domenica 17 marzo 2024

Vogliamo vedere Gesù!

17 marzo 2014

Vogliamo vedere Gesù!


Il brano del Vangelo odierno segue immediatamente la narrazione dell’ingresso trionfale del Signore a Gerusalemme. 
Tutti sembrano averlo accolto: persino alcuni Greci, di passaggio, andarono a rendergli omaggio.
Questo è il contesto in cui Giovanni comincia il racconto della Passione.
 Come in natura, il chicco di grano muore per generare una nuova vita, così Gesù, con la sua morte, riconduce tutto quanto al Padre. Non è l’acclamazione del popolo che farà venire il Regno, ma il consenso del Padre. 
Il ministero e l’insegnamento di Gesù testimoniano che egli è venuto da parte del Padre. 
Aprirci a lui, significa passare dalla conoscenza di quanto egli ha detto o fatto all’accettazione della fede. La voce venuta dal cielo ci riporta alla Trasfigurazione (cf. la seconda domenica di Quaresima).
 Ma qui, chi sente questa voce, o non la riconosce per nulla, o la percepisce come una vaga forma di approvazione.
 Eppure tale conferma era proprio destinata a loro. 
Questo è anche un richiamo per noi: se non siamo pronti ad ascoltare la parola di Dio, anche noi resteremo insensibili.
Tutti coloro che vogliono seguire Cristo, che accettano questa nuova via, scelgono di porsi al servizio di Cristo e di camminare al suo fianco. 
Il significato pregnante di queste parole - essere sempre con lui dovunque egli sia - ci è stato presentato nell’insegnamento e nel nutrimento spirituale della Quaresima. 
All’avvicinarsi della celebrazione dei misteri pasquali, portiamo in noi la certezza che servire Cristo significa essere onorati dal Padre.

Intenzioni Sante Messe

SABATO  16         Ore 18.30:  Def. Fam. Bedin Fulvio; Cavinato Lucia (anniversario); Facco Lucia e Rizzato Giorgio; Zilio Bruna (anniversario).

DOMENICA  17      V Domenica di Quaresima.
 Ore 9.30: Bertapelle Pietro, Agnese, Mario, Agnese, Gemma e Delfina; Badan Bruno e Diego; Cavinato Antonio e Stocco Onorina; Dalle Fratte Ivo e Giuseppe; Fassina Giuseppe; Filippi Ennio e Bedin Olinda . Ore 11.00: Pro Populo.

Lunedì  18       Ore 8.00:  Per le anime del purgatorio.

MARTEDì  19   Ore  15.00:  Varosi Marcella e Rossetto Giuliano.

MERCOLEDì 20 Ore  8.00:
  .
GIOVEDì  21   Ore 15.00:  Scapin Rino.

VENERDì  22 Ore 8.00:  .

SABATO  23   Ore 18.30: Def Fam. Bevilaqua e Ilario; Bedin Giuseppe.

DOMENICA 24 Domenica delle Palme. 
Ore 9.30:  Nicoletti Lino e Fam. Def., Zanon Regina e Pasquale, Carraro Maria, Marchetto Bruno, Massarotto Gino e Settimo Livia; Maggiolo Fabio, nonni e Dalla Bona Ruggero; Cavinato Palmira e Fam. Def.; Secondo l’intenzione dell’offerente; Sato Armando e Bruna; Morosinotto Franco, Miozzo Aurelio, Gemma, Renato, Giovannina e Giovanni. 
Ore 11.00: Pro Populo.


Incontri   
Martedì ore 21.00 Incontro-prove per  il gruppo della Corale parrocchiale.


Avvisi.
·  Oggi, terza domenica del mese, raccogliamo gli alimenti per i poveri che fanno riferimento alla nostra comunità parrocchiale, ringrazio tutti coloro che portano il loro dono per i poveri.

·  Venerdì 22 marzo, alle ore 20.45 a Vigonza ci sarà la Via Crucis in memoria dei Missionari Martiri, invito tutti a partecipare.

· Domenica 24 marzo è la Domenica delle Palme, domenica nella quale ricordiamo l’ingresso solenne di Gesù a Gerusalemme acclamato dai bambini e dalla folla come Figlio di Davide, Messia. 
È la domenica con la quale inizia la settimana Santa; invito tutti piccoli e grandi a partecipare alla celebrazione con la processione delle palme che avrà inizio alle ore 9.30 dal piazzale  antistante la chiesa. 
A questo proposito, invito coloro che in questo periodo potano il loro ulivo a scegliere dei rami e a metterli a disposizione di tutti lasciandoli accanto al campanile, serviranno per la processione delle Palme.

· Domenica prossima, raccogliamo il frutto del nostro digiuno quaresimale con la colletta: Un Pane per amor di Dio, Troverete le buste tra i banchi...

·  Il vescovo Claudio a conclusione del Sinodo chiede alle comunità parrocchiali della diocesi, di rinnovare gli organismi di comunione (Consigli Pastorali Parrocchiali (CPP) e i Consigli parrocchiali di Gestione Economica (CPGE); trovate quindi vicino all’espositore della buona stampa i fogliettini nei quali scrivere fino a tre nomi di persone che a vostro parere possono essere Consiglieri…

 

 

Prima lettura    Ger 31,31-34
Concluderò un’alleanza nuova e non ricorderò più il peccato.
 
Dal libro del profeta Geremìa
 
Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore –, nei quali con la casa d’Israele e con la casa di Giuda concluderò un’alleanza nuova. Non sarà come l’alleanza che ho concluso con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dalla terra d’Egitto, alleanza che essi hanno infranto, benché io fossi loro Signore. Oracolo del Signore.
Questa sarà l’alleanza che concluderò con la casa d’Israele dopo quei giorni – oracolo del Signore –: porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Non dovranno più istruirsi l’un l’altro, dicendo: «Conoscete il Signore», perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande – oracolo del Signore –, poiché io perdonerò la loro iniquità e non ricorderò più il loro peccato.
Parola di Dio
 
Salmo responsoriale    Sal 50
 
Crea in me, o Dio, un cuore puro.
 
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.
 
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
 
Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Insegnerò ai ribelli le tue vie
e i peccatori a te ritorneranno.
 
Seconda lettura      Eb 5,7-9

Imparò l’obbedienza e divenne causa di salvezza eterna.

 
Dalla lettera agli Ebrei
 
Cristo, nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito.
Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.
Parola di Dio
 
Canto al Vangelo (Gv 12,26)
 
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Se uno mi vuole servire, mi segua, dice il Signore,
e dove sono io, là sarà anche il mio servitore.
 
 
Vangelo   Gv 12,20-33
Se il chicco di grano caduto in terra muore, produce molto frutto.
 
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
 
In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù».
Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome».
Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.
Parola del Signore






17 marzo 2024 - 5a domenica di Quaresima

Gustare la quiete del cuore

Incontro il Dio dell'alleanza abitando il silenzio.

UNA VOCE DALLA THAILANDIA

Il silenzio è qualcosa di molto sentito dal mondo orientale proprio perché via privilegiata per l’incontro con Dio o con una realtà altra da se stessi. Mi rendo conto, dopo alcuni anni di missione, come questa terra thailandese ricca di tanti doni, tra cui questo della meditazione e della ricerca interiore, stia smarrendo la via del silenzio a causa della frenesia di un mondo in veloce cambiamento e il desiderio da parte dei giovani di uniformarsi al mondo occidentale. Il silenzio a volte ci diventa ostico, un luogo da cui fuggire e da coprire con “rumori” che sono al di fuori di noi stessi. Occorre riscoprire il valore del tempo, non come uno spazio da riempire ma come opportunità in cui metterci in ascolto profondo della volontà del Signore sulla nostra vita. C’è bisogno di ritrovare il gusto del silenzio in cui entrare in intimità con lui e custodire la sua legge scritta nel nostro cuore. In questa terra in cui come cristiani siamo una piccola minoranza, siamo chiamati ad annunciare con gioia il desiderio del Signore di creare un’alleanza con questo popolo, perché popolo amato. Solo la testimonianza arricchita dall’ascolto della Parola, dal dialogo sincero, dalla carità quotidiana apre le porte alla manifestazione dell’amore misericordioso di Dio.

Don Bruno Rossi, Fidei donum

ENTRO NEL TESTO

Geremia 31,31-34

Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore –, nei quali con la casa d’Israele e con la casa di Giuda concluderò un’alleanza nuova. Non sarà come l’alleanza che ho concluso con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dalla terra d’Egitto, alleanza che essi hanno infranto, benché io fossi loro Signore. Oracolo del Signore. Questa sarà l’alleanza che concluderò con la casa d’Israele dopo quei giorni – oracolo del Signore –: porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Non dovranno più istruirsi l’un l’altro, dicendo: «Conoscete il Signore», perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande – oracolo del Signore –, poiché io perdonerò la loro iniquità e non ricorderò più il loro peccato.

SO-STARE SU...

…quando mi sono lasciato prendere per mano…

…un momento in cui qualcuno o qualcosa ha segnato in modo profondo il mio cuore…

...quando ho gustato un’esperienza di autentica intimità con Dio…

MI METTO IN ASCOLTO

È la promessa ultima e definitiva, dove i difetti dell’uomo, che tradisce la bontà e disponibilità di Dio, spariscono e inizia un tempo nuovo. La storia di un legame che l’uomo rompe continuamente e Dio riallaccia testardamente non è più sufficiente; Dio interviene perché il suo desiderio di comunione, amore pieno e totale diventi realtà stabile. È il cuore che allontana e avvicina, unisce e separa; non è solo il luogo dei sentimenti, ma degli affetti, del pensiero, dei ragionamenti e criteri che conducono alle scelte concrete, e lì Dio agisce. È in tale luogo che avviene l’incontro decisivo con il Signore, che non ci può essere tolto. Si tratta dell’esperienza del cuore, che, pur non essendo intimistica, in quanto ha un riverbero nel nostro modo di essere e stare nel mondo, nelle scelte grandi e piccole che facciamo, ha il suo nucleo e radice nel nostro interno, dove facciamo esperienza del volto e del perdono di Dio. In un tempo e luogo rumoroso e affannato, è necessario pertanto fare spazio al silenzio come condizione di possibilità perché tale incontro avvenga e porti frutto. Gesù è il volto dell’uomo che sa fare silenzio e assaporare l’incontro profondo col Padre, imparando a desiderare e volere ciò che Lui vuole e desidera, perché lì scopre e riconosce la via della vera felicità, per sé e per tutti.

DIAMOCI UN SENSO

Per un palato curioso, ogni boccone diventa un viaggio sensoriale, l’opportunità di apprezzare la diversità e la complessità delle creazioni culinarie. Ma il gusto va oltre la semplice soddisfazione del palato; è un portale per la consapevolezza e la gratitudine. Quando assaporiamo il cibo con attenzione, nel silenzio, ci immergiamo nel presente, abbracciando con riconoscenza ogni sfumatura di ciò che è dentro e fuori la nostra bocca. Assaporare è onorare i doni di Dio. Il senso del gusto, poi, ci insegna che non bastiamo a noi stessi. Il sapore non ce lo diamo da noi e nemmeno il nutrimento, vengono dal cibo e vengono dagli altri. Ci è facile riconoscere come ogni pasto condiviso sia opportunità per nutrire non solo il corpo ma anche l’anima. L’Eucaristia è la nostra mensa per eccellenza e all’apice del suo svolgersi, nel darci da mangiare il corpo di nostro Signore, ci esorta: «Gustate e vedete come è buono il Signore!» (Sal 34,9).

Un'esperienza che trasforma

La prima cosa che penso, tutte le mattine, appena mi sveglio, è che sono felice. Anche oggi sono vivo. Anche oggi ho da lavorare. Anche se sono in grado di usare solo le mani e la testa, mi ritrovo colmo di entusiasmo come fossi uno scolaretto al mattino pronto a partire per una gita.


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INIZIATIVE   IN PARROCCHIA 






 

 I compiti del Consiglio Pastorale Parrocchiale 

Vengono descritti brevemente i compiti fondamentali del CPP.
 
 Individuare alcune priorità pastorali della parrocchia o dell’Unità pastorale, alla luce della situazione e delle esigenze della parrocchia stessa in sintonia con le linee orientative diocesane e in dialogo con il vicariato.
 
 Avere a cuore l’evangelizzazione, attraverso una molteplicità di azioni e attenzioni, perché le parrocchie rendano ancora accessibile a tutti, in modo ampio e popolare, l’annuncio del Vangelo. 

 Accogliere e attuare le indicazioni che il vescovo Claudio offrirà all’intera Diocesi a fine febbraio 2024. Queste linee orientative diocesane portano a compimento il lavoro dell’Assemblea sinodale e tracciano i passi futuri dell’intera Diocesi. 

 Favorire la sinodalità, mettendo quindi in atto quei processi che coinvolgono più soggetti con passaggi graduali per maturare scelte e cambiamenti significativi per la parrocchia. Sinodalità Indicazioni rinnovo Organismi di comunione 3 implica il riconoscere i doni e i carismi di tutti i battezzati, aprendo alla corresponsabilità ecclesiale di molti; vanno conseguentemente promossi anche i ministeri battesimali, come indicato dal Sinodo diocesano.

  Attivare una comunione reale che superi l’autoreferenzialità dei singoli ambiti pastorali, attraverso una programmazione unitaria, proteggendo la parrocchia da divisioni e fratture. La programmazione unitaria non riguarda solo la compilazione del calendario parrocchiale ma l’assumere un volto e uno stile condiviso, in cui le differenze diventano dono e ricchezza. 

 Ribadire il rapporto necessario che intercorre tra Consiglio Pastorale Parrocchiale e Consiglio Parrocchiale per la Gestione Economica: le scelte economiche esprimono un pensiero pastorale e svelano il volto della parrocchia. Come nello scorso rinnovo spetta al CPP, appena costituito, indicare i membri del CPGE, secondo le indicazioni che poi verranno presentate. 

   



Nel TERRITORIO 











sabato 9 marzo 2024

IL MONDO SI SALVA PER MEZZO DI LUI

   10 marzo 2014

IL MONDO SI SALVA PER MEZZO DI LUI 

Tutto il Nuovo Testamento si interessa alla dottrina centrale della redenzione. 
Il ritorno di ogni uomo e di ogni cosa alla santità, presso il Padre, si compie attraverso la vita, la morte e la risurrezione di Cristo.
Il Vangelo di Giovanni pone l’accento in particolare sull’incarnazione. 
Gesù è stato mandato dal Padre. È venuto in un mondo decaduto e ha portato luce e vita nuova. 
Attraverso la sua passione e la sua risurrezione, egli restituisce ogni cosa al Padre e rivela la piena realtà della sua identità di Verbo fatto carne. Per mezzo di lui tutto è riportato alla luce.
Tutta la nostra vita nella Chiesa è il compimento della nostra risposta a Cristo.
 L’insegnamento del Nuovo Testamento - e ne vediamo un esempio nella lettura di oggi - è assai preciso. 
La redenzione è stata realizzata tramite Gesù Cristo, ma per noi deve essere ancora realizzata. Noi possiamo infatti rifiutare la luce e scegliere le tenebre.
Nel battesimo Cristo ci avvolge: noi siamo, per così dire, “incorporati” in lui ed entriamo così in unione con tutti i battezzati nel Corpo di Cristo. Eppure la nostra risposta di uomini, resa possibile dalla grazia di Dio, necessita del nostro consenso personale.
 Quando c’è anche tale accordo, ciò che facciamo è fatto in Cristo e ne porta chiaramente il segno. 
Diventiamo allora suoi testimoni nel mondo.
 

Intenzioni Sante Messe

SABATO  09         Ore 18.30:    Caon Pierina, Pedron Sergio e Veneranda; Cavinato Ottorino e Mozzo Antonietta; Agostini Francesca; Bertapelle Marcello
.
DOMENICA  10      IV Domenica di Quaresima.
Ore 9.30: Scapin Samuele e Arino; Bertapelle Armando, Maria e Luca; Salviato Giorgio e Valeria; Tonello Dante; Agostini Sereno e Dorina; Scapin Vittorio, Mazzon Rita e figli; Morosinotto Franco (anniversario) .
 Ore 11.00:      Pro Populo.

Lunedì  11      Ore 8.00:  Secondo l’intenzione dell’offerente.

MARTEDì  12    Ore  15.00:  Secondo l’intenzione dell’offerente.

MERCOLEDì 13  Ore  8.00:  Secondo l’intenzione dell’offerente.

GIOVEDì  14    Ore 15.00:  Secondo l’intenzione dell’offerente.

VENERDì  15 Ore 8.00:  Rosso Lino (anniversario).

SABATO  16 Ore 18.30: Def. Fam. Bedin Fulvio; Cavinato Lucia (anniversario).

DOMENICA 17 V Domenica di Quaresima. 
Ore 9.30:  Bertapelle Pietro, Agnese, Mario, Agnese, Gemma e Delfina; Badan Bruno e Diego; Cavinato Antonio e Stocco Onorina; Dalle Fratte Ivo e Giuseppe; Fassina Giuseppe. 
Ore 11.00: Pro Populo.


Incontri

Martedì ore 21.00 Incontro-prove per  il gruppo della Corale parrocchiale.


Avvisi.
· Stamane, alle 10.45, in sala Borsi, ci sarà l’incontro per genitori e ragazzi del Primo Discepolato Prima tappa (ragazzi della 2^ elementare).

· Oggi, dalle 11.00 alle 17.00, i ragazzi dell’Ultima quaresima, coi loro genitori, vivranno un incontro prolungato di ritiro al Santuario della Madonna delle Grazie di Villafranca Padovana.  Li accompagniamo con la nostra preghiera.

· Nel pomeriggio, alle ore 14.30, in sala Borsi, le volontarie del NOI donne propongono la Tombola per i nonni della terza età.

· Martedì 12 marzo, alle ore 20.45, presso il cinema Aurora di Campodarsego, il  Vescovo Claudio consegna ai consigli pastorali delle parrocchie del Vicariato la lettera post-sinodale.

·  Domenica 17 marzo è la terza domenica del mese, secondo l’impegno di carità che ci siamo dati faremo la raccolta degli alimenti per i poveri, troverete quindi alla porta della chiesa i cesti per il vostro dono.

· Domenica 17 marzo, quinta domenica di quaresima, alla messa delle ore 9.30, coi ragazzi dell’Ultima Quaresima, faremo la terza Grande Intercessione, invito a partecipare numerosi a questa celebrazione.

· Il vescovo Claudio a conclusione del Sinodo chiede alle comunità parrocchiali della diocesi, di rinnovare gli organismi di comunione (Consigli Pastorali Parrocchiali (CPP) e i Consigli parrocchiali di Gestione Economica (CPGE); trovate quindi vicino all’espositore della buona stampa i fogliettini nei quali scrivere fino a tre nomi di persone che a vostro parere possono essere Consiglieri…
 

Per grazia siamo stati salvati


«Che faccia da Quaresima!» è il motto sulle labbra di molti quando ci si trova di fronte una persona dal volto corrugato, triste, quasi tendente alla depressione. Un modo di dire che deriva da una concezione errata di Quaresima, intesa come un tempo di desolazione e tristezza.

In realtà essa richiama piuttosto alla serietà, alla determinazione, al chiaro orientamento verso un ottenimento importante, che nulla ha a che vedere con la mestizia fine a sé stessa e con lo sconforto; richiama invece alla determinazione del volto di Gesù in cammino verso Gerusalemme. Ecco perché, a richiamarci questa verità, la liturgia interviene, nel mezzo del cammino quaresimale, con la domenica “Laetare”, la domenica che ci invita alla gioia, perché Dio con Cristo ci chiama alla risurrezione e ci manifesta la sua straordinaria ricchezza di grazia (II Lettura).
Volgere lo sguardo a Cristo, come un tempo il popolo d’Israele faceva verso quel serpente innalzato nel deserto, significa richiamarci la destinazione della nostra vita, che passa certamente attraverso lo schianto della morte, ma volge verso la luce della risurrezione.

don Tiberio Cantaboni

 
Prima lettura     2Cr 36,14-16.19-23
Con l’esilio e la liberazione del popolo si manifesta l’ira e la misericordia del Signore.
 
Dal secondo libro delle Cronache
 
In quei giorni, tutti i capi di Giuda, i sacerdoti e il popolo moltiplicarono le loro infedeltà, imitando in tutto gli abomini degli altri popoli, e contaminarono il tempio, che il Signore si era consacrato a Gerusalemme.
Il Signore, Dio dei loro padri, mandò premurosamente e incessantemente i suoi messaggeri ad ammonirli, perché aveva compassione del suo popolo e della sua dimora. Ma essi si beffarono dei messaggeri di Dio, disprezzarono le sue parole e schernirono i suoi profeti al punto che l’ira del Signore contro il suo popolo raggiunse il culmine, senza più rimedio. Quindi [i suoi nemici] incendiarono il tempio del Signore, demolirono le mura di Gerusalemme e diedero alle fiamme tutti i suoi palazzi e distrussero tutti i suoi oggetti preziosi.
Il re [dei Caldèi] deportò a Babilonia gli scampati alla spada, che divennero schiavi suoi e dei suoi figli fino all’avvento del regno persiano, attuandosi così la parola del Signore per bocca di Geremìa: «Finché la terra non abbia scontato i suoi sabati, essa riposerà per tutto il tempo della desolazione fino al compiersi di settanta anni».
Nell’anno primo di Ciro, re di Persia, perché si adempisse la parola del Signore pronunciata per bocca di Geremìa, il Signore suscitò lo spirito di Ciro, re di Persia, che fece proclamare per tutto il suo regno, anche per iscritto: «Così dice Ciro, re di Persia: “Il Signore, Dio del cielo, mi ha concesso tutti i regni della terra. Egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio a Gerusalemme, che è in Giuda. Chiunque di voi appartiene al suo popolo, il Signore, suo Dio, sia con lui e salga!”».
Parola di Dio
 
 
Salmo responsoriale    Sal 136
 
Il ricordo di te, Signore, è la nostra gioia.
 
Lungo i fiumi di Babilonia,
là sedevamo e piangevamo
ricordandoci di Sion.
Ai salici di quella terra
appendemmo le nostre cetre.
 
Perché là ci chiedevano parole di canto
coloro che ci avevano deportato,
allegre canzoni, i nostri oppressori:
«Cantateci canti di Sion!».
 
Come cantare i canti del Signore
in terra straniera?
Se mi dimentico di te, Gerusalemme,
si dimentichi di me la mia destra.
 
Mi si attacchi la lingua al palato
se lascio cadere il tuo ricordo,
se non innalzo Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia.
 
 
Seconda lettura     Ef 2,4-10
Morti per le colpe, siamo stati salvati per grazia.
 
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
 
Fratelli, Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati.
Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù.
Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo.
Parola di Dio

 
Canto al Vangelo (Gv 3,16)
 
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito;
chiunque crede in lui ha la vita eterna.
  
 
Vangelo     Gv 3,14-21
Dio ha mandato il Figlio perché il mondo si salvi per mezzo di lui.
 
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
 
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
«Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».
Parola del Signore



10 marzo 2024 - 4a domenica di Quaresima

Percepire il profumo di una presenza

Riconosco il Signore che mi fa visita in modo sorprendente nello straniero.

UNA VOCE DAL VENEZUELA

Tante volte Dio si manifesta, sorprendendo inaspettatamente, in persone e luoghi “imprevisti”. È il caso del re Ciro che diventa motivo di salvezza: persiano, straniero, diverso, sconosciuto. Qui nell’area di Pacaraima, tra Brasile e Venezuela, la diversità è il nostro pane quotidiano: è luogo di frontiera, immigrazione, sfida, accoglienza dell’umanità sofferente, è area indigena. Il contatto e confronto con i popoli originari, la condivisione delle loro lotte, la difesa della vita, della terra madre, mi sta permettendo di fare un cammino di destrutturazione e di apertura. La conoscenza di altre culture permette di allargare la visione, di incontrare rivelazioni inaspettate. È affascinante per me scoprire tanta ricchezza negli incontri quotidiani, scoprire la forza che muove tanti migranti a non perdersi d’animo, a sperare, a camminare... e scoprire la capacità di organizzazione e la tenacia nella lotta di questi popoli, piccoli Davide contro Golia. Lasciamoci sorprendere dal diverso e inaspettato: è la novità della buona notizia. 

Don Mattia Bezze, Fidei donum

ENTRO NEL TESTO

2 Cronache 36,14-16.19-23

In quei giorni, tutti i capi di Giuda, i sacerdoti e il popolo moltiplicarono le loro infedeltà, imitando in tutto gli abomini degli altri popoli, e contaminarono il tempio, che il Signore si era consacrato a Gerusalemme. Il Signore, Dio dei loro padri, mandò premurosamente e incessantemente i suoi messaggeri ad ammonirli, perché aveva compassione del suo popolo e della sua dimora. Ma essi si beffarono dei messaggeri di Dio, disprezzarono le sue parole e schernirono i suoi profeti al punto che l'ira del Signore contro il suo popolo raggiunse il culmine, senza più rimedio. Quindi [i suoi nemici] incendiarono il tempio del Signore, demolirono le mura di Gerusalemme e diedero alle fiamme tutti i suoi palazzi e distrussero tutti i suoi oggetti preziosi. Il re [dei Caldèi] deportò a Babilonia gli scampati alla spada, che divennero schiavi suoi e dei suoi figli fino all'avvento del regno persiano, attuandosi così la parola del Signore per bocca di Geremia: «Finché la terra non abbia scontato i suoi sabati, essa riposerà per tutto il tempo della desolazione fino al compiersi di settanta anni». Nell'anno primo di Ciro, re di Persia, perché si adempisse la parola del Signore pronunciata per bocca di Geremia, il Signore suscitò lo spirito di Ciro, re di Persia, che fece proclamare per tutto il suo regno, anche per iscritto: «Così dice Ciro, re di Persia: "Il Signore, Dio del cielo, mi ha concesso tutti i regni della terra. Egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio a Gerusalemme, che è in Giuda. Chiunque di voi appartiene al suo popolo, il Signore, suo Dio, sia con lui e salga!"».

SO-STARE SU...

…una mia esperienza di smarrimento…

…un’occasione in cui ho ricevuto una felice sorpresa da una persona da cui non me lo sarei aspettato…

 …quando ho percepito che nella prova, Dio mi ha invitato a “salire” e ad avere uno sguardo di fiducia…  

MI METTO IN ASCOLTO

Il popolo si è smarrito, ha dimenticato il suo Dio; per questo è stato punito e si trova nel frangente più critico e complicato della sua storia, costretto lontano dalla patria donatagli dal suo Signore, in una via cieca che sembra senza soluzioni. È in tale momento buio e disperato che si fa largo la sorpresa di Dio, il re straniero Ciro, che si rivela essere liberazione e salvezza per Israele, a tal punto che viene definito da Isaia col titolo di Messia, l’Unto, colui che, ricevuta l’unzione regale, è inviato da Dio a salvare il suo popolo. Dio guida gli eventi della storia singola e collettiva, veglia e indirizza i grandi corsi e tornanti delle vicende umane, nulla sfugge alla sua custodia. Tuttavia, spesso i piani divini sono assolutamente sorprendenti e impronosticabili, in quanto chi ritenevamo straniero, nemico e minaccioso si rivela come presenza e azione salvifica di Dio nella nostra vita. Capita anche che momenti “neri”, percepiti tali nel loro presente, siano poi da noi riconosciuti come doni di grazia, perché Dio fa accadere cose migliori di quanto faremmo noi seguendo i nostri progetti; oppure, altre volte Egli, che non determina tutto ma lascia spazio alla nostra libertà e ai limiti di questo mondo, prende le “righe storte” (dobbiamo ammettere che talvolta ci sono anche queste) della nostra vita e le “raddrizza”. Affiniamo il fiuto del nostro stupore per scorgere come Dio ogni giorno ci plasma.

DIAMOCI UN SENSO

L’olfatto ci comunica ciò che altri sensi sono incapaci di comunicarci. L’olfatto non tocca ma è toccato; non vede ma percepisce; non ode né gusta, ma avverte e riconosce. Ci introduce nel profondo della relazione, nell’intimità. Sa distinguere tra ciò che è impersonale e ciò che è personalissimo e unico: ognuno ha il proprio odore inconfondibile! Percependo i diversi odori della vita possiamo percepirne le sfumature. La vita è respiro, alito: ha delle fragranze che ci seducono ed altre che ci allontanano. Il nostro naso è sensibilissimo, ma ha anche la proprietà di assuefarsi presto. Per fortuna! Altrimenti come potremmo resistere a certe puzze. Di contro però, i buoni profumi, dopo qualche istante non li sentiamo più. Pregare «con il naso» è sviluppare la capacità di non perdere la sensibilità al buon «profumo di Cristo» (2Cor 2,15) e di saperlo riconoscere anche laddove si mescola ad altri odori che talvolta ci allontanano.

Un'esperienza che trasforma

Ma devo dire che le cose più importanti
non le ho imparate dai libri,
ma dalla vita, dal contatto con la gente,
coi poveri. I poveri sono davvero
i miei migliori maestri.

DON ORESTE BENZI
Scopri la storia di don Oreste Benzi









 
INIZIATIVE   IN PARROCCHIA 




 

 I compiti del Consiglio Pastorale Parrocchiale 

Vengono descritti brevemente i compiti fondamentali del CPP.
 
 Individuare alcune priorità pastorali della parrocchia o dell’Unità pastorale, alla luce della situazione e delle esigenze della parrocchia stessa in sintonia con le linee orientative diocesane e in dialogo con il vicariato.
 
 Avere a cuore l’evangelizzazione, attraverso una molteplicità di azioni e attenzioni, perché le parrocchie rendano ancora accessibile a tutti, in modo ampio e popolare, l’annuncio del Vangelo. 

 Accogliere e attuare le indicazioni che il vescovo Claudio offrirà all’intera Diocesi a fine febbraio 2024. Queste linee orientative diocesane portano a compimento il lavoro dell’Assemblea sinodale e tracciano i passi futuri dell’intera Diocesi. 

 Favorire la sinodalità, mettendo quindi in atto quei processi che coinvolgono più soggetti con passaggi graduali per maturare scelte e cambiamenti significativi per la parrocchia. Sinodalità Indicazioni rinnovo Organismi di comunione 3 implica il riconoscere i doni e i carismi di tutti i battezzati, aprendo alla corresponsabilità ecclesiale di molti; vanno conseguentemente promossi anche i ministeri battesimali, come indicato dal Sinodo diocesano.

  Attivare una comunione reale che superi l’autoreferenzialità dei singoli ambiti pastorali, attraverso una programmazione unitaria, proteggendo la parrocchia da divisioni e fratture. La programmazione unitaria non riguarda solo la compilazione del calendario parrocchiale ma l’assumere un volto e uno stile condiviso, in cui le differenze diventano dono e ricchezza. 

 Ribadire il rapporto necessario che intercorre tra Consiglio Pastorale Parrocchiale e Consiglio Parrocchiale per la Gestione Economica: le scelte economiche esprimono un pensiero pastorale e svelano il volto della parrocchia. Come nello scorso rinnovo spetta al CPP, appena costituito, indicare i membri del CPGE, secondo le indicazioni che poi verranno presentate. 

   



Nel TERRITORIO 




Calendario liturgico: (11-17 marzo 2024

11 L Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato. Il funzionario del re crede alla parola di Gesù e suo figlio vive. I segni che Gesù compie richiamano sempre i credenti sull’assoluta necessità della fede. S. Pionio; S. Sofronio; S. Eulogio. Is 65,17-21; Sal 29; Gv 4,43-54.

12 M Dio è per noi rifugio e fortezza. Anche a noi, paralizzati dalle paure, Gesù chiede come al paralitico di alzarci e camminare. Confidiamo in lui. S. Massimiliano; S. Innocenzo I; B. Fina. Ez 47,1-9.12; Sal 45; Gv 5,1-16.

13 M Misericordioso e pietoso è il Signore. Attraverso le parole e le opere di Gesù impariamo a conoscere il Padre. Credere significa avere la vita eterna. S. Sabino; S. Cristina; S. Ansovino. Is 49,8-15; Sal 144; Gv 5,17-30.


14 G Ricordati di noi, Signore, per amore del tuo popolo. Gesù richiede a ciascuno di esaminare l’autenticità e la sincerità della propria fede. S. Matilde; S. Paolina; B. Giacomo Cusmano. Es 32,7-14; Sal 105; Gv 5,31-47.

15 V Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato. Gesù nel tempio dichiara di essere il Messia, ma la sua origine divina non viene capita e non si riconosce in lui il Figlio del Padre. S. Zaccaria; S. Luisa de Marillac. Sap 2,1a.12-22; Sal 33; Gv 7,1-2.10.25-30.

16 S Signore, mio Dio, in te ho trovato rifugio. Continuano le controversie sull’identità di Gesù. Delle guardie non lo arrestano, affascinate dalle sue parole e un fariseo, Nicodemo, invita gli altri alla prudenza prima di giudicarlo. Ss. Ilario e Taziano; S. Eriberto; B. Giovanni Sordi. Ger 11,18-20; Sal 7; Gv 7,40-53.

17 D V domenica di Quaresima / B. V sett. di Quaresima - I sett. del Salterio. S. Patrizio; S. Geltrude. Ger 31,31-34; Sal 50; Eb 5,7-9; Gv 12,20-33.
Lucia Giallorenzo