lunedì 14 settembre 2015

Lettera dei Vicari Foranei alle comunità parrocchiali

Migranti e rifugiati
 ci interpellano

Comunità aperte all’accoglienza


Profughi, richiedenti asilo, immigrati… parole che da mesi si accompagnano a numeri e immagini tragiche e ad altrettante tensioni sul piano politico e amministrativo, anche nei nostri territori; a volte anche a divisioni all’interno delle nostre comunità.
Ma profughi, richiedenti asilo, immigrati... sono parole che dicono – prima di tutto – di uomini, donne, bambini, anziani, giovani, in una parola “persone” e come tali “fratelli”. È a partire da questa prima consapevolezza che la questione ci interessa come singoli e come comunità cristiane.
 
Come vicari foranei della Chiesa di Padova ci siamo sentiti interpellati. Ci siamo riuniti, confrontati e interrogati, ascoltando anche rappresentanti delle istituzioni e amministratori del territorio.
Siamo di fronte a un fenomeno epocale, irreversibile e inarrestabile che va affrontato insieme nella ricerca di soluzioni – anche creative – perseguendo il cammino del dialogo e della condivisione. Nelle paure o nella ricerca di soluzioni nessuno va lasciato solo.
Non sottovalutiamo la fatica e il disagio, le paure e le insicurezze, la crisi economica che acuisce ed enfatizza le tensioni. A questi timori guardiamo con rispetto, attenzione e comprensione. Ma la paura non può guidare le nostre scelte né può far venire meno l’impegno della comunità cristiana, che vede nell’altro un fratello e che fa dell’accoglienza il suo stile.

Per questo esprimiamo gratitudine alle comunità, ai volontari, alle istituzioni che in questi mesi si sono prodigati nel trovare soluzioni, per quanto faticose. Dalle loro esperienze vorremmo trarre esempio e testimonianza.

Desideriamo altresì sostenere e incoraggiare le istituzioni e gli amministratori locali nel favorire una microaccoglienza diffusa, adeguata al territorio, sostenibile nei numeri, che attivi reti tra pubblico e privato. Un’equa distribuzione dei richiedenti ospitalità può rappresentare una strada per la loro integrazione e per stemperare situazioni che nel lungo periodo possono diventare insostenibili o ghettizzanti.

L’ulteriore appello di papa Francesco di questi giorni ci sostiene e ci sprona ad aprire le porte del cuore e delle comunità.

Per questo desideriamo incoraggiarci a vicenda, con fiducia nel ricercare soluzioni, mobilitare energie e tutte le possibili risorse (culturali, religiose logistiche, di volontariato, di cura delle persone).
Incontro e corretta informazione fugano le paure: non temiamo di conoscere e parlare direttamente con queste persone, la loro storia e la loro vita aiuteranno a costruire ponti di umanità. Anch’essi saranno un dono per noi e per le nostre comunità.
Da parte nostra ci faremo tramite per avviare percorsi di informazione, comprensione, sensibilizzazione.


I vicari foranei della Diocesi di Padova

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