la vista, l’olfatto e il gusto perché solo una vita rinnovata e accordata con quella di Dio ci renderà autentici testimoni di tutte le cose da lui compiute.




 
INIZIATIVE   IN PARROCCHIA 









Messaggio del Santo Padre
«Non è bene che l’uomo sia solo».
Curare il malato curando le relazioni
«Non è bene che l’uomo sia solo» (Gen 2,18). Fin dal principio, Dio, che è amore, ha creato  l’essere umano per la comunione, inscrivendo nel suo essere la dimensione delle relazioni. Così, la  nostra vita, plasmata a immagine della Trinità, è chiamata a realizzare pienamente sé stessa nel dinamismo delle relazioni, dell’amicizia e dell’amore vicendevole. Siamo creati per stare insieme, non da soli. E proprio perché questo progetto di comunione è inscritto così a fondo nel cuore umano, l’esperienza dell’abbandono e della solitudine ci spaventa e ci risulta dolorosa e perfino disumana. Lo diventa ancora di più nel tempo della fragilità, dell’incertezza e dell’insicurezza, spesso causate dal sopraggiungere di una qualsiasi malattia seria.

Penso ad esempio a quanti sono stati terribilmente soli, durante la pandemia da Covid-19:  pazienti che non potevano ricevere visite, ma anche infermieri, medici e personale di supporto, tutti sovraccarichi di lavoro e chiusi nei reparti di isolamento. E naturalmente non dimentichiamo quanti hanno dovuto affrontare l’ora della morte da soli, assistiti dal personale sanitario ma lontani dalle
proprie famiglie.
Allo stesso tempo, partecipo con dolore alla condizione di sofferenza e di solitudine di quanti, a causa della guerra e delle sue tragiche conseguenze, si trovano senza sostegno e senza assistenza:
la guerra è la più terribile delle malattie sociali e le persone più fragili ne pagano il prezzo più alto.
Occorre tuttavia sottolineare che, anche nei Paesi che godono della pace e di maggiori risorse, il tempo dell’anzianità e della malattia è spesso vissuto nella solitudine e, talvolta, addirittura nell’abbandono. Questa triste realtà è soprattutto conseguenza della cultura dell’individualismo, che esalta il rendimento a tutti i costi e coltiva il mito dell’efficienza, diventando indifferente e perfino spietata quando le persone non hanno più le forze necessarie per stare al passo. Diventa allora cultura dello scarto, in cui «le persone non sono più sentite come un valore primario da rispettare e tutelare, specie se povere o disabili, se “non servono ancora” – come i nascituri –, o “non servono più” – come gli anziani» (Enc. Fratelli tutti, 18). 
Questa logica pervade purtroppo anche certe scelte politiche, che non riescono a mettere al centro la dignità della persona umana e dei suoi bisogni, e non sempre favoriscono strategie e risorse necessarie per garantire ad ogni essere umano il diritto fondamentale alla salute e l’accesso alle cure. Allo stesso tempo, l’abbandono dei fragili e la loro solitudine sono favoriti anche dalla riduzione delle cure alle sole prestazioni sanitarie, senza che  esse siano saggiamente accompagnate da una “alleanza terapeutica” tra medico, paziente e familiare.
Ci fa bene riascoltare quella parola biblica: non è bene che l’uomo sia solo! Dio la pronuncia agli inizi della creazione e così ci svela il senso profondo del suo progetto per l’umanità ma, al tempo stesso, la ferita mortale del peccato, che si introduce generando sospetti, fratture, divisioni e, perciò, isolamento. Esso colpisce la persona in tutte le sue relazioni: con Dio, con sé stessa, con
l’altro, col creato. Tale isolamento ci fa perdere il significato dell’esistenza, ci toglie la gioia dell’amore e ci fa sperimentare un oppressivo senso di solitudine in tutti i passaggi cruciali della vita.
Fratelli e sorelle, la prima cura di cui abbiamo bisogno nella malattia è la vicinanza piena di compassione e di tenerezza. Per questo, prendersi cura del malato significa anzitutto prendersi cura
delle sue relazioni, di tutte le sue relazioni: con Dio, con gli altri – familiari, amici, operatori sanitari –, col creato, con sé stesso. È possibile? Si, è possibile e noi tutti siamo chiamati a impegnarci perché ciò accada. Guardiamo all’icona del Buon Samaritano (cfr Lc 10,25-37), alla sua capacità di rallentare il passo e di farsi prossimo, alla tenerezza con cui lenisce le ferite del fratello che soffre.
Ricordiamo questa verità centrale della nostra vita: siamo venuti al mondo perché qualcuno ci ha accolti, siamo fatti per l’amore, siamo chiamati alla comunione e alla fraternità. Questa dimensione del nostro essere ci sostiene soprattutto nel tempo della malattia e della fragilità, ed è la prima terapia che tutti insieme dobbiamo adottare per guarire le malattie della società in cui viviamo.
A voi, che state vivendo la malattia, passeggera o cronica, vorrei dire: non abbiate vergogna del vostro desiderio di vicinanza e di tenerezza! Non nascondetelo e non pensate mai di essere un peso per gli altri. La condizione dei malati invita tutti a frenare i ritmi esasperati in cui siamo immersi e a ritrovare noi stessi.
In questo cambiamento d’epoca che viviamo, specialmente noi cristiani siamo chiamati ad adottare lo sguardo compassionevole di Gesù. Prendiamoci cura di chi soffre ed è solo, magari emarginato e scartato. Con l’amore vicendevole, che Cristo Signore ci dona nella preghiera, specialmente nell’Eucaristia, curiamo le ferite della solitudine e dell’isolamento. E così cooperiamo a contrastare la cultura dell’individualismo, dell’indifferenza, dello scarto e a far crescere la cultura della tenerezza e della compassione.
Gli ammalati, i fragili, i poveri sono nel cuore della Chiesa e devono essere anche al centro delle nostre attenzioni umane e premure pastorali. Non dimentichiamolo! E affidiamoci a Maria Santissima, Salute degli infermi, perché interceda per noi e ci aiuti ad essere artigiani di vicinanza e di relazioni fraterne
.
Roma, San Giovanni in Laterano, 10 gennaio 2024
FRANCESCO


Calendario liturgico: (12-18 febbraio 2024)

12 L Venga a me la tua misericordia e avrò vita. Le pretese dei farisei impediscono loro il vero incontro con la salvezza che si gioca sulla fede. Ss. Martiri di Abitene; S. Benedetto di Aniane; B. Ombelina. 
Gc 1,1-11; Sal 118; Mc 8,11-13.


13 M Beato l’uomo a cui insegni la tua legge, Signore. «Non comprendete ancora?». Gesù vuole che riconosciamo le tracce della grazia in noi. S. Martiniano; S. Benigno; B. Giordano di Sassonia.

 Gc 1,12-18; Sal 93; Mc 8,14-21. Inizia il tempo di Quaresima (viola) - IV sett. del Salterio.

14 M LE CENERI. Perdonaci, Signore: abbiamo peccato. Gesù c’invita a una fede pura e a una vita sincera, perché l’elemosina, la preghiera e il digiuno siano un vero culto rivolto a Dio e non a noi stessi. Ss. Cirillo e Metodio patr. d’Europa. 

Gl 2,12-18; Sal 50; 2Cor 5,20 - 6,2; Mt 6,1-6.16-18.

15 G Beato l’uomo che confida nel Signore. Il discepolo deve seguire Gesù e calcarne le orme; non precederlo, quasi con la presunzione di indicargli la strada. Ss. Faustino e Giovita; S. Claudio La Colombière. 

Dt 30,15-20; Sal 1; Lc 9,22-25.

16 V Tu non disprezzi, o Dio, un cuore contrito e affranto. Gesù è lo sposo atteso, ma annuncia che verrà il tempo in cui sarà tolto ai suoi. Il digiuno quaresimale simboleggia, appunto, la nostra attesa del suo ritorno. S. Giuliana; B. Giuseppe Allamano; B. Nicola Paglia. 

Is 58,1-9a; Sal 50; Mt 9,14-15.

17 S Mostrami, Signore, la tua via. Siamo noi i malati che Gesù vuole guarire, i peccatori che il Signore chiama a conversione. Ss. Sette Fondatori O.S.M.; S. Flaviano; S. Silvino. 

Is 58,9b-14; Sal 85; Lc 5,27-32.

18 D I domenica di Quaresima / B. I sett. di Quaresima - I sett. del Salterio. S. Geltrude Comensoli. Gen 9,8-15; Sal 24; 1Pt 3,18-22; Mc 1,12-15. Elide Siviero Oggi si celebra nel Tempio di S. Paolo in Alba una santa Messa secondo le intenzioni dei lettori de «La Domenica».
E. Siviero

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